sistemi informatici in tilt, stamattina, anche all'ospedale di Anagni

“La Repubblica” l’ha definito “il più grave attacco hacker mai avvenuto nella storia nazionale” portato a termine da una banda organizzata di criminali informatici che ha preso in ostaggio i dati sanitari di tutti i cittadini (comprese le più alte cariche dello Stato e i principali rappresentanti della classe dirigente politica ed economica), a partire da quelli sulle vaccinazioni: anamnesi, storia sanitaria personale, malattie particolari.

DISAGI ANCHE ALL’OSPEDALE DI ANAGNI

Sistemi informatici in tilt, stamattina, anche all’ospedale di Anagni (foto in alto) dove tante persone hanno pazientemente atteso il proprio turno per analisi ed esame, supportati con professionalità e cortesia dal personale del CUP e dai medici della struttura i quali hanno dovuto svolgere l’intero lavoro manualmente, senza poter avvalersi dei mezzi informatici.

LA CONFERENZA STAMPA DI ZINGARETTI

Sull’accaduto, oggi – lunedì 2 agosto – alle ore 15.00 il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti riferirà alla stampa gli sviluppi dell’attacco subito nella giornata di ieri dal sistema informatico regionale del Lazio. La conferenza stampa si tiene nella sala Tevere della sede della Giunta regionale in via Cristoforo Colombo n. 212. La conferenza stampa sarà trasmessa in streaming sulla pagina Facebook della Regione Lazio.

L’ATTACCO

Dalle prime informazioni trapelate, l’accesso alla rete è avvenuto dal personal computer di un dipendente di LazioCrea che era stato lasciato aperto. “Volontariamente o no?”, si chiede Giuliano Foschini, il giornalista autore dell’articolo su “La Repubblica”.

L’attacco è partito nella notte tra sabato e domenica: ad essere stato colpito da un “ransomware”, cioè da un attacco informatico che mira a bloccare i dati e i sistemi della vittima con l’obiettivo di ottenere un riscatto (ransom, in inglese), è stato il Centro elaborazione dati (CED), il sistema informatico che gestisce l’intera struttura informatica regionale, che di conseguenza è stato disattivato dai tecnici della Regione.

A rischio, dunque, dati sensibili di milioni di cittadini: fra di loro ci sono le più alte cariche dello Stato, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella (che è stato vaccinato all’ospedale “L. Spallanzani”) al premier Mario Draghi (al punto vaccinale della stazione Termini), ma anche altri personaggi pubblici e politici.

L’intrusione ha mandato in tilt il sistema di prenotazione del vaccino e dei restanti servizi sanitari, ma potrebbe avere causato danni ben più gravi, minacciando la riservatezza dei dati sensibili del 70% degli abitanti di Roma e Province vicine che si erano vaccinati.

LA RICHIESTA DI RISCATTO

L’emergenza appare ancora più preoccupante in quanto, secondo quanto riferito dall’ANSA, i pirati informatici avrebbero dato corso ad una richiesta di riscatto alla Polizia postale, chiedendo un’ingente somma di denaro in valuta bitcoin. Secondo quanto scrive “La Repubblica” il Governo avrebbe contattato anche Washington per cercare una collaborazione e fermare l’assedio, cercando di tutelare le persone che hanno affidato le proprie informazioni alla Regione.

COVID. BONAFONI (CIVICA ZINGARETTI): RIPRESA LAVORI CONSIGLIO MIGLIORE RISPOSTA A GRAVE ATTACCO HACKER

“Nonostante il gravissimo attacco hacker al sistema informatico di LazioCrea in corso da sabato notte le attività istituzionali della Regione Lazio non si fermano e i lavori del Consiglio regionale sono ripresi dalla tarda mattinata di oggi. Un segnale fondamentale che rappresenta la migliore risposta a un atto criminale nei confronti della pubblica amministrazione di una violenza senza precedenti e che respinge al mittente qualsiasi tentativo di rallentare la campagna vaccinale che, come ha assicurato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, viaggia spedita verso l’obiettivo del 77-80% di popolazione adulta con ciclo completo entro il 13 agosto, confermando gli ottimi risultati della nostra Regione nella lotta al Covid-19. Positiva anche la rassicurazione del presidente Zingaretti in merito alla messa in sicurezza dei dati sensibili, al regolare funzionamento dei numeri di emergenza e della distribuzione del green pass grazie all’infaticabile lavoro di LazioCrea e al dialogo attivato con la struttura commissariale nazionale per fronteggiare l’emergenza. Ora priorità della Regione sarà restituire alle cittadine e ai cittadini del Lazio l’offerta di tutti i servizi sanitari dedicati alla persona e riattivarli in piena sicurezza”.  Così in una nota la capogruppo della Lista Civica Zingaretti al Consiglio regionale del Lazio Marta Bonafoni.