Guglielmo Cecilia e Fernando Fioramonti

Cittàtrepuntozero, il movimento civico che – in consiglio comunale – fa capo al dott. Fernando Fioramonti è tra i promotori dell’assemblea ecologista che avrà luogo il prossimo 5 febbraio a Firenze e che raccoglie liste civiche, parlamentari di FacciamoECO, associazioni e gruppi di cittadine/i impegnate/i sul territorio, sindaci, assessori, consiglieri comunali e regionali, donne e uomini impegnate/i sui temi dei cambiamenti climatici, della giustizia ambientale e sociale, dei diritti, “che, insieme, considerano prioritario portare al centro del dibattito politico, nel paese e nelle istituzioni una visione e delle proposte di governo ecologiste per la realizzazione di una transizione giusta del nostro Paese“.

L’evento si terrà nell’auditorium Cinema Stensen, in viale Don Giovanni Minzoni n. 25c ma potrà essere anche seguito in streaming

“Siamo consapevoli che il tema della rappresentanza politica dell’ecologismo è in questo momento al centro della riflessione e dell’azione di molte realtà organizzate, gruppi e personalità – fanno sapere gli organizzatori – vogliamo lavorare a questo fine, in modo aperto e disponibile al confronto, organizzando iniziative e momenti di discussione comuni su temi specifici. Il nostro obiettivo è la creazione di una lista ecologista inclusiva e competitiva per le elezioni”.

In vista di questo importante appuntamento con l’Ambiente, anagnia.com ha incontrato il dott. Fernando Fioramonti e gli ha posto alcune domande.

Consigliere, l’inquinamento ambientale è un tema particolarmente caro al gruppo di cui Lei fa parte, che – specialmente negli ultimi tempi – ha fatto, sì, opposizione ma ha anche presentato delle proposte per rendere questo territorio più vivibile sotto il punto di vista dell’ambiente. 

Da sempre abbiamo deciso di non fare un’opposizione fine a se stessa ma di presentare soluzioni alternative e risolutive ai vari problemi che affliggono il nostro territorio. Negli ultimi mesi ha tenuto banco la questione dello smaltimento dei rifiuti organici, proprio per questo abbiamo presentato un’alternativa alla biodigestione anaerobica. Da tempo portiamo avanti l’idea del compostaggio aerobico di comunità/prossimità, che consiste nello smaltimento degli scarti della cucina, degli sfalci, ecc, così come venivano smaltiti dai nostri nonni cioè trasformandoli direttamente in compost. Quest’ultimo può essere utilizzato in svariati modi, tra i quali bonificare i terreni diluendo gli inquinanti. A tale scopo, accogliendo lo stimolo delle associazioni ambientaliste del territorio – Anagni Viva, D.A.S., Re.Tu.Va.Sa. e il Comitato Residenti di Colleferro – abbiamo presentato in Consiglio Comunale una mozione con la quale richiediamo al Comune di Anagni di farsi promotore della realizzazione di compostiere di comunità; inoltre, abbiamo chiesto la realizzazione di una compostiera di prossimità.  Grazie ad esse sarebbe possibile affrontare il problema dei nostri rifiuti organici, evitando di doverli trasferire e, soprattutto, una tale progettualità ci permetterebbe di chiudere virtuosamente il cerchio della raccolta differenziata. Una rivoluzione per questo territorio: a differenza di altri progetti presentati, il Comune sarebbe direttamente l’Ente gestore, garantendo una diminuzione fino al 30% della quota variabile della TARI e, quindi, un notevole risparmio per tutti i concittadini. 

Dispiace notare come l’Amministrazione comunale, nonostante il positivo riscontro da parte del Presidente del Consiglio Comunale, sia rimasta in silenzio sul punto; duole sottolineare come, a breve, scadrà il termine per presentare un piano di massima al Ministero dell’Ambiente volto ad ottenere i fondi del PNRR. Come sempre, l’Amministrazione Natalia si dimostra inefficiente e miope alle politiche ambientali e alle scelte di sostenibilità. La mozione giace ancora nei cassetti del Comune e nulla è dato sapere. Il termine per richiedere i finanziamenti è la metà di febbraio. Perdere quest’occasione sarebbe creare un ulteriore grave danno per tutti gli anagnini. L’ambiente è da sempre uno dei temi centrali del gruppo cittatrepuntozero; tra le varie attività che abbiamo svolto lo scorso anno ce ne sono due che ci piace ricordare: la presenza ad Anagni, in una delle sue uniche tre  tappe italiane, della giornalista d’inchiesta statunitense Kate Aronoff, la quale ha presentato il suo ultimo libro “A planet to win”, un saggio ambientalista con soluzioni per limitare il riscaldamento globale; l’altra è stata “PiantiAmo un albero”, evento in cui abbiamo regalato 150 alberi. La nostra città ha bisogno di un’azione amministrativa improntata, sotto ogni aspetto, allo sviluppo delle politiche ambientali. Per questo stiamo lavorando ad una serie di proposte da inserire nel nostro programma elettorale, tra le quali alcune attinenti al trasporto pubblico locale, all’assetto urbanistico e al turismo. Siamo disponibili a discutere di questi temi con chi si rispecchia nei valori di cittatrepuntozero e condivide il percorso politico che siamo intenzionati ad intraprendere. Altrimenti, non ci spaventa fare da soli.

Lei pensa che dal punto di vista politico, in questa città, in questa provincia, in questo territorio si stia facendo abbastanza per evitare altri e più gravi disastri ambientali come quelli verificatisi negli ultimi anni?

Nel nostro territorio non si ha una visione a lungo termine di quello che va fatto, non esiste una programmazione ambientale ma si vive un’emergenza alla volta. Se la politica fosse più lungimirante, non avremmo iniziative private – legittime per carità – ma comunque volte a gestire le emergenze per un interesse privatistico di pochi; tutto ciò ha reso  la nostra provincia uno dei territori più inquinati d’Italia. Questo disastro ecologico è il frutto di una “miopia” politica, che si trascina da decenni. Facciamo un esempio tra i molti possibili: in questi giorni il prezzo dell’energia è aumentato in maniera esponenziale, facendo chiudere/ridurre la produzione ai complessi industriali più energivori, come quelli legati alla realizzazione di piastrelle, mettendo in cassa-integrazione molte persone e prospettando all’orizzonte un futuro precario, con tutti i drammi sociali che ne conseguono. Sul territorio esistono realtà che producono le stesse piastrelle con metodi alternativi, brevettati e validati scientificamente, recuperando materie prime seconde ed alcuni tipi di scarti. Purtroppo queste realtà virtuose,  per poter avviare la propria startup, devono andare all’estero, poiché in Italia non trovano assolutamente nessuno disposto a finanziarle. 

La bonifica della Valle del Sacco è ferma da decenni e la poca lungimiranza della politica ha generato errati assetti urbanistici, scarsa tutela del patrimonio storico-artistico, poca valorizzazione di settori economici ambientalmente sostenibili  – turismo, attività agricole, aziende di sviluppo –  fenomeni di ingente rischio idrogeologico; il Contratto di Fiume è rimasto lettera morta; dopo quasi vent’anni tanti allevatori e agricoltori, danneggiati dall’inquinamento della Valle, non hanno nemmeno ricevuto gli indennizzi. I soldi per la bonifica sono andati ai grandi produttori e alle multinazionali presenti sul territorio. Questo non è accettabile. Le amministrazioni comunali che si sono succedute in questi anni non hanno avuto mai come obiettivo l’ambiente e, in particolare, la rinascita sostenibile di questa città.

Il Suo gruppo è tra i promotori dell’assemblea ecologista che si terrà a Firenze il prossimo 5 febbraio; qual è il senso di questa iniziativa e perché avete scelto di aderirvi?

Da tempo ci confrontiamo con altre realtà ambientaliste, e non solo, attive in tutta Italia, dialogando e mettendo in rete le esperienze fatte sui diversi territori. Si parla tanto di transizione ecologica e dal PNRR arriveranno moltissimi fondi ma nulla è stato fatto a livello concreto in materia ambientale; di conseguenza, abbiamo sentito l’esigenza di riunirci insieme a moltissime realtà italiane, che si interessano di ambiente, e costruire collettivamente un laboratorio politico che abbia una visione diversa, una narrazione finalmente concreta e proponga alternative, un po’ come facciamo noi sul nostro territorio. A questa iniziativa parteciperanno anche altre liste civiche, parlamentari, personalità e filosofi italiani. Sarà un momento di confronto e di organizzazione per la costruzione di un vero e proprio partito verde in Italia, sulla scorta di quello europeo. Come Cittàtrepuntozero ci saremo.