Sgurgola

La ragione principale sta nel fatto che tale impianto, una volta realizzato, risulterebbe particolarmente incidente sul territorio in termini di sostenibilità ambientale in virtù anche della sua collocazione all’interno di un Sito di Interesse Nazionale che certifica la particolare vulnerabilità dell’ambiente in termini sanitari, ecologici e paesaggistici; e, per questa e altre condivisibili ragioni, oggi – venerdì 30 luglio – il consiglio comunale di Sgurgola ha ufficialmente espresso la propria netta contrarietà all’impianto di biodigestione di rifiuti nella vicina zona industriale di Anagni.

da sinistra: Simone Lepri, Massimo Corsi e Gianluca Ciaschi

Una delibera, quella approvata oggi, nata e presentata dalla proposta dei tre consiglieri di minoranza Massimo Corsi, Gianluca Ciaschi e Simone Lepri e illustrata, in sede di assise civica, dallo stesso battagliero esponente della opposizione Massimo Corsi.

“La collocazione geografica del Comune di Sgurgola lo pone a soltanto 10 km stradali, a 5 km di linea ferroviaria dal Comune di Anagni, ed in linea d’aria i due Comuni sono situati sulle alture poste ai lati di un breve tratto della Valle del Sacco – spiegano i tre firmatari della proposta approvata oggi in consiglio – il progetto prevede anche il trattamento e stoccaggio di biogas, la cui vicinanza al territorio comunale di Sgurgola richiede adeguate valutazioni dei competenti uffici locali in termini di piani di emergenza o rischio di esplosione ed incendi; oltre alla vicinanza, la forte interdipendenza storica, culturale, economica, ambientale dei territori comunali di Anagni e di Sgurgola, li rende parti di un sistema in cui tutto ciò che accade nel territorio di un Comune influenza le variabili endogene del territorio dell’altro; la maggior parte del territorio di Sgurgola – aggiungono ancora i consiglieri – fa parte dei Monti Lepini, ricoperti da una fitta vegetazione, mentre le zone pianeggianti sono coltivate a uliveti e vigneti, in continuità con una economia agricola secolare, la cui tradizione è tenuta viva, pur nell’attuale diversificazione occupazionale, anche da manifestazioni culturali enogastronomiche e da iniziative di frequentazione sostenibile della montagna“.

E, ancora, proseguono Corsi, Lepri e Ciaschi: “nel territorio comunale di Sgurgola sono presenti impianti di trattamento rifiuti che potevano essere considerati rilevanti, vista la vicinanza dell’impianto al confine tra i due Comuni, ai fini della valutazione dell’impatto cumulativo ambientale; il Comune di Sgurgola avrebbe quindi avuto interesse e diritto a partecipare alla procedura di impatto ambientale. La zona industriale di Anagni già da tempo costituisce un fattore di discontinuità nella vocazione del territorio, con attività di discutibile sostenibilità, che offrono risorse occupazionali assolutamente non corrispondenti alla perdita di valore della nostra regione; l’ipotesi di allocazione di un ulteriore impianto industriale, ed in particolare di un impianto di trattamento di rifiuti, anche se denominato “Biodigestore”, darebbe il colpo di grazia ad un ampio territorio, che include quello di Sgurgola, che cerca di portare avanti progetti di recupero, valorizzazione, disinquinamento, sostegno e tutela dell’ambiente”.

“Impianti analoghi, anche di dimensioni inferiori, in altre zone di Italia – spiegano i tre rappresentanti della minoranza – hanno presentato problemi di emissioni importanti di cattivi odori, tali da essere definite “molestie olfattive” e causa di malesseri vari alla popolazione (nausea, vomito, mal di testa, etc.), nonché causa di decremento del valore immobiliare privato, desertificazione e danni al turismo; le caratteristiche dell’impianto, la forte sproporzione tra dimensionamento e fabbisogno del comune di Anagni (84.000 tonnellate contro 2.000/anno), l’inquinamento conseguente anche soltanto all’incremento del traffico veicolare derivante dal trasporto degli ingenti quantitativi di rifiuti dall’esterno della Provincia di Frosinone, gli effetti sulla salute dei cittadini segnalati dalle associazioni dei medici, conducono a definirlo come un Progetto distruttivo, a forte impatto negativo sulla salubrità del suolo, del sottosuolo, sulle risorse idriche e sull’aria, sull’economia delle nostre imprese agricole e delle imprese di accoglienza, ristorazione, turismo“.

“L’impianto compromette i progetti di sviluppo sostenibile del Comune di Sgurgola e dei Comuni dei Monti Lepini, nonché gli interessi primari e reali della popolazione: alla salute, al lavoro, alla legalità, alla partecipazione ai processi di determinazione delle scelte pubbliche”, spiegano ancora i consiglieri Ciaschi, Lepri e Corsi che – poi – aggiungono: “tenuto conto che il progetto risulta compartecipato dalla SAF Società Ambiente Frosinone s.p.a., società partecipata composta dai Comuni della provincia di Frosinone più l’Amministrazione Provinciale, ciascuno in quote uguali a prescindere dalla popolazione il progetto non risulta apportare alcun beneficio diretto alla collettività; nella determinazione della regione Lazio – direzione Capitale naturale, Parchi e Aree protette, n. G07071 del 10 giugno 2021 viene richiamata una nota del sindaco del Comune di Anagni, acquisita con prot. n. 1133012 del 24 dicembre 2020, nella quale viene confermata la posizione favorevole rispetto a questo tipo di impianti alle condizioni in essa rappresentate, (nota consegnata agli atti dai consiglieri di minoranza); il parere reso dal Sindaco del Comune di Anagni in data 23 dicembre 2020 appare in contrasto con la deliberazione n. 8 del 30/03/2017 del Consiglio Comunale di Anagni avente ad oggetto “atto di indirizzo in materia ambientale – Moratoria per gli impianti di trattamento di rifiuti”.

Tenuto conto di ciò, l’intero consiglio comunale di Sgurgola – maggioranza e opposizione – si è espresso con ferma contrarietà e opposizione alla realizzazione dell’impianto in questione per i potenziali rischi di inquinamento e per le conseguenze negative che lo stesso potrebbe arrecare al territorio ed alla salute delle persone, in mancanza di comprovati benefici per la collettività, tutte richiamate nella premessa e qui da intendersi ripetute.

Inoltre, ha dato mandato al Sindaco e alla Giunta Comunale di adottare tutti gli atti opportuni e necessari per impedire la realizzazione dell’impianto in questione, inclusi gli atti di iniziativa politica a tutti i livelli occorrenti, dal livello locale a quello regionale e nazionale, le azioni ed iniziative di competenza comunale presso la partecipata società SAF Società Ambiente Frosinone s.p.a. ed il ricorso ad ogni idonea azione legale volta ad ottenere l’annullamento della determinazione Regione Lazio Direzione Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette n. G07071 del 10/06/2021 avente ad oggetto “Pronuncia di Valutazione di Impatto Ambientale ai sensi dell’art. 23 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. progetto “Impianto di biodigestione e compostaggio sito in località Selciatella, Anagni (FR)”, nel Comune di Anagni Società proponente: Energia Anagni srl Registro elenco progetti n. 01/2017” e di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenti”.