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Paliano. Condivisione e confronto tra la casa di reclusione e casa “Johnny & Mary”

Valentina Adiutori e Domenico Alfieri

Durante il festival “Corto ma…. non troppo!” nello scorso giugno, è stato proiettato il corto “Quante rose a nascondere un abisso”, un reportage su come ha vissuto la pandemia la comunità di Paliano, con interviste al Vicesindaco e Assessore alla Cultura Valentina Adiutori, alle associazioni di volontariato come Avis, Croce Rossa, Protezione Civile e ANPPE, al parroco, alla direttrice della Casa di Reclusione e a tanti altri palianesi che ben hanno risposto all’iniziativa.

Il corto si è rivelato un successo visto l’ampio coinvolgimento della cittadinanza e per il tema trattato. Ancor più perché a realizzare le interviste sono stati gli stessi ospiti delle strutture sanitarie socio-riabilitative “Casa Johnny & Mary”.

In seguito a questa progetto, la direzione della Casa di Reclusione di Paliano, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura, ha programmato per martedì 27 luglio, la replica della proiezione nella sede carceraria per la visione da parte di tutti i detenuti, insieme a delle esibizioni musicali da parte sia dei reclusi, sia degli ospiti di “Casa Johnny & Mary”.

Il Vicesindaco e Assessore alla Cultura Valentina Adiutori: «Abbiamo accolto con favore la richiesta della replica da parte della dott.ssa Angeletti, direttrice del carcere, e auspichiamo che la replica del video sia momento di riflessione e condivisione per tutti i detenuti. Il corto “Quante rose a nascondere un abisso” ha messo in luce una serie di difficoltà, incertezze e paure vissuti durante la pandemia, preoccupazioni avvertite anche dai detenuti che sono stati allontanati anche dalle proprie famiglie. La proiezione quindi sarà momento di confronto, ancor più perché in concomitanza con l’imminente riapertura dei colloqui con i familiari dopo mesi di solitudine».

«I lavori di “Casa Johnny & Mary” dimostrano ancora una volta la loro qualità e mai come questa volta sono strumento di integrazione e anche di supporto per gli altri in un confronto costruttivo sulle proprie fragilità. La pandemia ha sconvolto le vite di ciascuno in vario modo, ma sicuramente in maniera ancora più violenta l’esistenza di chi è rinchiuso in un mondo escluso, che sia a causa del disagio psichico, sia della prigione fisica». Queste le parole del Sindaco Domenico Alfieri.