Home Anagni L’ennesimo attentato al Fiume Sacco: il parere di Legambiente Anagni

L’ennesimo attentato al Fiume Sacco: il parere di Legambiente Anagni

la dott.ssa Rita Ambrosino, presidente, prende posizione rispetto a quanto accaduto nei giorni scorsi a ridosso della stazione di Sgurgola: "nel corso degli anni, episodi di questo tipo si sono ripetuti più e più volte ma, incredibilmente, non si è mai riusciti a risalire al colpevole"

il fiume Sacco

A proposito di quanto accaduto ieri l’altro – giovedì 3 febbraio 2022 – è intervenuto, con una nota inviata a questa redazione, il Circolo di Legambiente Anagni; di seguito pubblichiamo integralmente la nota, a firma della dott.ssa Rita Ambrosino, presidente del circolo, che ringraziamo:

Nella serata del 3 febbraio 2022, diversi cittadini hanno segnalato la presenza di miasmi provenienti dal fiume Sacco, al confine tra Anagni e Sgurgola, in corrispondenza del vecchio ponte. 

Non si tratta di una “novità”, purtroppo. Chi segue le attività di Legambiente ricorderà che il circolo di Anagni, ma ancor prima il circolo Monti Lepini di Sgurgola, da decenni denunciano questi fenomeni, con azioni mediatiche e legali che hanno contribuito a tenere alta l’attenzione.

Il luogo dello scarico è sempre lo stesso. Anche questa volta sono prontamente intervenute le forze dell’ordine e ancora una volta i tecnici dell’ARPA Lazio hanno effettuato prelievi dal fiume. 

Nel corso degli anni, episodi di questo tipo si sono ripetuti più e più volte ma, incredibilmente, non si è mai riusciti a risalire al colpevole.
Eppure il fiume Sacco dovrebbe essere ormai un “osservato speciale”! 

Come è noto, dal novembre 2016 è il centro del Sito d’Interesse Nazionale “Bacino del Fiume Sacco”, cioè una delle aree contaminate molto estese classificate come pericolose dallo Stato Italiano e che necessitano di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e/o delle acque superficiali e sotterranee per evitare danni ambientali e sanitari.

Invece dobbiamo assistere ancora all’inopinata azione di chi (per interesse, per incuria, o per deliberato vandalismo?) agisce per compromettere ulteriormente il già precario stato delle acque del fiume mettendo a rischio l’ecosistema e la biodiversità, la qualità della vita dei residenti e le speranze di quanti si ostinano ad illudersi che vengano finalmente attuati la bonifica ed il risanamento del Fiume e delle aree limitrofe.

Ogni qualvolta si ripetono questi “incidenti” ci viene spontanea una domanda: “quando finirà?”

Abbiamo alle spalle anni di battaglie, denunce, segnalazioni, articoli sui giornali, dirette TV…e tante campagne elettorali di vari candidati. Tutti si allarmano, si indignano, promettono e poi? Ci risiamo! 


Sollecitiamo nuovamente le amministrazioni a mettere in atto azioni concrete ed efficaci di sorveglianza ed auspichiamo una rapida conclusione delle indagini degli inquirenti, con la definitiva eliminazione dello scarico, se abusivo.

Permetteteci un’ultima amara considerazione: la colpa dello stato dell’ambiente nella nostra zona è nostra. Di tutti noi cittadine e cittadini della Valle del Sacco. 

Sono decenni che subiamo, sulla nostra pelle, i danni provocati dall’inquinamento delle acque, dei suoli e dell’aria (a proposito, anche quest’anno Frosinone è la città più inquinata del Lazio per le polveri sottili, nonostante le periodiche rilevazioni ufficiali di ARPA e di decine di centraline di misurazione non ufficiali che diverse amministrazioni hanno acquistato e collocato nel territorio). Vengono proposte aziende di grande impatto ambientale e assistiamo alla cementificazione di vaste aree per gigantesche strutture logistiche. Il futuro sembra orientato solo su due direttrici: Logistica e Rifiuti.  

La nomina di un nuovo Commissario per la Bonifica, nel 2022, per uno stato di emergenza ambientale che dura, almeno, dal 2005, è la dimostrazione evidente di quanto la bonifica stessa sia ancora un obiettivo lontano.

La colpa è nostra. Siamo noi che scegliamo i nostri rappresentanti politici. Forse dovremmo tutti votare con più discernimento.