Anagni

Di seguito pubblichiamo integralmente e senza modifiche la nota inviata a questa redazione da Anagni Cambia Anagni.

Si è svolta ieri l’altro – 25 ottobre 2021 – la “Commissione ambiente” a seguire quella del 15 ottobre che rimandava ad un esame tecnico la proposta di delibera firmata dai cittadini. Avevamo richiesto tempi brevi per arrivare a tale nuova convocazione, ma abbiamo registrato i tempi massimi di 10 giorni. Ancora una volta un cattivo segnale da chi governa la città.

Va detto però, chiaramente, che il tecnico deputato all’esame della proposta non ha apportato alcuna osservazione al dispositivo di delibera per cui l’intero percorso parrebbe compiuto per arrivare al consiglio comunale. Purtroppo, come temevamo ed avremmo voluto escludere, i consiglieri di maggioranza (salvo Pierino Naretti) hanno tenuto a far mettere a verbale una loro esplicita riserva di apportare eventuali emendamenti in sede di consiglio.

Una posizione irrispettosa verso i cittadini firmatari, e verso i lavori di ben tre commissioni ambiente nelle quali non è mai emersa alcuna osservazione al testo. Come cittadini firmatari della proposta di delibera, come associazione Anagni cambia Anagni e nella responsabilità consiliare amministrativa sebbene non componente della commissione, abbiamo manifestato dura contrarietà. Sin dall’inizio abbiamo sostenuto che un consiglio comunale chiesto dai cittadini non può essere arbitrariamente stravolto come avvenuto per quello del 24 giugno, richiesto su questo tema del biodigestore, con firma dei cinque consiglieri di minoranza.

I cittadini, a differenza dei consiglieri, non partecipano direttamente alla discussione in consiglio comunale per cui hanno il sacrosanto diritto di veder votata la loro proposta di delibera così come formulata nell’esercizio dell’art. 26 dello Statuto comunale. Questa maggioranza amministrativa, dopo il triste spettacolo del 24 giugno scorso a sostegno dell’impianto rifiuti, si ravveda fino in fondo e si astenga dal modificare un testo di delibera tecnicamente ineccepito e sottoscritto da 600 nostri concittadini.