la zona industriale di Anagni nel cuore della valle del Sacco

Di seguito pubblichiamo integralmente e senza modifiche la nota inviata a questa redazione dal movimento “No al biodigestore ad Anagni”:

La comunità anagnina è composta di persone perbene, di donne, uomini, bambini, giovani ed anziani, lavoratori onesti, pensionati e studenti.

Anagni ha una storia, una tradizione ed una dignità da rispettare.
Con le conferenze stampa del 5 e 6 novembre scorso il Sindaco, la Giunta e i Consiglieri di opposizione hanno danneggiato l’immagine della città, alimentando una inutile e violenta polemica sul biodigestore mirata solamente a nascondere il vuoto delle loro azioni.

Hanno dato dimostrazione di non volere il bene comune, ma solo di usare la questione del biodigestore per fini di propaganda politica.
Il Sindaco Natalia, dopo aver aspramente attaccato i consiglieri di opposizione che hanno rinunciato al ricorso, ha dichiarato “non siamo contro il biodigestore, siamo contro gli impianti nocivi”, ripetendo le parole usate per annunciare il suo inopinato emendamento alla proposta di delibera firmata da 600 cittadini.

Si tratta di una banale ovvietà che nasconde un inaudito attacco alla volontà dei suoi cittadini, perché al sindaco non serve nessuna delibera per opporsi agli impianti “nocivi”, trattandosi del suo primo dovere impostogli dalla legge.

Questa affermazione serve però a Natalia per gettare fumo negli occhi, volendo svuotare di significato la delibera di iniziativa popolare che gli impone un indirizzo politico ben preciso, che è quello di contrastare il progetto in tutte le sedi non perché “nocivo”, ma perché non sostenibile per la nostra città e la nostra terra per molteplici e concorrenti ragioni.

Sono due cose ben diverse e Natalia lo sa bene. E se vuole cambiare la delibera è solo perché con questo emendamento il Comune non farà più nulla per far valere l’impatto ambientale negativo, ma si limiterà ad aspettare che gli enti preposti dichiarino che l’impianto non è “nocivo”.
I cittadini devono sapere che agli atti risultano solo posizioni di Natalia favorevoli al biodigestore.

Risulta il suo parere favorevole del 24 dicembre 2020, reso di nascosto alla cittadinanza ed anche ai consiglieri della sua maggioranza, come confermato dal suo ex alleato Cardinali. Risulta che il Comune non ha proposto ricorso al TAR, non ha proposto ricorso al Capo dello Stato, non ha formulato opposizioni in sede di AIA e non ha fatto proprio nulla, nemmeno il parere sanitario.

Risulta che l’assessore leghista D’Ercole sia completamente latitante sulla vicenda e che il sottosegretario del suo stesso partito, se ne sia partito ieri da Pordenone per sostenere il progetto presso Saxa Gres.
I consiglieri di maggioranza se davvero avessero avuto a cuore il bene comune avrebbero dovuto togliere la fiducia al loro Sindaco e rimettere il tutto alla volontà dei cittadini. Invece sono complici anche loro.

Per conto loro i consiglieri di opposizione, con l’annuncio della rinuncia al ricorso al TAR contro il biodigestore, hanno dimostrato che le loro azioni sono servite a ben poco e per molti versi hanno danneggiato la battaglia civica contro il progetto.

Infatti, gli stessi, non solo hanno omesso di esercitare l’azione politica consiliare, rifiutando di firmare la delibera di consiglio e costringendo i cittadini a raccogliere le firme, ma hanno addirittura preferito rivolgersi ad azioni che non gli competevano.

Non sono stati eletti per firmare un ricorso, come dimostra la loro rinuncia postuma, che hanno tentato di giustificare con imbarazzanti elucubrazioni. Come non sono stati eletti per invitare i cittadini a sostenere l’iniziativa di Andrea Fiorito, ossia di un singolo cittadino da loro arbitrariamente individuato per cavalcare la protesta.
In città ci sono da anni tante realtà civiche e apolitiche attive in questioni ambientali che non hanno voluto interpellare ed adiuvare, preferendo frammentare le iniziative.

Quando in città da oltre due mesi operava il nostro gruppo formato da tante realtà a nome “NO BIODIGESTORE ANAGNI”, con tanto di comunicati, magliette, striscioni, pagine facebook, instagram e internet, a settembre hanno firmato il ricorso insieme ad un comitato di ignota composizione costituito in fretta e furia ed inspiegabilmente dotato di un nome chiaramente assimilabile al nostro. Questo ha gravemente confuso i cittadini, i quali sono stati anche da loro invitati a versare somme in favore di tale ignoto comitato. Hanno raccolto per mesi firme inutili per un’autotutela già protocollata e mai nemmeno considerata dalla Regione.

Hanno cercato di far credere di aver trascinato la cittadinanza con il loro ricorso, quando in realtà nulla hanno fatto per sostenere le azioni davvero concrete ed efficaci messe in campo. L’iniziativa di delibera popolare, la collaborazione con l’opposizione di Sgurgola, l’interrogazione parlamentare sul biodigestore, il ricorso al TAR con i residenti vicini all’impianto, il tavolo con il Ministero, la partecipazione alla conferenza di servizi e le varie assemblee organizzate con i cittadini degli ultimi mesi, sono tutte attività svolte dal movimento NO BIODIGESTORE ANAGNI e senza alcun sostegno e presenza dei consiglieri comunali, se non la firma di uno di loro sulla proposta di delibera.

Circostanza quest’ultima che dimostra definitivamente, ove ancora ce ne fosse bisogno, il livello di capacità e sensibilità politica mostrato dall’intero consiglio comunale di Anagni.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 16.42: LA PRECISAZIONE DEL MOVIMENTO “NO AL BIODIGESTORE”