Colleferro

E’ con rammarico che dobbiamo constatare che dopo anni di avvio della differenziata porta a porta estesa ormai a tutta la città, la raccolta dei rifiuti, lungi dal rappresentare un fiore all’occhiello della Giunta Sanna, diventa addirittura una palla al piede, se si considera la progressione tutt’altro che lusinghiera a Colleferro dei dati ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

Diversi Comuni in provincia anche più grandi di Colleferro, come Velletri o Tivoli, hanno dimostrato che in contesti più complessi è possibile coinvolgere i cittadini in progetti virtuosi e credibili che sono forieri di riduzione dei costi e raggiungimento di elevatissime percentuali di raccolta differenziata, ma non solo.

A giudicare dai gratificanti dati registrati nel medesimo tempo da tante altre realtà laziali e provinciali non è possibile certamente imputare ai cittadini la scarsità dei risultati, l’incremento costante dei rifiuti e dei costi annessi.

La riduzione dei costi legata all’aumento dell’efficienza dei servizi produce una migliore raccolta non solo di quantità ma anche di qualità e restituisce risorse economiche a realtà pubbliche come la nostra, che consentono investimenti in innovativi macchinari per lo spazzamento e nel compostaggio di comunità.

A Tivoli, per esempio, sono attive già dal 2018 alcune compostiere di comunità e innovativi aspiratori elettrici che puliscono tutti i giorni più volte al giorno le strade cittadine.

E a Colleferro? Siamo fermi al palo di uno scarso 62 % di raccolta differenziata, con i costi lievitati fino ad oltre 200 € per abitante pro capite e restiamo a guardare Sindaco ed Assessori che, a seguito forse di diktat politici della Regione, corrono dietro a megacompound industriali, Tmb e discariche da riaprire.

Sia dunque il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) il motivo di svolta una buona volta!

E’ per questo che sollecitiamo l’assessore Calamita: il Comune di Colleferro può avere accesso ora ai finanziamenti europei attraverso il PNRR per realizzare un impianto di compostaggio aerobico o più impianti di comunità con contributi a fondo perduto fino al 100 %, se la progettualità è particolarmente innovativa e rispettosa della gerarchia dei rifiuti europea.

Certamente il Sindaco di Colleferro otterrà tutti i finanziamenti possibili dal PNRR visto che ha inaugurato lo sportello “Europa in Comune”, lo strumento attraverso il quale l’Amministrazione si erge ad autorevole informatore e facilitatore per intercettare risorse europee in favore di cittadini e imprese.

Allora ci si attivi subito: una delle due misure del PNRR incentiva la realizzazione di impianti di compostaggio in grado di trattare la FORSU sul luogo di produzione, all’interno del territorio del Comune di Colleferro, ponendo così fine alla pratica anacronistica, antieconomica e contraria alla salute di trasportare e scaricare altrove i nostri rifiuti. Eliminando il problema delle distanze da percorrere con il trasporto dei rifiuti, si generano risparmi per la riduzione delle emissioni inquinanti, un abbattimento della produzione di Co2 e degli ingenti costi di conferimento in impianti terzi.

Facciamo dunque notare all’Assessore Calamita che l’aumento della raccolta differenziata, ancora ben al di sotto dei limiti minimi di legge che dovevano essere raggiunti nel 2012, sortirebbe una riduzione delle necessità di compound-Tmb e inceneritori a valle e che, stando ai dati ISPRA 2020, da Minerva Colleferro ricevono ancora ingenti quantitativi di indifferenziato per almeno 3600 t/anno.

Anche se Minerva trascura la trasparenza e non pubblica i dati nè mensili nè annuali al pari del Comune di Colleferro, suo socio di maggioranza, è l’ISPRA che grazie al Catasto rifiuti nazionale, ci restituisce pubblicamente la fotografia chiara di una situazione dovuta a incerte o errate scelte di servizi di raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti.

Ai cittadini di Colleferro dunque scriviamo in calce il link dove poter leggere i dati ISPRA non pubblicati in quanto ciò che è accaduto in questi anni nel campo dei rifiuti ha sortito solo un incremento della quantità di rifiuti, una bassa raccolta differenziata e una aumento considerevole dei costi passati negli anni di gestione della Giunta Sanna da 191 €/abitante anno alla bellezza di quasi 220 €/abitante anno: un aumento del 15 %.

Ma non era conveniente fare il porta a porta? Ma non doveva essere più bassa la TARI con Minerva?

In Italia la media dei costi è circa di 160 € per abitante: vogliamo dunque cambiare strada oppure il Sindaco ritiene che sia quella giusta visto che solo una strada così inefficiente può giustificare ancora nel 2022 impianti di smaltimento e trattamento dell’indifferenziato come il megacompound industriale-Tmb finalizzati all’alimentazione di inceneritori e discariche?

A Colleferro è ben chiaro e dimostrato l’assioma politico: quando responsabilità e competenza vengono meno, diventano ineluttabili proposte impiantistiche dall’alto impatto ambientale ed economico a carico della collettività.

nota stampa a cura di Ina Camilli, rappresentante Comitato Residenti Colleferro