Anagni ha onorato – come oggi hanno fatto migliaia di altre città italiane – le celebrazioni del 4 novembre, Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate.

Dal portico comunale, ove era previsto il raduno, il piccolo corteo formato dalle massime autorità civili e militari della città di Anagni ha raggiunto piazza Cavour dove ha avuto luogo la cerimonia che ha reso gli onori ai Caduti con deposizione della corona ai piedi del monumento al centro della piazza, a cui ha fatto seguito la lettura, particolarmente toccante, del messaggio del sindaco di Anagni avv. Daniele Natalia che – di seguito – riportiamo integralmente:

Le tradizioni nazionali, i legami delle comunità, si cementificano attraverso i simboli ed i miti, forze emotive potenti capaci di trasfigurare nella pratica ciò che aleggia nell’aria, un sentimento comune che si fa storia.

Cento anni fa il Milite Ignoto, simbolo incarnato della sofferenza e della vittoria nella Grande Guerra, veniva tumulato nel sacello dell’Altare della Patria. Nei giorni immediatamente precedenti uno speciale treno aveva attraversato la penisola portando la salma del Milite Ignoto ed il popolo unito aveva reso omaggio a quell’eroe sconosciuto che era diventato il padre, il marito, il fratello, il figlio d’Italia. In questo 4 novembre noi c’inchiniamo riverenti al Milite Ignoto ed a quel che esso simboleggia, ai suoi valori eterni che sono quelli della Patria e del Sacrificio.

La citta di Anagni è stata una delle prime in Italia a concedere la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto con una delibera del Consiglio Comunale e di questo ne vado particolarmente fiero. Di nuovo dunque ci ritroviamo qui in Piazza Cavour a commemorare i caduti di tutte le guerre e, soprattutto, la Vittoria del 1918. Non credo sia un caso che la prima cerimonia istituzionale a tornare “pubblica” dopo i tremendi mesi del picco epidemico sia proprio quella del 4 novembre, Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate. Credendo nella forte carica simbolica che questi eventi hanno, ritengo che tornare a commemorare e festeggiare – perché le vittorie si festeggiano nonostante qualcuno voglia far finta di dimenticarlo – la Vittoria italiana nella Grande Guerra sia di buon auspicio anche per la nostra comunità nazionale e cittadina.

Il 4 novembre simboleggia lo spirito di sacrificio e la capacità di resistenza di un Paese che per la prima volta nella sua giovane storia unitaria venne messo di fronte ad una prova ardua come quella del primo conflitto mondiale. A prescindere da come venne vissuta l’esperienza bellica, se come il compimento del Risorgimento o come la conferma dello status di grande potenza per l’Italia, o anche come l’inizio di una rivoluzione, essa fu comunque la “fucina” dalla quale nacque una Italia realmente unita poiché dietro all’esercito che combatteva in trincea c’era una società civile dove tutti fecero la loro parte e dove anche le donne ebbero un ruolo, per la prima volta, di primo piano sia sotto il profilo economico che sotto quello sociale. L’esperienza del 1915-1918 fece scoprire agli Italiani il valore di essere nazione, comunità ed anche parte integrante dello Stato.

Oggi noi stiamo affrontando una prova difficile, ardua, certamente non paragonabile alla Grande Guerra, ma dalla coscienza con la quale gli Italiani più di cent’anni sostennero la prova della trincea noi siamo obbligati a prendere esempio. Nella disciplina e nella solidarietà sta il pilastro che sostiene l’impalcatura del Paese nel momento in cui ogni certezza – a Caporetto ieri e con l’epidemia di Covid oggi – vacilla e tutto sembra perduto. E come ieri l’Italia con le battaglie del Piave e di Vittorio Veneto seppe non solo resistere ma vincere la guerra, oggi noi siamo chiamati a resistere ed a vincere le sfide sociali, economiche, culturali ed anche politiche che ci si pongono innanzi.

Il monito a ricordare e ad imitare spiritualmente quel che i nostri antenati seppero fare nel 1915-1918 ce lo lancia proprio quell’ignoto soldato sepolto a Roma che ha il volto di ognuno di noi, di ogni italiano. Buon 4 novembre anagnini, buon 4 novembre italiani. Viva le Forze Armate! Viva l’Italia!