la Valle del Sacco vista dall'ospedale di Anagni

Un anno fa il Sindaco Natalia faceva il suo regalo di Natale ai suoi cittadini. Rilasciava parere favorevole all’impianto di biodigestione proposto da Energia Anagni e non diceva niente a nessuno… il regalo ce lo siamo ritrovato dopo l’approvazione della VIA che ci ha costretto a proporre un costosissimo ricorso ed a smuovere l’intera cittadinanza per far pronunciare un consiglio comunale muto... ad un anno da questo “regalo” facciamo il punto della situazione.

Il primo dato certo è che l’Amministrazione Natalia, ad oggi, nonostante il dietrofront di qualche tempo fa, sta disattendendo quanto promesso alla cittadinanza e non sta tenendo fede a quanto stabilito nell’ultimo Consiglio Comunale per impedire la costruzione del “mostro” da oltre 84.000 tonnellate sul nostro territorio. È doveroso precisare che la delibera dei cittadini approvata il 2 dicembre scorso è stata depotenziata dall’infondata paura di dover pagare un risarcimento ad Energia Anagni ed A2A, che ha spinto il Consiglio a togliere i riferimenti espliciti alla società proponente ed al progetto di località Selciatella.

A supporto di tale ipotesi sono state millantate sentenze del TAR e del Consiglio di Stato che nessuno ha però tirato fuori. Tuttavia, seppur modificata, la delibera prescrive obblighi precisi e indispensabili per contrastare la realizzazione del biodigestore ad Anagni. Secondo la deliberazione, infatti, l’Amministrazione avrebbe dovuto “revocare in via di autotutela qualsiasi atto autorizzativo in materia di impianti di gestione e trattamento di rifiuti e non, e di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenti”.

Vale a dire, in sostanza, ritirare il parere positivo di Natalia del 24 dicembre 2020, che è atto presupposto e connesso alla VIA del 10 giugno. Purtroppo però tale parere, a quanto ci risulta, non è stato né ritirato né sostituito con uno negativo da adottare nella Conferenza di Servizi per l’AIA. La delibera, inoltre, impone all’Amministrazione comunale di promuovere, tra le altre cose, tutte le azioni legali necessarie ad impedire la realizzazione dell’impianto.

Ebbene, per quel che ci è dato sapere, il Comune non ha ancora aderito a nessuno dei tre ricorsi al TAR, pendenti contro il provvedimento regionale che autorizza la costruzione del Biodigestore.

Oltretutto, è altrettanto doveroso informare i cittadini che il ricorso firmato dai consiglieri di minoranza “superstiti” Valeriano Tasca e Fernando Fioramonti è stato anch’esso irrimediabilmente depotenziato.

I due, anziché insistere perché venisse messo in atto quanto stabilito il 2 dicembre scorso e chiedere l’applicazione dell’indirizzo della delibera, hanno ritirato la loro domanda nei confronti del Comune di Anagni. Scelta discutibile per quanto ci riguarda ma evidentemente l’urgenza di evitare la defenestrazione ha avuto la meglio. Noi dal canto nostro, anche se più volte siamo stati tacciati di essere troppo intransigenti, abbiamo dato la massima disponibilità a dare seguito alle richieste di incontro proposte dal Consigliere Ambrosetti, dall’Assessore Marino e dal Sindaco Natalia ma, ad oggi, siamo ancora in attesa di poterci confrontare personalmente con l’Amministrazione relativamente alle azioni che costoro intenderebbero (il condizionale a questo punto è d’obbligo) intraprendere per evitare la costruzione dell’impianto.

Le nostre azioni presso il Ministero e la Regione continuano e siamo pronti a sottoporre all’amministrazione ulteriori azioni di tutela del territorio. Il recente parere urbanistico comunque non basta, sia perché potrebbe essere superato dall’ufficio preposto, sia perché non averlo depositato nella VIA costituisce elemento a sfavore dell’azione di contrasto.

Allo stato attuale, dunque, deve essere chiaro alla cittadinanza che, in base a quanto finora compiuto, l’Amministrazione Natalia sta insistendo nella sua condotta colposa ed omissiva che serve solo a favorire la costruzione del Biodigestore.

nota stampa a cura del comitato “No biodigestore Anagni”