la Valle del Sacco vista da Ferentino

Un impianto di trattamento rifiuti anche a Ferentino la cui richiesta fa seguito a quelle degli insediamenti previsti a Patrica, Frosinone ed Anagni: da diversi mesi, nella sede della Regione Lazio a Roma e in quella dell’assessorato all’Ambiente del Comune di Ferentino, è in itinere la procedura di concessione di un’autorizzazione per la realizzazione di un “Impianto per il trattamento di rifiuti, quali sottoprodotti e scarti di origine agroindustriale per Biometano e Bio co2 e annesso impianto per ACM (ammendanti compostati misti)”.

L’ipotesi non ha lasciato indifferente Maurizio Berretta, consigliere comunale all’opposizione con la Lega: “è inaccettabile che da parte dell’assessorato all’Ambiente di Ferentino, se non dalla terza commissione consiliare comunale competente, rispettivamente l’assessore Evelina Di Marco ed il consigliere di maggioranza Angelo Picchi, non vi sia stata alcuna informativa al Consiglio comunale, su un così importante progetto in via di autorizzazione da diversi mesi“, spiega.

Maurizio Berretta

E aggiunge: “il degradato territorio comunale ricadente nella zona industriale, non può essere ancora oggetto di questa tipologia d’insediamenti, per la precisione in Via Mola Bragaglia, oltretutto a ridosso del torrente Alabro, affluente del Fiume Sacco, ed in una zona dove non mancano gli insediamenti di tipo residenziale. Se poi andiamo ad aggiungere che la zona stessa d’insediamento rientra nella perimetrazione SIN, e su quella del Piano di risanamento dell’aria, allora è tutto dire”.

“E’ bene ricordare in primis ai due amministratori comunali, e poi a tutti gli altri, compresi gli esponenti politici che governano la Regione Lazio – prosegue il battagliero esponente della minoranza – che qualche anno fa, il Consiglio comunale di Ferentino, si è espresso in modo unanime sulla moratoria per gli impianti di trattamento rifiuti, definendo il netto divieto sul proprio territorio comunale”.

“Mi auguro – conclude Berretta – che la valutazione impattante e di emissione non sia fatta su singolo impianto, ma sommando tutti gli esistenti e quelli in itinere. Rimane sconcertante, il silenzio su questa procedura autorizzatoria, nei confronti di una società privata, con poco più di un anno di vita, costituita a Mmaggio 2020, e con un capitale sociale di euro 10.000,00. Mi aspetto una seduta di consiglio comunale urgente, per discutere e prendere una posizione definita sull’insediamento o meno di questo impianto e su quelli dei comuni confinanti, un Consiglio magari richiesto espressamente dai delegati politici all’ambiente della nostra città; in caso contrario, e senza indugio, la richiesta porterà la mia firma in calce. Su queste tematiche non si scherza e soprattutto non si soprassiede con la sufficienza che contraddistingue chi dovrebbe governare questi processi”.