Ci sono i valori su cui si fondano la Repubblica e la libertà al centro del messaggio che questa mattina il sindaco Enzo Perciballi ha rivolto ai cittadini in occasione del settantaseiesimo anniversario della Repubblica Italiana: il primo cittadino ancora una volta ha rimarcato l’importanza della pace in Europa e nel Mondo, a garanzia della libertà. Poi ha ricordato il monito del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla necessità di interrompere la guerra in Ucraina, che sta creando problemi alimentari in tante parti del mondo. All’inizio del suo intervento Perciballi ha ringraziato tutti i presenti, in particolare i carabinieri della locale stazione al comando del luogotenente Mario Vinci, il corpo della Polizia locale agli ordini del maggiore Domenico Romano, il parroco don Giovanni Ferrarelli, la Pro Loco rappresentata dal presidente Alberto Biasini, il Centro anziani con il presidente Franco Cerquozzi, la Corale Fratarcangeli e la Banda Aurora che hanno accompagnato la cerimonia con le note del “Silenzio” e L’Inno Nazionale. Il corteo istituzionale formato dal sindaco, dagli amministratori e dalle forze dell’ordine con in testa il Gonfalone e la corona di alloro, è partito dal Municipio ed ha raggiunto piazza Sant’Angelo dove si è svolta la cerimonia con la deposizione della Corona e la resa degli onori ai caduti di tutte le guerre. A conclusione il messaggio del sindaco Perciballi. 

IL MESSAGGIO DEL SINDACO

Cittadini, autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle forze dell’ordine e dell’associazionismo. Oggi ricorre il compleanno della nostra Repubblica, nata 76 anni fa con un referendum istituzionale tenutosi il 2 giugno 1946, per determinare la forma di governo dopo la fine della Seconda guerra mondiale. 

Per la prima volta anche le donne votavano ad una consultazione politica nazionale: risultarono aver votato circa 13 milioni di donne e 12 milioni di uomini, quasi il 90 per cento degli allora aventi diritto al voto. I risultati furono proclamati dalla Corte di cassazione il 10 giugno 1946: 12 milioni 717mila 923 cittadini favorevoli alla repubblica e 10milioni 719mila 284 cittadini favorevoli alla monarchia. 

Il 2 giugno 1946, insieme alla scelta sulla forma istituzionale dello Stato, i cittadini italiani elessero anche i componenti dell’Assemblea costituente che scrisse la nuova Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore il primo gennaio 1948, lo stesso giorno De Nicola assunse per primo le funzioni di presidente della Repubblica. 

Si trattò di un passaggio di grande importanza per la storia dell’Italia contemporanea dopo il ventennio fascista, il coinvolgimento nella Seconda guerra mondiale e un periodo della storia nazionale ricco di accadimenti. Nello stesso anno, nel mese di maggio, fu poi eletto presidente della Repubblica Luigi Einaudi, primo a completare regolarmente il previsto mandato di sette anni. La democrazia era compiuta, così come la libertà. 

Democrazia e libertà che oggi, dopo 76 anni, sono in pericolo. È soltanto di ieri, infatti, la notizia della ulteriore minaccia della Russia all’Occidente, e quindi anche a noi. Ecco perché, ora più che mai, dobbiamo far sentire la nostra voce contro la guerra alle porte dell’Europa e contro la crisi che essa sta generando a livello mondiale, prima fra tutte, la crisi alimentare. 

La gravità della situazione l’ha ben rappresentata il nostro Presidente della Repubblica: 

“Con lucidità e con coraggio – ha detto Sergio Mattarella – occorre porre fine alla insensatezza della guerra e promuovere le ragioni della pace. Non è un conflitto con effetti soltanto nel teatro bellico. Le conseguenze della guerra riguardano tutti. Accanto alle vittime e alle devastazioni provocate sul terreno dello scontro, la rottura determinata nelle relazioni internazionali si riverbera sempre più sulla sicurezza alimentare di molti Paesi; sull’ambito della gestione delle normali relazioni, incluse quelle economiche e commerciali”.

Ecco perché c’è bisogno di uno sforzo congiunto verso il dialogo e la pace, che è necessario riportare in Europa. L’auspicio è che la pace sia anche nelle nostre azioni quotidiane, per preservare quella libertà e quella democrazia conquistate a caro prezzo dai nostri nonni, anche con la vita. La stessa pace e democrazia su cui oggi possiamo ancora contare, nel nostro vivere quotidiano, anche e soprattutto per l’abnegazione e l’impegno profusi dalle nostre forze dell’ordine e dai nostri militari che ringraziamo di vero cuore.

Viva la democrazia! Viva la libertà! Viva la pace! Viva l’Italia