Anagni e la valle del Sacco

Di seguito pubblichiamo integralmente e senza modifiche la nota inviata a questa redazione dal coordinamento per l’Ambiente di Anagni e Colleferro:

Nello scorso mese di ottobre il Sindaco di Anagni, avv. Daniele Natalia ha annunciato, a sorpresa, il suo NO all’ impianto di un Biodigestore, in località Selciatella, dopo aver sostenuto convintamente per due anni le ragioni del SI. Ha spiegato il cambiamento della sua posizione, motivandola con l’ascolto delle proteste e del dissenso della gran parte degli anagnini e sottolineando la sua insufficiente considerazione delle specifiche caratteristiche tecniche dell’impianto e delle conseguenze preoccupanti per la salubrità dell’ambiente e la salute della popolazione, in primo luogo di quella dei residenti nel popoloso quartiere di Osteria della Fontana, vicinissimo alla località Selciatella.

Questa svolta inattesa ha alimentato, come era prevedibile, svariate interpretazioni che hanno certamente a che fare con le dinamiche politico/ amministrative interne ai diversi raggruppamenti politici e che ogni anagnino può valutare come meglio ritiene. A noi interessa di più sottolineare che il NO del Sindaco ha confuso moltissimo la popolazione che in maggioranza ora pensa che il problema Bio digestore sia chiuso e che i tre ricorsi presentati al TAR ( Tribunale amministrativo Regionale) tutte le proteste, le iniziative di contrasto, le raccolte di firme, siano ormai finite nel cassetto dei magistrati del TAR e che si possa tirare un sospiro di sollievo perché il BIODIGESTORE NON SI FARA’.

PURTROPPO NON E’ AFFATTO COSI’ !

QUESTA LA SITUAZIONE :

1) Il procedimento autorizzativo presso la REGIONE LAZIO è tuttora in corso per il rilascio dell’ AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale ) che è l’ultimo passaggio per chiudere l’ iter avviato dalla Regione nel 2017 e che potrebbe concludersi fra non molto. Ma la partita è ancora aperta e dall’ esito non scontato per la presenza dei tre ricorsi presentati contro la Regione Lazio che ha autorizzato un enorme impianto di smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani ad Anagni (84000 tonn. annue ) incompatibile con la quantità dei rifiuti prodotti non soltanto ad Anagni (ca. 2500 tonn. ) ma in tutta la provincia ( 38/40000) ai quali se ne aggiungeranno altri già previsti.

2) nel procedimento AIA in corso, a differenza dei primi passaggi, il parere del Sindaco è obbligatorio ed ha un peso amministrativo e politico rilevante in quanto, nell’ambito della Conferenza dei Servizi, il Comune ospitante l’impianto riveste un ruolo di primissimo piano e gli viene riconosciuto l’ esercizio di una serie di poteri e, in caso di parere contrario, di una serie di garanzie.

3) per essere efficace e congruente con il suo NO, il Sindaco in Consiglio Comunale e poi in Regione Lazio dovrebbe avviare la procedura per l’ adozione di una delibera che dichiari Anagni “area ad elevato rischio di crisi ambientale”, secondo la legge regionale Cacciatore ( L.R. 13.20.19), a garanzia di un impegno per il futuro.

4) nel procedimento AIA il Sindaco deve esprimere obbligatoriamente il parere sanitario e, se negativo, il procedimento si sposta in Consiglio dei Ministri.

5) Venga dunque chiarito alla cittadinanza che il Comune che ospita l’impianto industriale di trattamento rifiuti è competente e concorre a formare in modo determinante la cosiddetta “posizione prevalente”. Altre ancora sono le iniziative concrete che debbono seguire alle dichiarazioni del Sindaco e, certo non ultima, quella di sottoscrivere ad adiuvandum uno o tutti e tre i ricorsi presentati al Tar del Lazio . Questi i fatti necessari per confermare che le ragioni dei cittadini sono tenute in conto e che in loro nome si agisce di conseguenza. Infine, per chiarire del tutto la situazione confusa, IL COORDINAMENTO AMBIENTALE ANAGNI – COLLEFERRO informa quali sono precisamente i TRE RICORSI ATTUALMENTE IN ATTO:

 1 ) COORDINAMENTO AMBIENTALE ANAGNI –COLLEFERRO comprende ANAGNI VIVA , DAS, RETUVASA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO. Rappresentanti legali avv. FLORIDI e GALANTI

2 ) MOVIMENTO NO BIODIGESTORE ANAGNI comprende CIRCOLO LEGAMBIENTE ANAGNI, LEGAMBIENTE LAZIO, CRESCITA COMUNE, ASS. QUARTIERE CERERE, 26 CITTADINI RESIDENTI NELLA ZONA DELL’IMPIANTO. Rappresentanti legali avv. COLAGRANDE, MAMMONE, MARI, SANTOVINCENZO.

3) COMITATO CONTRO IL BIODIGESTORE DI ANAGNI comprende IL SINDACO DI SGURGOLA, DUE CONSIGLIERI DI MINORANZA AL COMUNE DI ANAGNI E ALCUNI PRIVATI CITTADINI. Rappresentanti legali avv. AUSTA E SARTUCCI.

QUESTA VICENDA È FORTEMENTE PREOCCUPANTE PER ANAGNI, PER TUTTI I SUOI ABITANTI, PER L’ INTERO TERRITORIO E PER I PAESI VICINI!

 Nei cittadini è cresciuta sicuramente la consapevolezza dei gravi rischi che l’impianto comporterebbe se venisse definitivamente autorizzato. Per questo è urgente e necessario rendere più forti le nostre ragioni contrarie, espresse anzitutto con gli strumenti legali e con la condivisione delle ragioni stesse, sostenendole insieme a noi del COORDINAMENTO AMBIENTALE ANAGNI – COLLEFERRO CON UN        CONTRIBUTO LIBERO

Il biodigestore va fermato !

Invitiamo tutti i cittadini a sostenere le spese legali per il ricorso al Tar!

PER  SOSTENERE LE SPESE DI CUI IL COORDINAMENTO DELL’AMBIENTE DI ANAGNI-COLLEFERRO SI E’ FATTO CARICO, GIÀ DA DIVERSO TEMPO, PER IL RICORSO AL TAR CONTRO LA REALIZZAZIONE DEL MEGA BIODIGESTORE, I CONTRIBUTI POSSONO ESSERE VERSATI SULL’ IBAN  N. IT 96 X08 344 7429 000000 184 8050 INTESTATO ALL’ASSOCIAZIONE ANAGNI VIVA, PRESSO BANCANAGNI, CON CAUSALE : NO AL BIODIGESTORE.