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L’Accademia Bonifaciana ai due diplomatici ucraini: “facciamo nostre le voci che si levano dalle popolazioni ucraine, da una terra divisa e contesa”

il Rettore Presidente De Angelis scrive ai capi Missione di Italia e Santa Sede Melnyk e Kulchytskyi e li invita ad Anagni per "Un Concerto per la pace contro i rumori della guerra"

Il Rettore Presidente dell’Accademia Bonifaciana Gr. Uff. Sante De Angelis, d’intesa con il Presidente del Comitato Scientifico monsignor Enrico Dal Covolo, ha scritto a S.E. Yaroslav Melnyk, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario d’Ucraina nella Repubblica Italiana e a S.E. il Signor  Serhii Kulchytskyi Capo Missione dell’ Ambasciata dell’Ucraina presso la Santa Sede ed il Sovrano Ordine di Malta. 

Motivo della missiva il messaggio di solidarietà che la Bonifaciana tutta, ha inteso riservare alla popolazione ucraina ed invitare i due diplomatici ad Anagni, per ricevere a nome del loro popolo il massimo conferimento accademico: il Premio internazionale Bonifacio VIII “…per una cultura della pace…”, con in programma “Un Concerto per la pace contro i rumori della guerra” promosso dalla direzione artistica dell’ Accademia Bonifaciana, da svolgersi presso la Sala della Ragione del Comune di Anagni (FR) con – tra gli altri – giovani maestri ucraini accademici dell’istituzione anagnina, capeggiati dal maestro Daniel Myskiv, presenti in Italia, ormai da anni

Così il Rettore Presidente scrive ai due Diplomatici: “Facciamo nostre le voci che si levano dalle popolazioni ucraine, da una terra divisa e contesa. Terra di sofferenza, luogo di scontro tra potenti dove a pagare, come sempre, sono le persone più fragili. Le persone del nostro Paese e dell’intero pianeta sono in un pericolo mortale a causa dello scontro tra le potenze nucleari dell’Est e dell’Ovest. Condanniamo in modo fermo l’azione militare iniziata in Ucraina da parte della Federazione Russa. Ancora una volta si sceglie la follia della guerra, i cui impatti più devastanti ricadranno sui civili e le popolazioni inermi, per colpa di sete di potere, di rivendicazioni nazionaliste, di interessi particolari soprattutto legati al profitto armato. Formuliamo massima solidarietà alle popolazioni coinvolte e sostiene tutti gli sforzi della società civile pacifista in Ucraina e Russia per arrivare ad una cessazione immediata delle ostilità e poi intraprendere una strada di vera Pace e riconciliazione. 

Alle Istituzioni internazionali, in particolare all’Italia e all’Unione Europea, chiediamo di attivarsi affinché: vi sia immediata cessazione degli scontri con tutti i mezzi della diplomazia e della pressione internazionale, con principi di neutralità attiva ed evitando qualsiasi pensiero di avventure militari insensate, si chieda alla Russia di ritirare le forze militari da tutto il territorio ucraino e di revocare il riconoscimento dell’indipendenza delle Repubbliche del Donbass, sia garantito un passaggio sicuro alle agenzie internazionali e alle organizzazioni non governative al fine di garantire assistenza umanitaria alla popolazione coinvolta dal conflitto,  si chieda il riconoscimento, da parte dell’Ucraina, dell’autonomia del Donbass prevista dagli accordi di Minsk ma mai attuata, il rispetto della popolazione russofona, la cessazione dei bombardamenti in Donbass e lo scioglimento delle milizie di matrice nazista. Una volta arrivati al cessate il fuoco prodigarsi per una conseguente de-escalation della crisi nel pieno rispetto del diritto internazionale, affidando alle Nazioni Unite il compito di gestire e risolvere i conflitti tra Stati con gli strumenti della diplomazia, del dialogo, della cooperazione, del diritto internazionale, cessare qualsiasi tipo di ingerenza indebita nella vita interna dell’Ucraina e favorire l’avvio di trattative per un sistema di reciproca sicurezza che garantisca sia l’UE che la Federazione Russa”.

Intanto l’Accademia Bonifaciana con piacere ha aderito alla manifestazione organizzata dal Comune di Anagni e dal periodico online anagnia.com, per dare voce alla Pace e per invitare alla mobilitazione l’intero territorio, che si svolgerà venerdì prossimo 4 marzo alle ore 18.00 in piazza Giovanni Paolo II, ove si terrà un sit-in statico e pacifico.