Compatti e determinati verso un obiettivo comune: quello di evitare a tutti i costi che nel territorio di Anagni si realizzi un impianto di biodigestione di rifiuti da 87mila tonnellate annue; il coordinamento ambientale di Anagni – che fa capo alle associazioni Anagni Viva, Comitato Residenti Colleferro, Diritto alla Salute e Rete per la Tutela della Valle del Sacco – ha dato appuntamento ieri pomeriggio – lunedì 13 settembre 2021 – ai giornalisti e a numerosi cittadini nei locali della parrocchia di san Giuseppe Lavoratore ad Osteria della Fontana di Anagni per annunciare ufficialmente di aver presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio avverso la realizzazione di siffatto impianto.

All’iniziativa hanno partecipato, oltre ai rappresentanti delle varie associazioni, anche gli avvocati Angelo Galanti ed Alberto Floridi, “incaricati dal Coordinamento dell’azione legale, per la piena fiducia riposta nel loro lavoro e per il buon esito di casi precedenti” e l’ing. Mario Sarasso, in qualità di consulente tecnico; la prima a prendere la parola è stata la prof.ssa Anna Natalia, attivista storica e presidente dell’associazione “Anagni Viva” la quale ha ricordato che “il Coordinamento Ambientale è una realtà ventennale con un forte radicamento nel territorio e impegnato con continuità nell’affrontare i molti e gravosi problemi ambientali che lo affliggono. Tale impegno, profuso in anni di lotte – ha spiegato la prof.ssa Natalia – ha certamente contribuito a suscitare una sensibilità e un’attenzione significative verso l’ambiente e la sua tutela nelle nostre comunità se, come le ultime settimane stanno a dimostrare, il problema del biodigestore ha fatto nascere in brevissimo tempo comitati spontanei di cittadini che hanno promosso analoghe azioni legali per opporsi alla realizzazione dell’impianto“.

L’AVV. ANGELO GALANTI: “UN’AZIONE LEGALE CHE PARTE DA LONTANO”

La parola è poi passata all’avv. Angelo Galanti che ha spiegato qual è l’importanza di questo ricorso: “questa azione legale non nasce oggi ma nel lontano 2017, quando venne avviata la procedura amministrativa. Già all’epoca le stesse associazioni organizzarono un convegno che ebbe luogo nel palazzetto dello Sport di Anagni e che vide la partecipazione mia personale e quelle degli avvocati Nicola Ottaviani e Antonio Pompeo, DAS, Anagni Viva, la Prof.ssa Margherita Eufemi e i Medici per L’Ambiente. Fu quella la prima occasione in cui si parlò delle disastrose conseguenze che potrebbe avere questo tipo di impianto dal punto di vista ambientale e della salute. Questo impegno – ha proseguito Galanti – ha trovato continuità anche in sede amministrativa perché le associazioni medesime hanno partecipato a tutte le conferenze dei servizi facendo valere le loro motivazioni, le stesse che vengono riprese oggi da tutti i ricorrenti. Il ricorso al TAR testimonia la continuità dell’impegno delle Associazioni che ripropongono all’attenzione del Giudice Amministrativa la matrice di argomentazioni, ad alto profilo tecnico sanitario, precedentemente rappresentate nelle conferenze di servizi, nonché alla cittadinanza.

ALBERTO FLORIDI: “NECESSARIA LA VERIFICA DEL TAR”

Dal canto suo, poi, l’avvocato Alberto Floridi ha sottolineato la critica verso l’ufficio VIA della Regione, che è l’Organo tecnico deputato a gestire procedimenti così delicati: “è una materia estremamente tecnica – ha affermato – per questo esistono uffici specializzati che dovrebbero dare garanzie e risposte adeguate ai cittadini, giustamente preoccupati da certi progetti. Quando questi uffici rispondono in modo superficiale come ha fatto la Regione in questo caso, è necessario chiedere una verifica del tribunale. Lo spirito di questo ricorso non è un no ad ogni costo, ma ottenere rispetto per questo territorio e chiedere un provvedimento giusto, che sia il frutto di una valutazione completa, prudente, approfondita, come i cittadini hanno bisogno che sia la verifica degli organi che hanno la responsabilità di questioni tanto delicate”.

ALBERTO VALLERIANI (RE.TU.VA.SA.): “BASTA A SCEMPI AMBIENTALI SUL TERRITORIO”

“In un territorio in cui la politica, l’imprenditoria, le organizzazioni sindacali, le parti sociali non sono stati capaci di affrontare un modello di sviluppo consono al territorio, è totalmente inopportuno ripercorrere strade già percorse che hanno portato ad epici disastri ambientali sul territorio e riproporle nel presente – ha spiegato, invece, Alberto Valleriani, presidente della Rete per la Tutela della Valle del Sacco – questo è un dato di fatto fondamentale: la Valle del Sacco deve essere considerata, anche a livello amministrativo, un territorio unico che non può e non deve patire più scempi ambientali di nessun genere”.

Agli interventi di cui sopra sono seguiti, poi, quelli del dott. Alessandro Compagno, presidente dell’associazione Diritto alla Salute, il quale ha spiegato le motivazioni per le quali si è scelto di non fare fronte comune con altre associazioni che portano avanti la stessa battaglia:

e quello dell’ing. Mario Sarasso, che ha spiegato con dovizia di particolari quali potrebbero essere i problemi oggettivi derivanti dalla realizzazione di un impianto di tale portata:

infine l’intervento di Ina Camilli, rappresentante del Comitato Residenti Colleferro:

LE SPESE LEGALI

Per sostenere le spese che si stanno sostenendo, il coordinamento dell’Ambiente di Anagni chiede la partecipazione dei cittadini attraverso il versamento di un contributo sull’IBAN IT 96 X08 344 7429 000000 184 intestato all’associazione Anagni Viva presso BancAnagni, con causale “No al biodigestore”.