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L’Unitre incontra Dante ad Anagni e sono pomeriggi di cultura a tutto tondo

Giorno 08, 09 e 10 ottobre il professor Domenico Narducci, direttore dei corsi Unitre di Paliano, ha organizzato una manifestazione riuscitissima, presso la Sala della Ragione, nel Palazzo Comunale di Anagni.

Il prof. Narducci è riuscito ad assemblare un evento su Dante Alighieri, che è stato un vero e proprio connubio di linguaggi: musica, drammatizzazione, poesia, proiezione di foto e filmati, conferenza. Il risultato è stato superlativo, in toto!

L’Unitre, Associazione di volontariato e di promozione sociale, con sedi su tutto il territorio nazionale e all’estero, ancora una volta ha stupito gli astanti con una manifestazione memorabile, seguita anche on
line grazie alla diretta su you tube per tutti i corsisti dell’Unitre Colleferro-Artena-Segni-Paliano e per i corsisti dell’Unitre Nazionale.

A presentare, intrattenere, moderare e introdurre i relatori la prof.ssa Gisa Messina. Tra le autorità presenti Monsignor Lorenzo Loppa, Vescovo della Diocesi di Anagni-Alatri, Il sindaco di Anagni, Daniele Natalìa, l’Assessore Carlo Marino di Anagni ( che ha partecipato attivamente con il prof. Narducci alla realizzazione della Kermesse), il Consigliere Francesco Vitelli di Colleferro, il Presidente del Consiglio Comunale di Anagni, Davide Salvati, il Presidente Unitre dott. Giuseppe Torti, il Vicepresidente Leonello Bianchi, il Direttore dei Corsi di Colleferro dott. Luigi Frattolillo. I pomeriggi sono stati allietati dai
bravissimi studenti del liceo musicale di Frosinone, “A.G. Bragaglia”, che si sono esibiti in più riprese, con brani di J. S. Back , coordinati in modo superbo dal Maestro Stefano Spallotta.

Il relatore del primo pomeriggio è stato il prof. Antonio Moretti, noto studioso di Dante, già Preside, nonché docente dell’ Unitre nella sede di Paliano che ha trattato la tematica: “ Dante e Bonifacio VIII, momento
storico-culturale, il profilo, la vicenda, l’ideologia dei due personaggi”. Al momento della sua elezione, Benedetto Caetani aveva 64 anni. Originario di Anagni che è un comune italiano noto come “comune dei
papi”, infatti ha dato i natali a ben quattro pontefici: Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII. Anagni è nota anche per essere stata a lungo residenza e sede papale. In particolare il nome di Anagni è legato alle vicende di Papa Bonifacio VIII e all’episodio noto come lo “Schiaffo di Anagni”.

La città fu teatro delle lotte tra i Colonna, il re di Francia, Filippo il Bello e papa Bonifacio VIII, che qui venne fatto prigioniero e subì il celebre episodio dello “Schiaffo”. Bonifacio VIII, temuto, odiato, corrotto e senza scrupoli, fu uno tra i più discussi capi della Chiesa anche dopo la sua morte. In tanti si espressero sulla sua attività politica, ma tra tutti, il giudizio più severo fu quello di Dante Alighieri, che lo pose all’ Inferno, sebbene quest’ultimo non fosse ancora morto; la sua abilità politica fu tale da condizionare molte scelte che portarono alla formazione di nuovi equilibri, nuove alleanze e nuovi regni, tra questi, nel 1297, la creazione ex novo del Regnum Sardiniae et Corsicae. Il prof. Moretti ha spiegato la cosa che più di tutte caratterizzò il Pontificato di Bonifacio VIII, ovvero la concezione teocratica, proclamata e messa in atto con grande energia, secondo la quale il Papa era al di sopra dei re e dei regni e perciò doveva avere il dominio su tutta la terra e su ogni anima. Da questo punto di vista Bonifacio VIII può essere considerato l’ ultimo grande pontefice medievale.

Per ricordare le vicende storico-politiche che hanno interessato il territorio di Anagni, e per “intermezzare” l’intervento del relatore Antonio Moretti, è stato proiettato un cortometraggio girato nel Palazzo di Bonifacio VIII, con la regia di Mariano Panella e la partecipazione dell’ Associazione AIAM di Anagni. A fine filmato gli attori (che hanno recitato nel filmato), hanno fatto irruzione nella Sala della Ragione, dando vita al famoso corteo Papale. Tra momenti musicali eseguiti alla perfezione dai giovani talentuosi musicisti del liceo musicale Bragaglia, si concludeva il primo incontro dedicato al sommo poeta.

Giorno 09 la relatrice è stata la prof.ssa Fernanda Spigone, nota studiosa di Dante, scrittrice, poetessa, nonché direttrice dei corsi e docente dell’ Unitre di Segni. La tematica trattata è stata: “ Celestino V,
enigmatico personaggio”. “Dante profeta di speranza contro ombre, degrado e indifferenza”. Era il 1294 quando “il gran rifiuto” di Pietro da Morrone, alias papa Celestino V generò le condizioni perl’elezione al soglio pontificio del suo successore, il cardinale Benedetto Caetani, che scelse il nome di Bonifacio VIII. Forse senza questa elezione, la storia dell’ Europa e dell’ Italia sarebbero andate diversamente. Erano trascorsi appena quattro mesi di pontificato, quando Celestino V abdicò, creando le condizioni per una nuova elezione. Questa avvenne in soli dieci giorni nel conclave riunito in Castel Nuovo.

Il Sacro Collegio scelse il cardinale Benedetto Caetani, che fu poi incoronato nella Basilica di San Pietro a Roma il 23 gennaio 1295 con il nome di Bonifacio VIII. La relatrice F. Spigone ha detto che per comprendere la situazione politica dell’ Italia del XIII e XIV sec., la lettura della “Divina Commedia” risulta uno strumento imprescindibile. Dante ha affrontato tematiche complesse legate all’ Europa del suo tempo, trasformandole in un racconto fantastico per spiegare l’organizzazione ultraterrena della vita.

Secondo quanto afferma Dante, l’elezione di Bonifacio VIII fu viziata da simonia e lo stesso Celestino V fu raggirato da quest’ultimo per rinunciare alla carica. In effetti il pontificato di Celestino V fu caratterizzato da una notevole ingenuità nella gestione amministrativa della Chiesa. Il papa, anziano e da sempre dedito alla vita monastica ed eremita, non conosceva il latino, i suoi concistori si svolgevano in volgare, ed era facile per lui cadere in continui errori burocratici, come ad esempio assegnare lo stesso beneficio a più di un richiedente; ciò poteva far cadere la Chiesa nel caos.

Anche nella seconda giornata è stato proiettato un cortometraggio, girato stavolta, presso i rifugi antiaerei di Colleferro, con la regia di Mariano Panella; gli attori che hanno preso parte al fimato fanno parte della compagnia de “L’arte dell’ozio” assieme ad alcuni corsisti dell’ Unitre sede di Paliano. A fine filmato hanno fatto irruzione nella sala della Ragione gli attori che rappresentano gli ignavi e mentre inseguivano il famoso stendardo bianco, il bravissimo Mariano Panella drammatizzava il canto terzo dell’ Inferno. Gli ignavi, ovvero i peccatori che Dante incontra nell’Antinferno, sono ampiamente descritti dal verso 22 al 69. Nella vita non hanno mai agito né nel Bene , né nel Male, non hanno mai avuto idee proprie. Dante definisce queste anime come peccatori “che mai non fur vivi”. Tra le schiere di anime degli ignavi, Dante ci parla di un personaggio che “fece per viltade il gran rifiuto”. La prof.ssa Spigone ha spiegato che secondo alcuni studiosi potrebbe essere Celestino V, ma secondo alcuni studiosi abruzzesi potrebbe essere Ponzio Pilato.

Insomma non tutti gli studiosi sono d’accordo e concordi, potrebbero esserci molte altre interpretazioni. Alla fine il prof. Narducci ha ringraziato i sindaci di Anagni e di Colleferro, rispettiamente Daniele Natalìa e Pierluigi Sanna, che hanno patrocinato l’iniziativa; la prof.ssa Gisa Messina; la Madre Superiore delle suore Cistercensi della Carità, che ha permesso l’accesso a palazzo Bonifacio; Renzo Rossi che ha favorito l’accesso ai rifugi di Colleferro; il Maestro Stefano Spallotta e il liceo musicale Bragaglia di Frosinone; il regista Mariano Panella; il video maker Simone Potenziani; l’operatore diretta streaming Filippo Rondinara; le Associazioni: AIAM, L’ARTE DELL’OZIO, LA PRO LOCO DI ANAGNI; Loris Carlan per la fotografia; Alvaro Lepri; Achille Anielli che ha rappresentato Il Sommo Poeta. Nella terza giornata sono state organizzate visite guidate presso il palazzo di Bonifacio VIII e presso la Cattedrale.