la Valle del Sacco vista da Sgurgola

“Quale cittadino e consigliere comunale di Sgurgola esprimo la mia soddisfazione per la formalizzazione del ricorso al TAR contro il biodigestore di Anagni annunciata dal Sindaco Antonio Corsi“.

“Riguardo la nota stampa e i post del Sig. Andrea Fiorito, il quale ha annunciato la firma del ricorso del nostro Comune insieme ad un suo comitato ed ai consiglieri comunali di opposizione di Anagni Tagliaboschi, Fioramonti, Tasca, Di Giulio e Cardinali, mi sembra opportuno precisare alcune circostanze”.

Massimo Corsi

E’ quanto scritto – nero su bianco – in una nota inviata a questa redazione da Massimo Corsi, consigliere comunale all’opposizione nel Comune di Sgurgola.

“Non sono a conoscenza delle dinamiche che hanno portato a questa iniziativa giudiziaria congiunta tra il nostro ente locale ed alcuni cittadini e rappresentanti istituzionali di un’altra città – spiega Corsi – posso però dire con certezza che il ricorso al TAR del Comune di Sgurgola non è conseguenza dell’azione del comitato del Sig. Fiorito e dei consiglieri anagnini, ma è esclusivamente atto imposto al nostro primo cittadino dalla deliberazione del Consiglio Comunale del 30 luglio”.

“Dopo il consiglio – ha aggiunto il consigliere – ho dovuto più volte sollecitare personalmente al Sindaco, da ultimo anche con pec, la formalizzazione dell’incarico all’avvocato per il ricorso al TAR. La seduta consiliare straordinaria del 30 luglio, come a Sgurgola tutti sanno, era stata chiesta dal sottoscritto e da altri due consiglieri comunali di opposizione, Gianluca Ciaschi e Simone Lepri, i quali nelle 48 ore precedenti avevano anche depositato la proposta di deliberazione poi approvata”.

“La nostra proposta di deliberazione – è spiegato ancora nella nota – ha inizialmente ricevuto diverse resistenze ed è stata quindi oggetto di una accesa discussione, sia in commissione che in consiglio, salvo poi ricevere approvazione unanime senza emendamenti, per l’evidente portata di interesse generale dell’argomento“.

“Al riguardo, ci tengo a precisare che nella predisposizione della nostra proposta c’è stato anche il prezioso ausilio di un membro del comitato “Movimento NO BIODIGESTORE ANAGNI”, comitato che però non quello del sig. Andrea Fiorito, organismo quest’ultimo di cui non conosco la composizione, né la denominazione“.

“Il “Movimento NO BIODIGESTORE ANAGNI”, che va ringraziato e sostenuto da tutti per le molteplici iniziative in atto, è il coordinamento di protesta ed azione formato da numerosi organismi associativi e politici anagnini, tra cui l’associazione Quartiere Cerere, Circolo Legambiente Anagni, Movimento Crescita Comune di San Bartolomeo, Zeta Nove e liberi cittadini della Valle del Sacco“.

“Io stesso ho partecipato ad alcune loro riunioni e sto promuovendo le loro iniziative con molti altri nostri concittadini, incluso un ricorso al TAR autonomo in corso di proposizione. Ringrazio comunque il sig. Fiorito e i consiglieri comunali di Anagni per l’adesione al ricorso al TAR del nostro Comune, iniziativa che mi sembra dotata di estremo valore simbolico, più che di rilevanza legale”.

“E’ un vero peccato che i colleghi anagnini non abbiano proposto una deliberazione consiliare analoga alla nostra nel loro Comune – ha infine concluso Corsi – ciò avrebbe consentito anche alla Città di Anagni di proporre il suo ricorso in ausilio a quello della nostra città, cosa che ormai non è più possibile. Adesso è stata promossa dal NO BIODIGESTORE ANAGNI una delibera di iniziativa popolare, che costringe i cittadini a recarsi in Comune per firmare, però spero che l’adesione dei colleghi al ricorso del nostro Comune sia il segnale di un loro ripensamento“.