Piglio

Dal dott. Tommaso Cittadini, già sindaco di Piglio, riceviamo la nota che di seguito pubblichiamo in forma integrale e senza modifiche:

In risposta alle accuse a me rivolte dal coordinatore del circolo Fratelli d’Italia di Piglio, apparse nell’articolo di Anagnia in data 21 luglio u.s., preciso quanto segue:

– al Sig. Pignalberi mi legava un rapporto di amicizia in quanto suo medico di fiducia;

– ero a conoscenza che lo stesso intratteneva rapporti molto stretti con i vertici del Partito Fratelli d’Italia, tanto da essere invitato ad Atreju 2019 al Congresso annuale di FdI

Ciò mi ha indotto, in buona fede, a coinvolgere il Sig. Pignalberi nella campagna elettorale di Obiettivo Comune. Confidavo molto nelle sue capacità di relazione con gli elettori, confortato anche dal fatto che alcuni candidati di lista, che ora fanno parte del circolo pigliese di FdI, mi confermavano l’appartenenza del Sig. Pignalberi al Partito in argomento. Ad onor del vero mi erano giunte voci, dai miei più stretti collaboratori, della sua “fama” poco edificante in paese, ma io non ho voluto dar loro fede, classificandole “chiacchiere di paese”.

Gli scarsi risultati elettorali della nostra lista poi hanno messo in luce che le relazioni del Sig. Pignalberi erano soltanto millantate.

– la mia fugace adesione al movimento “Più Italia”, che, ricordo, all’epoca dei fatti era riconosciuto da FdI, è stata data esclusivamente a titolo personale e non, come riportato dall’articolo di Anagnia, in qualità di: “Suo rappresentante in Consiglio Comunale ” nelle vesti di Consigliere.

Mi giova a questo punto rammentare a tutti che le accuse mosse dal giornalista delle Iene nei confronti del Sig. Pignalberi sono proprio inerenti al fatto che il Presidente di Più Italia fosse un millantatore seriale e non solo, ma questo spetterà alla Magistratura stabilirlo. 

Giusto per dovere di cronaca, mi preme puntualizzare che i rapporti tra me ed il Sig. Pignalberi si sono deteriorati per motivi personali, che non sto qui ad enunciare, molto prima che il Partito FdI ne prendesse le distanze

Infatti i vertici di FdI si sono affrettati a disconoscere il Sig. Pignalberi solo dopo i noti servizi televisivi delle Iene

Il fatto che il circolo pigliese lo avesse già fatto nel settembre del 2019 è ininfluente perché la causa di tale disconoscimento potrebbe ricondursi ad antipatie personali o contrasti caratteriali, elementi poco afferenti la politica in generale. 

Voglio infine evidenziare l’inutilità dell’azione denigratoria nei confronti della mia persona e quella del Capogruppo Neccia, perseguita dal suddetto circolo, se tesa ad ottenere le nostre dimissioni, in quanto è nostra convinzione portare a termine l’attuale Consigliatura.

Per quanto mi riguarda la querelle finisce qui.

LA CONTROREPLICA DEL CIRCOLO DI FRATELLI D’ITALIA DI PIGLIO

Ci stupisce che il consigliere Cittadini abbia preso sul personale il nostro articolo e abbia risposto in maniera stizzita.

Erroneamente da quanto lui afferma, della sua amicizia con Pignalberi a noi non interessa, vorremmo solo capire cosa intende per buona fede.
Coinvolgerlo nella campagna elettorale di Obiettivo Comune creando dei malumori interni, risolti allontanando molti storici componenti (eventi di dominio pubblico) era buona fede?

Lei ha ragione a dire che i vertici di FdI si sono affrettati a disconoscere Pignalberi solo dopo i servizi delle Iene, infatti la trasmissione è servita a cristallizzare quello che noi avevamo rapportato, a Lei caro Cittadini, non serviva una trasmissione per avere notizie, bastava ascoltare i suoi candidati.

Il fatto ci fossimo dissociati dal Pignalberi, doveva esserle di indirizzo e non come da lei affermato per antipatie personali o contrasti caratteriali, un circolo fa politica e le decisioni sono di carattere politico, etico e deontologico e non basate su amicizia o interessi personali, queste cose le lasciamo fare ad altri.

Lei sapeva benissimo cosa sapevamo del suo uomo di fiducia e da subito abbiamo preferito difendere le varie vittime.

Lei non ha tenuto conto neanche delle ” informazioni ” dei suoi più stretti collaboratori in merito alla “fama” del suo protetto, ( come lei stesso ammette) li ha ignorati considerandole “chiacchiere di paese”, purtroppo per Noi, è il suo paese, dove lei è consigliere comunale ed è stato sindaco, caro Cittadini.

Poi, quella che lei chiama fugace adesione a “Più Italia”, beh, viste le svariate manifestazioni in cui era presente ci spieghi anche cosa intende per fugace.

Un adesione ad un movimento o partito non può essere “esclusivamente a titolo personale”, non stiamo parlando di un circolo letterario, più volte è stato detto attraverso gli organi di stampa e non, che lei fosse dirigente e rappresentante in Consiglio Comunale di “più Italia”, come mai solo adesso,
a distanza di due anni, fa la smentita? Forse doveva dare il giusto peso alla questione.

Lei afferma: ” il presidente di Più Italia fosse un millantatore seriale e non solo … spetterà alla Magistratura stabilirlo”
stranamente le sfugge che la magistratura in parte si è già espressa ponendo agli arresti domiciliari il suo spin doctor, e lei dichiarando “spetterà alla Magistratura stabilirlo”, per l’ennesima volta nega l’evidenza. ( Forse è ancora la sua buona fede che parla?)

In merito all’accordo politico, bastava dichiararne l’inesistenza, oppure il consigliere Neccia è imbarazzato dal fatto che era proprio tra quelle figure di fiducia che non gradivano la presenza del suo fedelissimo uomo?

Non abbiamo mai espresso la volontà di “ottenere le vostre dimissioni ” anzi vi invitiamo a proseguire con la stessa verve il lavoro di minoranza, nulla è più piacevole che ascoltare le lamentele degli elettori per il vostro immobilismo, pensi, sono loro invece, che ci riferiscono che l’hanno invitata a dimettersi sospettosi che la sua presenza sia finalizzata a non alterare gli equilibri con la maggioranza ed i rapporti familiari di qualcuno.

Per adesso auguriamo a lei ed ai consiglieri di minoranza di trascorrere tutti i mesi estivi in serenità, come sempre lontani da Piglio, perché la querelle, come la chiama lei, per noi e per i PIGLIESI continua.