da sinistra: Francesco Borgomeo e Fernando Fioramonti

“Le dichiarazioni rilasciate da Borgomeo presidente di Unindustria Cassino sulla necessità di dotare ogni distretto in Italia di un inceneritore (termovalorizzatore) dell’Automotive, iniziando proprio dal Cassino Plant di Stellantis, ci lasciano l’amaro in bocca per una serie di motivi”. E’ quanto si legge in una nota inviata a questa redazione dal dott. Fernando Fioramonti del movimento Cittàtrepuntozero.

“Il primo, e non in ordine di importanza – è scritto ancora nella nota – è che si continua a parlare di economia circolare partendo sempre dalla fine e dimenticando che, prima di produrre energia dai rifiuti, ci sono altre azioni importanti che attualmente nessuno sta mettendo in pratica. L’Europa ci dice che prima di produrre energia va applicata la regola delle 4R ovvero riduzione, riuso, recupero e riciclo. Questo il principio cardine dell’economia circolare”.

“Il secondo problema è che non si riesce a scindere il binomio lavoro=fabbrica ovvero senza fabbriche non esisterebbe lavoro; tra l’altro, seguendo questo diktat, si mette da parte – fatto molto grave –  qualsiasi principio di precauzione. Direttamente correlato – chiamiamolo problema secondo bis – noi tutti viviamo in una valle già martoriata da anni di industrializzazione selvaggia che ha depredato il territorio, lasciandoci in eredità inquinamento e disoccupazione. Questo lo stiamo pagando noi ma soprattutto lo pagheranno i nostri figli. Terzo: gli effetti del riscaldamento globale li avvertiamo tutti; ormai la frase “non ci sono più le mezze stagioni!” é diventata un luogo comune o un intercalare tra un disastro ecologico e l’altro”.

“Chiediamoci tutti: perché il clima sta cambiando? Dobbiamo opporci a questo scempio, che scontiamo sulla nostra pelle in termini di salute e che, soprattutto, sta distruggendo colpo su colpo il futuro dei nostri ragazzi, la loro casa-Terra. Madre natura, se continuiamo a bruciare, non ci perdonerà più e, tra qualche anno, non ci dovremo più preoccupare di nulla perché, per incuranza e avidità, avremo trasformato il giardino che tutti ci ospita in un deserto arido e desolante: non ci saranno scusanti perché nemmeno un Dio potrà giustificarci dicendo: “Perdonali poiché non sanno quello che fanno!”.