una immagine degli scavi di Fontana Ranuccio scattata lo scorso anno

Come ogni anno sono da pochi giorni riprese le attività di ricerca dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana nel territorio del Comune di Anagni per concessione della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Frosinone e Latina. Sono state inaugurate indagini di campagna in giacimenti già individuati nel corso dei decenni ma mai investigati approfonditamente. Con le nuove attività l’Istituto punta a confermare con ulteriori dati le scoperte del passato, contribuendo ad aumentare sia le informazioni utili per inquadrare fasi così antiche della preistoria dell’uomo che la quantità di interessanti e significativi reperti rinvenuti.

I siti oggetto di indagine si trovano difatti in uno dei territori più ricchi in assoluto di testimonianze di frequentazione umana nel Paleolitico, nel Lazio e in Italia, nonché di rinvenimento di resti fossili di fauna oramai scomparsa, risalente a centinaia di migliaia o addirittura a milioni di anni fa.

A questo proposito è stato riaperto oggi il cantiere nel sito di Fontana Ranuccio, oramai ben noto non solo tra gli specialisti della materia, ma anche alla popolazione locale, per gli importantissimi rinvenimenti datati a ca. 400-450 mila anni fa: resti fossili di fauna, industria litica, ovvero strumenti in pietra scheggiati intenzionalmente dall’uomo e anche resti umani, rinvenuti nei decenni scorsi. L’apertura al pubblico del sito, con l’organizzazione di visite guidate da esperti archeologi, ha consentito infatti negli ultimi anni la conoscenza del patrimonio archeologico e paleontologico soprattutto da parte della cittadinanza anagnina, ma anche da parte di appassionati provenienti da altre città del Lazio. Le attività proseguono grazie al contributo del Ministero della Cultura e il sostegno economico di BancAnagni. Dal 30 agosto sono stati proposti turni di visita al sito per il quali i posti sono quasi esauriti, ma considerate le richieste non è esclusa la possibilità di organizzare turni extra.

Quest’anno inoltre è in corso un’importante Summer School – organizzata in collaborazione con l’Università di Trento e l’INGV – dedicata a studenti universitari che hanno la possibilità pressoché unica in Italia, di apprendere tecniche di scavo in un sito preistorico così antico, di affrontare le successive fasi di laboratorio che seguono lo scavo, e di arricchire le proprie conoscenze con lezioni tenute dai massimi specialisti in materia di archeologia preistorica, paleontologia, geologia e paleoantropologia. Le attività di ricerca e di alta formazione universitaria sono anche realizzate in associazione con il Museo di Pofi con il quale l’Istituto collabora fin dalla sua realizzazione. A questo aspetto prettamente scientifico, formativo e didattico, si aggiunge per i ragazzi partecipanti alla scuola, provenienti da altre regioni, l’opportunità di soggiornare nella città di Anagni e di godere della sua suggestiva atmosfera densa di storia e di arte.

articolo a cura di Stefano Grimaldi, presidente dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana