Pugno duro da parte del sindaco di Anagni Daniele Natalia nei confronti dell’ing. Gabriele Alessandrello, ormai ex dipendente dell’ufficio tecnico comunale licenziato dopo aver “preso atto dei risultati insoddisfacenti nell’attività svolta […] derivante in maniera specifica dalla ripetuta inosservanza delle direttive impartite dallo scrivente (il sindaco, n.d.r.), dagli assessori di riferimento e da appositi atti di indirizzo della giunta comunale, con particolare riferimento, tra l’altro, a quelli inerenti il project-financing per la nuova illuminazione pubblica, il completamento dell’arredo urbano, l’indizione della gara per la messa in sicurezza dell’ex discarica di Radicina, il completamento del museo archeologico, l’avvio della procedura per l’istituzione dell’ufficio Condoni e Rigenerazione Urbana, pregiudicando in tal modo l’attuazione del programma di mandato con grave danno alla Città e all’Amministrazione che la governa”.

Con tali motivazioni, specificate nel decreto sindacale recante appunto la data di ieri, all’ing. Gabriele Alessandrello sono stati revocati gli incarichi di responsabile dei servizi Lavori Pubblici e Patrimonio, Urbanistica e Innovazione tecnologica e quello di datore di lavoro del Comune di Anagni.

LA NOTA DEL CIRCOLO DEL PARTITO DEMOCRATICO: “L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE CERTIFICA IL PROPRIO FALLIMENTO”

La revoca dell’incarico al professionista “certifica”, secondo quanto si legge in una nota inviata a questa redazione dal locale circolo del Partito Democratico, il fallimento “nero su bianco“.

E’ lo stesso sindaco di Anagni – è scritto ancora nella nota – ad ammettere i “risultati insoddisfacenti” raggiunti dalla sua amministrazione per colpa a suo dire del tecnico stesso. Parliamo di progetti annunciati con enorme enfasi da anni quali completamento museo archeologico, rigenerazione urbana, messa in sicurezza dell’ex discarica di Radicina, etc. Il decreto sindacale parla di responsabilità del professionista ma si legge anche che l’Ing. Alessandrello è stato assunto con contratto part-time il 12 gennaio 2021 e che tale contratto gli è stato rinnovato il 15 luglio 2021. La semplice cronologia degli incarichi esclude che la “ripetuta inosservanza delle direttive” del sindaco, dell’assessore e/o consigliere con delega a cui accenna il decreto si siano verificati fino al 15 luglio, altrimenti già in quella fase il contratto non doveva essere rinnovato! Al 15 luglio invece persistevano i “risultati insoddisfacenti” dell’amministrazione di centrodestra, sicchè deve ritenersi conclamata la responsabilità dell’organo politico e la revoca dell’incarico conferito al professionista ha il sapore della scelta di un capro espiatorio, dell’ennesima scusa preparata ad arte per giustificare i propri “risultati insoddisfacenti”.

l’assessore Carlo Marino e il sindaco di Anagni Daniele Natalia assieme a Massimo Ranieri

E, ancora, si legge nella nota: “i selfie autocelebrativi davanti i monumenti o in occasione di eventi partecipati (e molto costosi) come il concerto di Massimo Ranieri servono a ben poco. Questo decreto conferma e mette a nudo l’inadeguatezza dell’amministrazione Natalia e va di pari passo con lo stato di abbandono e degrado della città. Dopo che anche altri professionisti avevano già in precedenza lasciato l’ufficio tecnico di Anagni questo ulteriore siluramento che non è stato per niente gradito dall’ing. Alessandrello viste le sue prime dichiarazioni rilasciate alla stampa fa capire che la situazione sta sfuggendo di mano al primo cittadino e alla sua amministrazione su temi cosi importanti come quello dei lavori pubblici e su quello della programmazione futura della città”.

LA NOTA DI ANAGNI CAMBIA ANAGNI

Critiche piuttosto dirette arrivano pure dal gruppo civico Anagni Cambia Anagni, che in una nota inviata a questa redazione scrive quanto segue:

Il licenziamento improvviso, da parte del sindaco, del responsabile dell’ufficio Lavori Pubblici e Patrimonio, nonché dell’ufficio Urbanistica-Ambiente-Igiene Urbana, ing. Alessandrello, lascia letteralmente sorpresi.

I tempi e le modalità del decreto n. 22 del 23 08 di revoca dagli incarichi, le stesse dichiarazioni pilatesche del sindaco sono segno di ragioni non dette e, pertanto, presumibilmente al di fuori degli interessi della città.

Del resto, in tre anni di ammministrazione Natalia, quasi non si ricordano i nomi di tutti i tecnici passati per le responsabilità di questi uffici e tutti velocemente approdati altrove o, laddove non cosi, finiti in pseudo zone d’ombra.

E la città di Anagni sempre al palo!

Ora, in questo ultimo caso, Il sindaco Natalia supera ogni livello di immaginazione:

  • Il 12 gennaio nomina per 6 mesi il tecnico ingegnere Alessandrello capo dell’Urbanistica per sostituire l’arch Maia approdato (anche lui) presso altro comune;
  • Il 18 02 attribuisce al nuovo capo dell’Urbanistica anche il ruolo aggiuntivo di responsabile dei Lavori Pubblici e Patrimonio esautorando, di fatto, altro tecnico architetto rimasto in organico;
  • Il 15 07 il sindaco conferma, senza batter ciglio, per altri 6 mesi lo straordinario gravoso doppio incarico all’ing. Alessandrello, segno tangibile di soddisfazione e fiducia;
  • il 15 07, stesso giorno, il sindaco attribuisce allo stesso ing Alessandrello anche ulteriore incarico aggiuntivo, senza remora alcuna.
  • Il 23  08 il sindaco (sempre lo stesso) LICENZIA CON EFFETTO IMMEDIATO
    l’ing Alessandrello per
    “risultati insoddisfacenti” (!)
    enumerando una serie di presunti addebiti per atti riferibili a periodi ben precedenti al suo decreto di rinnovo ed estensione di incarico datato 15 07 da cui è trascorso poco più di un mese estivo.

La motivazione del sindaco “risultati insoddisfacenti” appare pertanto, salvo altri, nei fatti risibile, almeno che non fosse egli altra persona rispetto a quella degli atti da lui stesso emanati in data 15 07 (improbabile).

I cittadini di Anagni hanno diritto di capire  cosa succede  veramente in Comune tra politica, politicanti e responsabili di quegli uffici tecnici chiamati ad occuparsi di Ambiente, Urbanistica, Lavori pubblici e Patrimonio.
Per adesso sono chiare le grandi contraddizioni di questa amministrazione nelle scelte politiche con pesanti costi a carico della città. La mancanza di coerente visione di sviluppo e l’assenza di programmazione per il buon uso delle risorse pubbliche sembrerebbe essere il denominatore costante.
Succede, però, che  sulla stampa anche l’ingegnere Alessandrello fa sentire la sua voce che tuona:
“Non ci sono le condizioni in questa città per andare avanti…..
Non sono abituato a fare il burattino a nessuno e questo è il risultato…
Gli indirizzi politici sono stati pienamente rispettati. Ma è chiaro che loro si aspettavano altri tipi di risposte che io ovviamente non ho intenzione neanche lontanamente di dare….”

Dopo tre anni di amministrazione a ‘curva piatta’ i cittadini di Anagni sono, oltre che delusi, anche più che preoccupati.
Per ora, oltre le tante chiacchiere, abbiamo solo certezze negative come  il pesante salasso sulle tasche degli anagnini per il project financing  sull’illuminazione e l’annunciato disastro ambientale con il biodigestore da 84mila tonnellate di immondizia proveniente da ogni dove.
Questa amministrazione continua a tradire le attese della città facendola scivolare ai livelli più bassi mai registrati nel confronto con altri centri a noi vicini o similari.
Il tempo ha dato sufficienti ed incontrovertibili responsi.