Fabio Mariotto

Il mondo dello Sport provinciale piange oggi la scomparsa di uno dei migliori allenatori delle categorie giovanili che abbiano mai solcato i campi di calcio provinciali e regionali: Fabio Mariotto, classe 1941. 

Galantuomo del calcio d’altri tempi, professionista serio ed appassionato, innovatore del calcio, mister Mariotto ha cresciuto intere generazioni di calciatori anche ad Anagni dove, per quasi un decennio, negli anni ’80, ha allenato le giovanili dell’A.S. Fontana Anagni, gloriosa società biancorossa con sede nella località periferica di Osteria della Fontana

mister Fabio Mariotto, in una storica intervista datata 1987 rilasciata ad una emittente televisiva locale

Arrivato ad Anagni quasi al termine della sua carriera di calciatore, avendo per un anno indossato la maglia del Frosinone Calcio, inizia a rapportarsi quotidianamente con i tanti giovani dell’allora scuola calcio, insegnando loro l’importanza della cura dei dettagli, un principio – questo – che diventerà la base del suo calcio e una vera e propria filosofia di vita. 

Tatticamente è stato un vero e proprio innovatore avendo proposto ai suoi allievi, specie a quelli che militavano nelle categorie Pulcini, Esordienti, Giovanissimi ed Allievi, un modo di giocare a calcio che in Italia diventerà diffuso soltanto negli anni ’10 del duemila; il modulo base che adottava sempre era infatti il 3-4-3, che con il tempo negli anni si sarebbe evoluto in 3-5-2, al quale però ha cercato di dare però una connotazione decisamente più offensiva. 

Oltreché per la sua autorevolezza e per i risultati ottenuti sugli allora polverosi campi della provincia, mister Fabio Mariotto è stato apprezzato però anche per mille altri motivi: per aver saputo promuovere i valori di inclusione e sostenibilità proprio dello sport moderno inteso (anche) come strumento di integrazione sociale e dialogo; per aver lavorato anni con responsabilità e competenza nei settori giovanili anagnini e di altre società della provincia; per aver saputo proiettare nel calcio professionistico giovani e valenti calciatori che senza di lui non sarebbero mai arrivati a vivere quel tipo di esperienze; per aver trasmesso a tanti giovani una mentalità vincente, senza necessariamente legarli al risultato ad ogni costo, ma inculcando nelle loro giovani menti idee, passione, senso di appartenenza.

Alla famiglia di Fabio, questa redazione affettuosamente e con sincera commozione porge il più sentito sentimento di vicinanza e di cordoglio per questa tristissima perdita.