Ferentino

Una vera e propria doccia fredda per tanti genitori di Ferentino e del territorio intorno, che a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico hanno appreso una notizia che ha fatto loro trattenere a stento la stizza: il Comune di Ferentino non intende riattivare per i piccoli studenti della scuola primaria, servizio espletato in diversi Istituti fino all’anno scolastico scorso.

Il motivo, secondo quanto ricostruito dagli stessi genitori, risiederebbe nel fatto che l’amministrazione comunale intendere esternalizzare, con un rapporto diretto tra ditta e famiglie, fatto – questo – che non garantirebbe, sempre secondo i genitori, adeguati parametri qualitativi e di sicurezza per i propri figli.

Almeno, è quanto gli stessi genitori hanno potuto ricostruire della vicenda che li ha portati ora sul piede di guerra, lamentando un disservizio che rischia ora di mettere alle corde intere famiglie, impossibilitate o quasi a prelevare i figli da scuola in orario di pranzo per riportarceli un’ora dopo, per un paio di ore pomeridiane.

Luca Zaccari e Maurizio Berretta: “il Comune riveda le proprie posizioni al riguardo”

“Un servizio importantissimo che viene a mancare – spiegano i due consiglieri comunali Luca Zaccari e Maurizio Berretta dagli scranni dell’opposizione – nella fattispecie in un Comune che si dichiara virtuoso e che destina somme per ben altri e meno importanti ambiti, dopo egregie manifestazioni di spettacolo, ci saremmo aspettati un egregio servizio scolastico, ma abbiamo constatato che non è così”.

Secondo i due esponenti della minoranza, “il servizio mensa permette l’orario scolastico prolungato, venendo incontro alle esigenze delle famiglie, chiaramente lasciando autonomia di scelta alle Direzioni Didattiche, che ben conoscono le esigenze dell’utenza. Il Comune – nel particolare Evelina Di marco, assessore alla Pubblica Istruzione e Luigi Vittori, assessore ai Servizi sociali – farebbero bene a rivedere le posizioni di questa scelta scellerata, di fatto stanno costringendo le famiglie ad una soluzione privatistica, senza partecipazione del Comune, con il rischio serio che si creeranno disparità tra bambini che non potranno permettersi un pasto intero ed altri che magari saranno costretti a ricorrere al solo panino di casa”.

Concludono, infine, i due consiglieri: “il Comune di Ferentino, tirandosi indietro dal servizio, mette fine alle proprie finalità solidaristiche e di servizio alla collettività, creando non pochi disagi, maggiorati soprattutto nelle famiglie con più figli a scuola. Coinvolgeremo il Consiglio comunale al ravvedimento sulle scelte adottate sulla mensa scolastica; in questa fase post-pandemica è di assoluta priorità, sostenere le politiche sulla scuola, nel caso il tempo prolungato, dopo mesi tristi caratterizzata dalla didattica a distanza, garantendo il servizio in modo equo e nei casi dove necessità, anche in modo solidale per i meno abbienti o con più figli”.