Ieri si è svolto un Consiglio Comunale su cui il Sindaco Natalia avrebbe fatto bene a riflettere almeno per un giorno, prima di registrare un video messaggio social alla città (salvo il motivo covid 19) nell’arco di una mezzora.

Fatta salva, ovviamente, la presunta urgenza del tema covid-19 su cui avremo atteso maggior chiarezza nell’invitare i nostri concittadini al più esteso ricorso alla vaccinazione a presidio della propria salute ed a tutela di quella degli altri.

Se si fosse prestata dovuta attenzione in Consiglio Comunale, se ci si aprisse al confronto vero e si facesse tesoro delle tante inefficienze e contraddizioni contestate, la città se ne gioverebbe accrescendo le probabilità di poter recuperare il passo insieme ad altri.  Se ci si preoccupa, invece, di tornare immediatamente a fare propaganda elettorale Anagni non potrà mai riprendere a sufficienza il percorso dello sviluppo.

Sorvolando, in questa sede, sulla penosità della mozione presentata dai consiglieri Giovannelli Protani, Quarmi e Tuffi apparsa inconcepibile nell’ispirazione, nella forma e nei contenuti (tant’è che nessuno dei tre si è sentito di spendere una parola nell’illustrarla o difenderla in aula, salvo poi tutti loro alzare la manina senza distinzioni) le variazioni di bilancio nell’utilizzo dell’avanzo dell’esercizio 2020 hanno messo a nudo, ancora una volta, i pesanti limiti di questi primi tre anni dell’amministrazione Natalia.

Approssimativa, superficiale, priva di necessaria programmazione e, di conseguenza, mancante nella progettazione e nelle realizzazioni. La città di Anagni continua, purtroppo, a scivolare sempre più in basso, oltre che nell’ordinaria amministrazione, nelle infrastrutture, nel recupero edilizio, nella tutela del territorio.

Il video social del Sindaco racconta come verrà speso il milione di euro dell’utilizzo del nostro avanzo di amministrazione (i fondi pubblici, banale, sono lì per essere spesi per la città) ma dimentica che solo una settimana fa il Ministero degli interni, Direzione per la Finanza Locale, ha finanziato a moltissimi comuni innumerevoli progetti (95% ca) presentati per la realizzazione di OO.PP. volte alla manutenzione e messa in sicurezza di strade, marciapiedi, edifici e territorio. Il Comune di Anagni ha partecipato con soli due progetti (finanziati) mentre altri comuni a noi vicini, grandi e piccoli, ne hanno presentati rispettivamente due, tre o quattro volte di più di Anagni ottenendone completo finanziamento a fondo perduto,

L’incapacità nella programmazione e la mancata progettazione pesa sulla nostra città come un macigno facendo perdere ad Anagni fiumi di risorse che altri comuni investono in infrastrutture, recupero dell’attrattività dei centri storici, manutenzione del territorio.

Dice il Sindaco nel suo vide messaggio “la città sta ripartendo nelle grandi opere”  ed elenca il Museo Archeologico sul cui conto, in luogo dell’attesa apertura entro il 2021, si fa ancora un altro stanziamento di 95.000 euro, elenca Piazza Innocenzo III (parte inferiore) ancora, dopo  tre anni di amministrazione, nello stato di cantiere a cui si aggiunge un ulteriore finanziamento di 97.000 euro, elenca la frana della strada della Calzatora dove si sono attesi ben 11 mesi per la “messa in sicurezza”,  ormai nella stagione invernale, con lo stanziamento di 400.000 euro di  fondi comunali liberi in bilancio sin dallo scorso mese giugno.

Purtroppo a giugno, come in tutti i mesi estivi, il Sindaco e la sua amministrazione, più che pensare alla frana della Calzatora, erano presi nel sostenere o propagandare le presunte virtù del biodigestore da 84mila tonn/a. Le difficoltà di una famiglia sfrattata, i disagi dei residenti in tutta l’area di Monte Marino e dello stesso Istituto Pontificio Collegio Leoniano potevano attendere anche le nuove piogge autunnali.

Se il Sindaco e la sua silente maggioranza non sentono il dovere, in luogo di proclami alla città, di aprirsi al confronto, di fare opportune riflessioni su questo deplorevole procedere amministrativo sarà dura per Anagni riprendere, come altrove, la strada della normalizzazione e del rilancio dello sviluppo.

Vedere nuovo asfalto su alcune strade fa piacere, ma pensare che quei fondi erano assegnati dal 2019 per il recupero del centro cittadino, che è rimasto in attesa di nuove idee, nuove progettazioni e nuovi bandi pubblici, dovrebbe far riflettere. Basterebbe guardarsi attorno e constatare che, in questa fase di ripresa degli investimenti pubblici post pandemia, altri comuni hanno presentato progetti ed ottenuto risorse per strade urbane e suburbane, per il recupero del loro centro storico, per la valorizzazione delle aree archeologiche, per gli investimenti strutturali nel settore della cultura, per la realizzazione di piste ciclabili e per la mobilità leggera,  per la manutenzione degli svincoli di accesso e la realizzazione delle rotatorie per la sicurezza stradale, ecc.

Va bene, sicuramente, l’ascensore a Palazzo d’Iseo, così come il marciapiede a Osteria della Fontana o, certamente, l’aver raccolto la richiesta di valorizzazione della casa del Maestro Giovanni Colacicchi; cose positive, attese e sollecitate ma assolutamente insufficienti per una città come Anagni.

Anagni, ancora una volta si mostra appesantita da un’amministrazione che non funziona, che non ha ancora capito dove indirizzare la città come dimostratosi negli impegni spesi, a partire da quel favorevole parere del 24 12 2020, a favore di una deprecabile centralità nella lavorazione dei rifiuti. L’annuncio del ravvedimento di inizio ottobre, che non ha ancora sortito gli atti conseguenziali, è chiara testimonianza di una pratica amministrativa a vista e piena di contraddizioni.

Nell’attesa che le variazioni di bilancio del Consiglio Comunale di ieri diventino realizzazioni concrete, ribadiamo che Anagni non può ridursi a  ripartire briciole quando altri comuni, in una loro più chiara visione programmatica ed efficienza amministrativa, realizzano opere e interventi chiave per  rinnovare lo sviluppo economico e sociale alla base della qualità della vita delle  rispettive comunità cittadine.

articolo a cura del dott. Nello Di Giulio, consigliere comunale per il gruppo Anagni Cambia Anagni