sulla destra, il palazzo comunale di Anagni

“Come gruppo civico Anagni cambia Anagni, con il consigliere Nello Di Giulio che ci rappresenta in Consiglio Comunale, non intendiamo in alcun modo partecipare alla rivendicazione di primati nei tempi e nelle iniziative messe in campo contro il biodigestore”; è quanto si legge in una nota inviata a questa redazione dal gruppo civico “Anagni Cambia Anagni” in risposta alla nota inviata ieri a questa redazione dal comitato “No al biodigestore” e pubblicata a questo link.

“Volentieri – è scritto ancora nella nota – Anagni cambia Anagni si dichiarerebbe ultimo se questo bastasse a bloccare un impianto così devastante per Anagni. Senso di correttezza e responsabilità verso i cittadini ci porta a mettere in campo, possibilmente in modalità condivise, tutte le energie possibili per contrastare l’iter autorizzativo dell’impianto che sta purtroppo proseguendo senza sosta.

Senso di trasparenza e legalità ci impone di contrastare o replicare ad un’informazione frequentemente parziale, spesso menzognera quando, a volte, non anche provocatoria.

Lo facciamo anzitutto nel rispetto di tutti i cittadini che hanno diritto ad essere informati ma non fuorviati, lo facciamo nell’apprezzamento di tutti coloro che hanno gridato forte la loro contrarietà all’impianto firmando in calce una chiara e motivata richiesta di annullamento degli atti emessi dal Sindaco di Anagni e, a seguire, dalla Regione Lazio.

Una denuncia in prima persona di oltre 1200 persone a cui noi e l’intera città deve il suo grazie!

La reazione decisa alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco in conferenza stampa è stata la risposta all’evidente malafede se non ad uno stato di inconcepibile delirio. La sua accusa di difensori della “poltrona” a fronte del nostro impegno politico, sociale, culturale è una idiozia che non gli fa onore. Detto da un sindaco che ha moltiplicato “poltrone” e vere o finte da poter distribuire a tutti a piene mani è un’offesa alla realtà ed all’intelligenza dei cittadini.

Dire, poi, che la città ha chiaro “chi è serio e chi gioca sulla pelle dei suoi abitanti” significa che il sindaco ha cancellato in un sol colpo tutto il danno che sta provocando alla nostra città almeno da quando ha firmato quel suo parere favorevole all’impianto rifiuti tuttora in essere presso la Regione Lazio. Significa che ha dimenticato in un solo colpo di sole i fiumi di dichiarazioni a difesa del biodigestore Anagni torna baricentrica… fino a quando un vero e proprio rumore di popolo non lo ha indotto a capire che, furbescamente, il suo essere a favore gli diventava “politicamente sconveniente”. Ed ora, a distanza di oltre un mese, questa conversione sempre più appare strumentale e di comodo, almeno fin quando il sindaco non mostra concreta efficacia negli atti dovuti.

Senza rivendicare primati, Anagni cambia Anagni, rispetto a questa storiaccia del sindaco Natalia, è dall’altra parte. Nelle istituzioni con gli altri consiglieri di minoranza, tra i cittadini sempre comunque. “Chi è serio e chi gioca sulla pelle dei cittadini” è un’accusa che il sindaco dovrebbe rivolgere a se stesso e non a chi l’ha indotto a fare marcia indietro (si spera) su una sua scelta scellerata e suicida per la città.

La replica dura alle farneticazioni offensive del sindaco l’abbiamo comunque già chiusa invitando l’avv.to Daniele Natalia a mettere da parte le boriate del capopopolo e cominciare a rivestire davvero la funzione di Sindaco cittadino alla quale, nella distinzione dei ruoli, non negheremo alcun contributo di confronto e proposta nell’interesse di Anagni.

Dall’altro canto, è una tristezza constatare che mentre i cittadini si attenderebbero un impegno forte e comune di tutti i gruppi impegnati in questa vitale battaglia per Anagni, le logiche di appartenenza o fantasiose elucubrazioni elettorali o forse anche altro che stentiamo ad immaginare, porta ogni giorno ad una esasperata ricerca di visibilità malgrado risultati concreti per Anagni, purtroppo, non si vedano ancora. Suicida per la città il vecchio metodo di sparare sugli altri che conducono la stessa battaglia, seppur con diverse attività, al fine, forse, di qualche autocelebrazione ancor prima di vincere. Il rischio è portare tutti nella “fossa comune”.

Sminuire anche la partecipazione attiva di 1200 cittadini che hanno certificato, con firma autenticata, la loro ferma opposizione alla procedura di autorizzazione chiedendone l’annullamento ad ogni livello della filiera autorizzativa -dal tavolo comunale a quello del Presidente della Regione Lazio- è sembrato un andare ancora una volta un po’ oltre.

Purtroppo, esattamente il contrario di quanto necessiterebbe alla città.

Intanto il Sindaco:

non convoca il secondo consiglio comunale sul biodigestore, richiesto questa volta direttamente dai cittadini, su proposta di un movimento di cittadino di comitati, associazioni e diverse sigle politiche, sostenuta anche in tutti i nostri tavoli di raccolta firme

non sottoscrive richiesta di sospensiva al TAR, non compie azioni e non rilascia pareri atti a sospendere il processo autorizzativo in corso

organizza, invece, una sequenza di ben tre Consigli Comunali per liberarsi di tutti gli attuali consiglieri di minoranza che, insieme ad altri, lo hanno pressato per veramente cambiare idea sull’opportunità del mega impianto rifiuti sul nostro territorio.

ben consapevole, il sindaco, che una volta tolti di mezzo i consiglieri di minoranza utilizzando la dilagante e silente maggioranza consiliare, il tempo per discuterne al TAR porterebbe a consiliatura finita.

Una gestione del ruolo di Primo Cittadino sconsiderata che dovrebbe preoccupare tutti coloro che sono davvero dalla parte dei cittadini.

Il nostro ruolo di Anagni cambia Anagni è, e sarà sempre, combattere senza interruzioni e senza sosta, in ogni deputato luogo, il pessimo gioco politico che Natalia sta attuando sulla pelle della città e sulla salute dei cittadini. Nessuna nostra necessità di rincorrere alcun primato di primogenitura che sarebbe poca cosa rispetto alla preoccupazione ed ai rischi che vivono i cittadini di Anagni.

Più che restare a guardare l’indice vogliamo mirare la luna; e la luna in questo caso è salvare Anagni dal baratro“.