“C’è un soffio di vita soltanto” è il titolo del film di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini che sarà proiettato domani, martedì 31 maggio, a partire dalle 18.30 presso il Cinema Arci di Frosinone con ingresso gratuito.

Il film narra la storia di Lucy, la donna transessuale più anziana d’Italia. Una storia commovente e molto forte che racconta la sua lotta per la sopravvivenza al campo di concentramento di Dachau, alle discriminazioni e alle violenze. Una vita difficile, ma proprio attraverso la sua esistenza raccontata in questa pellicola si ripercorre la storia del Novecento diventando, nel contempo, la metafora di un’umanità che non si arrende e fa tesoro del più grande dono della storia: la memoria, unico e imprescindibile punto di partenza.

La proiezione, organizzata dall’associazione “CollettivoUgualmente” è patrocinata dalla Provincia di Frosinone e dall’Anpi comitato provinciale di Frosinone. Un appuntamento speciale che sarà aperto da una serie di interventi: i registi del film, Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, la consigliera regionale del Lazio Sara Battisti, il presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo, il responsabile dell’ufficio nuovi diritti della Cgil nazionale Sandro Gallittu e Giovanni Morsillo dell’Anpi provinciale di Frosinone.

«Un appuntamento che assume una valenza importante, soprattutto in questo momento storico – ha affermato il presidente dell’associazione CollettivoUgualmente Stefano Bonvissuto – Ancora oggi le cronache dei giornali ci raccontano storie di ragazzi bullizzati, picchiati, discriminati. Giovanissimi e giovanissime che devono subire il peso della violenza per poter essere se stessi liberamente. Tutto questo in un paese che si professa civile non può essere tollerato. Per questo motivo è fondamentale portare avanti azioni di sensibilizzazione per raccontare storie, le storie di chi ha attraversato gli anni più bui combattendo per la propria libertà, combattendo per difendere la propria esistenza. Quello in programma domani è un appuntamento importante perché ci sarà una testimonianza forte, dolorosa, struggente che sono sicuro potrà aprire le riflessioni in molti. E la data della proiezione non è causale, vogliamo raccontare questa straordinaria storia a poche oredall’inizio del mese di giugno che come tutti sanno è il “Pride month”, ovvero il mese dopo si svolgeranno i pride in tutto il mondo. Idealmente creeremo un ponte tra il passato, che non deve essere mai dimenticato, e il futuro che deve essere fatto di rispetto, uguaglianza e libertà».