Buste di rifiuti e suppellettili di tutti i tipi, elettrodomestici dismessi, vecchie biciclette, copertoni di automobili, ma anche tante, tantissime bottiglie piene di urina lasciate sul ciglio della strada, risultato di una pratica poco civile di automobilisti o camionisti che, per rispettare i tempi di consegna, non si fermano nelle aree di sosta per espletare i propri bisogni: via Selciatella, che taglia in due la zona industriale di Anagni, sempre più preda – negli ultimi anni – dell’inciviltà e del degrado, una situazione – questa – evidenziata anche dalle decine di nostri lettori che, puntualmente, ci scrivono per segnalarci quanto sta accadendo in quella zona a causa dell’abbandono indiscriminato di rifiuti in una arteria stradale utilizzata giornalmente per raggiungere i vari insediamenti industriali.

I nemici della differenziata lasciano purtroppo il “segno” della loro maleducazione negli angoli di campagna, dove si vanno formando delle vere e proprie microdiscariche a cielo aperto che stanno inquinando l’agro.

“Se il comune non ci arriva (triste dirlo), i responsabili degli stabilimenti potrebbero mettere una piccola cifra e magari far pulire, di tanto in tanto, la strada e con qualche sacchetto di asfalto a freddo, tappare le numerose buche ancora esistenti”, ci scrive un nostro affezionato lettore di Sgurgola. Che aggiunge: “le strade sono lo specchio di come funzionano le cose in una determinata zona … basti vedere le strade tedesche o svizzere”.

Quanto ai camionisti che fanno pipì nelle bottigliette dell’acqua e poi le abbandonano sul selciato o sulle aiuole del parcheggio dove sostano di notte o di giorno o le lanciano direttamente dal finestrino, pare essere una pratica ormai consolidata in questa categoria professionale, per quanto – ne siamo certi – sono molti i camionisti che si comportano correttamente e che non arrecano danni all’ambiente.

“Siamo sconcertati – sbotta un altro nostro lettore che di mestiere fa proprio il camionista e che parla anche a nome di altri colleghi – quando troviamo a terra quelle bottiglie restiamo increduli che si possa essere così incivili: non c’è nessun rispetto né senso del decoro”.

I rifiuti abbandonati da una pluralità di ignoti (e maleducati) automobilisti e camionisti sono e restano – dunque – un vero e proprio flagello, sia per il nostro ambiente che per il decoro nazionale. Le strade dei nostri territori sono spesso infatti un pessimo biglietto da visita per chi, forestiero, le percorre. I materiali dispersi, inoltre, si frammentano in microplastiche che vanno a contaminare i campi coltivati, i corsi d’acqua e, in definitiva, la catena alimentare cui anche noi attingiamo.

La situazione si aggrava maggiormente quando, come spesso capita di assistere, le operazioni di sfalcio e trinciatura dell’erba, coinvolgendo anche i rifiuti, creano un desolante spettacolo di rifiuti triturati e sparsi ovunque.

Tale situazione è paradigmatica di molti tratti di strada pubblica, o di altri spazi, gestiti da enti o soggetti diversi.