una delle palazzine della ASL, nei pressi dell'ospedale di Frosinone

Per l’ASL di Frosinone, unico ente a non essersi ancora espresso, fino ad oggi, sulla realizzazione di un impianto di biodigestione nel territorio del Comune di Anagni, vale la regola del silenzio/assenso, rilevante ipotesi di silenzio significativo: nell’intervista esclusiva al dott. Giancarlo Pizzutelli – direttore del Dipartimento di Prevenzione ASL Frosinone, la struttura della ASL che garantisce la tutela della salute collettiva – che di seguito riportiamo, l’azienda sanitaria prende finalmente posizione dopo aver lungamente taciuto sulla questione. “Non siamo contrari al progetto”; queste le parole del dott. Pizzutelli che di fatto rilanciano ancor di più l’autorizzazione allo svolgimento dell’attività di incenerimento di rifiuti, senza subire i ritardi dell’azione amministrativa.

il dott. Giancarlo Pizzutelli

Dott. Pizzutelli, per quale motivo la ASL non si è ancora espressa su un tema così delicato quale è la realizzazione di un biodigestore sul territorio di Anagni che riceverà rifiuti dai territori provinciali ed extra-provinciali (quindi anche da Roma…) per 84.000 tonnellate all’anno alle quali andranno aggiunti i cascami dell’inceneritore di San Vittore nel Lazio, per un totale di oltre 100.000 tonnellate all’anno?

La legge che regolamenta le conferenze dei servizi parla chiaro: quando il parere è favorevole, può anche non essere espresso direttamente. Vale, dunque, la regola del silenzio-assenso. Certo: se l’ASL fosse stata contraria, sarebbe stata tenuta a farlo sapere ma non è stato questo il caso. In ogni caso, la pratica riguardante l’impianto di Anagni è stata studiata a fondo dai nostri uffici, per quanto molto corposa ed argomentata: non avendo trovato criticità, la ASL non ha espresso parere contrario.

Dunque la ASL considera accettabile tale impianto? Con quali motivazioni?

Con le stesse motivazioni espresse da altri enti – che in ambito ambientale – hanno più ruolo e competenze di noi. Tenga conto che questa è una valutazione di impatto ambientale; le competenze in campo ambientale da parte dell’ASL sono veramente molto modeste e appartengono più ad ARPA, alla Regione e altri enti che, tra l’altro, in itinere, hanno anche chiesto delle modifiche e dei miglioramenti al progetto. Tutto regolato da leggi: è impossibile dire “no” a chi presenta un progetto che rispetta le leggi. La invito a prendere visione della determina prot. G07071 del 10 giugno 2021 che parla proprio di questo progetto: non è la solita determina di tre pagine, ma è una determina molto argomentata e lunga e vi sono citate tantissime leggi.

La ASL in primo luogo, però, è chiamata a rispondere delle conseguenze per l’Ambiente e la salute delle popolazioni residenti…

Per quanto riguarda l’Ambiente, ci fu il famoso referendum di circa venti anni fa che tolse alle ASL le competenze ambientali; per questo motivo, oggi le ASL hanno un compito molto marginale, molto residuale per quanto riguarda l’Ambiente. Per quanto riguarda la Salute, invece, c’è da tener presente tutte le norme ambientali non sono fatte per proteggere soltanto l’erba, le piante, gli animali; tutte le norme ambientali hanno anche un occhio rivolto alla salute umana: basti pensare al piano di risanamento della Valle del Sacco, ai regolamenti sull’inquinamento atmosferico, alle leggi che regolamentano la vita di tutti i giorni.

Condividendone l’autorizzazione, quali strumenti di controllo è in grado di porre in atto e quali supporti intenderebbe offrire alla popolazione in termini di informazione chiara e certificata a tutela della Salute?

Esiste un sistema di rilevazione delle patologie nella nostra Regione che, fortunatamente, è veramente ben oliato, che è quello del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale che è quello che rileva i dati statistici sulle patologie, sia per Comune che per distretto sanitario. Anche se è una struttura che viene fatta lontana dai centri abitati, tenuto conto di tante cose possiamo seguire alcune patologie presenti nella zona nord della provincia per vedere se ci sono alterazioni rispetto all’incidenza di alcune malattie.

In caso di emergenze, quali interventi sono predisposti e disponibili rapidamente da parte della ASL? Ricordiamo che Anagni non ha nemmeno più un Punto di Primo Intervento

Per quanto riguarda i piani di emergenza, li deve fare sia l’azienda per quanto riguarda l’interno, per legge. Una volta che il progetto sarà partito contestualmente si avrà un piano di emergenza e sicurezza. Quanto alla chiusura o l’apertura degli ospedali, questo non dipende più dai singoli distretti ma dipende da un programma di tipo regionale.

Se tutto fosse come finora ce l’hanno raccontato la Società proponente, la SAF e tutti i soggetti interessati, anche la ASL dovrebbe manifestare il proprio entusiasmo per questo progetto. Perché non lo fa?

La ASL ha poco per cui essere entusiasta: uno l’entusiasmo ce l’ha se ci lavora. La SAF sarà contenta perché fa parte del suo lavoro; se fosse così, ogni volta che approviamo un progetto dovremmo fare una festa; non lo abbiamo mai fatto, non lo faremo neanche in questo caso, non perché ci sia qualcosa di strano ma perché non fa parte del nostro lavoro e del nostro stile. La ASL quando ha espresso parere favorevole all’apertura dello stadio “B. Stirpe”, l’entusiasmo l’ho avuto solo io perché sono tifoso del Frosinone Calcio.