Il progetto va a unirsi ai sei precedenti attivati nel capoluogo nei mesi scorsi, mediante la manifestazione di interesse “ValoreComune” del Distretto B, di cui Frosinone è capofila, per l’individuazione di soggetti attuatori.

Tutti gli interventi promossi dai Puc presentano caratteristiche di utilità sociale, civica e solidaristica e si fondano sul presupposto e principio normativo dell’impegno dei percettori del RdC in attività destinate a contribuire al miglioramento della qualità di vita e del benessere della comunità. Il soggetto attuatore di “Evidenziando il verde” è il Comune di Frosinone (settore ambiente); la supervisione è affidata all’arch. Alessandra Di Benedetto, mentre il tutor è stato individuato nella persona di Italo Pelagalli. Le attività, secondo l’assessorato di Massimiliano Tagliaferri, prevedono la riqualificazione e cura di aree verdi comunali (aiuole e parchi); cura delle stesse attraverso la raccolta dei rifiuti (carta, plastica, indifferenziato, organico) di piccole e medie dimensioni; spazzamento, sfalcio dell’erba e raccolta di fogliame; attività a favore del decoro urbano e irrigazione aree verdi e fioriere.

I 16 partecipanti saranno impegnati otto ore settimanali nello svolgimento delle attività presso le aree verdi del territorio comunale. La partecipazione al Progetto prevede una durata di 6 mesi, ed è limitata a un solo componente per nucleo beneficiario di Reddito di cittadinanza. Il Servizio Sociale professionale e il Centro per l’impiego selezioneranno i nominativi rispetto al numero di partecipanti di competenza e rispetto alle attitudini rilevate in fase di presa in carico. Verrà effettuata una formazione specifica prima dell’avvio operativo dell’attività.

Attualmente, sono 58 i partecipanti ai PUC attivati, numero che comprende anche coloro che prenderanno parte a “Evidenziando il verde”. In coerenza con le competenze professionali del beneficiario del RdC e con quelle acquisite in ambito formale, non formale e informale, oltre che in base agli interessi e alle propensioni emerse nel corso del colloquio sostenuto presso il centro per l’impiego o presso i servizi sociali dei Comuni, il beneficiario è, infatti, tenuto a offrire nell’ambito del Patto per il lavoro e del Patto per l’inclusione sociale la propria disponibilità per la partecipazione a progetti utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, da svolgere presso il medesimo Comune di residenza.