Frosinone, foto di Alessandro Salvatori

Sono molti gli anziani che purtroppo a Frosinone vivono condizioni di vulnerabilità e di fragilità”. Con questa affermazione e decisa a lavorare con l’impegno e la sensibilità con cui nel mondo del volontariato è oltre modo apprezzata, Imane Jalmous, giovane candidata consigliere nelle fila del PD, ha deciso di sollevare uno dei problemi sociali che nel capoluogo coinvolgono una fascia importante della popolazione – composta da circa 11.000 persone – e che durante la pandemia è stata duramente messa alla prova

Imane Jalmous

“È evidente – sostiene con fermezza la candidata – che all’aspettativa di vita delle persone anziane non è corrisposto in questo periodo un miglioramento delle condizioni economiche e sociali, visto che risultano assistite soltanto e principalmente quando non autosufficienti”. 

L’idea di Imane Jalmous non è però di matrice prettamente assistenziale, ma volta  a favorire per i membri della nostra comunità ultra sessantacinquenni l’acquisizione di un modello di vita che consenta loro di potersi mantenere a lungo in salute, sia fisica che psichica”.  

Il futuro da progettare con la nuova Amministrazione per gli anziani della nostra città  “riguarda lo sviluppo di un sistema organico di politiche di sostegno all’invecchiamento attivo”. 

Un orizzonte certamente perseguibile operando però su diverse direttrici che la giovane candidata del PD intende promuovere e che riguardano forme di  prevenzione sul piano sanitario, progetti per l’educazione alimentare, attività per l’esercizio fisico, sviluppo di attività cognitive, fruizione attiva del tempo libero, relazioni sociali ed affettive e graduali transizioni verso l’abbandono degli impegni lavorativi”.

Si tratta di precisi assi su cui sviluppare concrete politiche di sostegno di cui la nuova Amministrazione frusinate dovrà tenere conto. Per la Jalmous non ci sono altre strade se non quella “di garantire agli anziani politiche cittadine per l’invecchiamento attivo e curarsi di loro non solo come soggetti destinatari di assistenza, perché senza anziani non c’è futuro”.