Domenica primo agosto prossimo – alle ore 18.30 – si inaugura la personale mostra dell’apprezzato artista anagnino Massimo Caruso; a fare da cornice all’evento, la splendida sala delle Trifore, adiacente alla sala della Ragione del palazzo comunale di Anagni.

L’esposizione, patrocinata dal Comune di Anagni, resterà aperta e visitabile al pubblico fino al prossimo 15 agosto, osservando i seguenti orari di apertura: dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 18.00 alle ore 20.00.

Massimo Caruso: la biografia dell’artista tratta dal suo sito personale

Massimo Caruso

Massimo Caruso nasce a Roma nel 1956, secondogenito di una famiglia anagnina, il padre avvocato, la madre insegnante ed educatrice. Nella città dei Papi trascorre la sua infanzia distinguendosi per l’impegno negli studi e la passione per il disegno. E al disegno e alla pittura dedicherà negli anni a venire il suo talento e le sue migliori energie.

Il giovane Massimo, indirizzato dal padre agli studi di giurisprudenza, si laurea a pieni voti, poi supera brillantemente anche gli esami di abilitazione professionale. Più che esercitare la professione forense, vorrebbe seguire la sua vocazione artistica ma, dietro le pressioni della famiglia, accetta di impiegarsi in banca dove viene presto apprezzato e inviato con incarichi di responsabilità nelle filiali di diverse città.
In Sardegna frequenta lo studio di Antonio Corriga, importante pittore del novecento sardo, affinando il suo stile e quell’amore per la natura che caratterizza la sua opera.

Significativi riconoscimenti ottiene in numerose collettive, tra le quali Pesaro, Chiaravalle e Roma.

Nel contempo, durante i viaggi in diverse città e capitali europee, non tralascia di frequentare musei e collezioni private studiando le opere e la tecnica dei maggiori pittori, da Giotto ad Antonello da Messina, da Mantegna a Michelangelo e agli altri pittori del Rinascimento, dedicando altresì molta attenzione alle scuole e ai movimenti del novecento: realismo, impressionismo, futurismo, surrealismo, astrattismo. Studia, impara, si cimenta. D’altronde, la tecnica non dev’essere al servizio dell’ispirazione?

Ai primi anni 70 risale la sua amicizia con Giovanni Colacicchi, eminente pittore anagnino, di cui frequenta attivamente lo studio. Secondo Colacicchi, esponente del “Nuovo Umanesimo”, la pittura e la scultura sono “arti essenzialmente figurative”, che solo in tal modo possono “più naturalmente esprimere umane idee, e aspirazioni, e spirituali pensieri” e assolvere quindi a “una insostituibile funzione sociale”. La lezione non rimane inascoltata, anche se Massimo Caruso non esita ad esprimersi con tecniche espressioniste e astratte.
Modesto quanto riservato per ciò che riguarda la sua arte, non ama che raramente partecipare a mostre. L’ultima sua personale si è tenuta a Frosinone nel 2011 mentre nel 2018, nella sede dell’associazione Anagni Viva, lo stesso Caruso ha esposto assieme ad un altro artista anagnino, Augusto Orestini.