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Nella sede della Fondazione Santa Francesca Romana a Roma si è svolta – nei giorni scorsi – la presentazione del lavoro di restauro eseguito sull’Icona del Salvatore di Anagni e sui suoi sportelli dipinti (già Trittico di Sant’Andrea) da Equilibrarte s.r.l., società che si occupa di conservazione e restauro di beni culturali.

I lavori di restauro – finanziati da BancAnagni, dalla Conferenza Episcopale Italiana con il contributo dell’8×1000 e dalla Regione Lazio attraverso l’Organizzazione Museale Regionale (O.M.R.) – sono consistiti, tra l’altro, in una accurata opera di ripulitura che ha permesso di riportare all’antico splendore questi preziosi dipinti databili attorno al 1295 che raffigurano Cristo in trono e, nei due sportelli, la Vergine Maria e il santo titolare della chiesa ove l’opera era custodita, ovvero sant’Andrea. Un’opera molto particolare e di rara bellezza, composta – appunto – da tre tavole, tutte e tre dipinte sia sul fronte che sul retro, e che cela – al suo interno – alcune reliquie di santi, una delle quali – un osso umano – chiaramente individuato dalle indagini radiografiche.

L’operazione di pulitura del trittico – è stato spiegato in conferenza stampa – è stata effettuata procedendo per gradi. Innanzi tutto è stato rimosso lo strato di sporco, che generalmente ingloba polvere e altri residui, utilizzando miscele di solventi adatti a questo scopo. Alle sessioni di pulitura sono state alternate sessioni di consolidamento che hanno consentito di recuperare gran parte della pellicola pittorica originaria rispettando tutti i segni del tempo, in quanto ritenuti anch’essi di primaria importanza appartenendo di fatto alla storia dell’opera.

Dopo aver protetto l’opera con una verniciatura si è proceduto alla stuccature delle lacune con prodotti specifici; gli interventi finali di reintegrazione pittorica con colori a vernice e succesiva protezione finale hanno restituito il dipinto su tela al suo antico splendore.

Il restauro – oltre a garantire condizioni conservative migliori – è servito per acquisire una serie di dati importantissimi relativi all’opera stessa e alla sua storia nel corso dei secoli; durante i lavori sono riemerse numerose bruciature dovute alla vicina presenza di candele che prima erano ricoperte dagli stucchi, il che ha fatto capire che questi dipinti erano normalmente osservati dai fedeli.

Un importante risultato, ottenuto grazie ad un lavoro sinergico che – combinati tutti gli elementi – ha permesso la restituzione alla collettività di questa meravigliosa opera restaurata e ora nuovamente fruibile a tutti. Un lavoro, necessario e importante, a tutela del patrimonio artistico.

Di seguito, il link al video integrale della conferenza di presentazione dei lavori di restauro che si è tenuta nei giorni scorsi a Roma: