La redazione di anagnia.com, al fine di dare modo ad ognuno dei propri lettori di farsi la propria idea e anche di contribuire al dibattito sulla questione del biodigestore che dovrà essere realizzato ad Anagni, ha interpellato alcuni sindaci dei Comuni del comprensorio per chiedere loro qual è il giudizio sul siffatto impianto. Su dieci primi cittadini interpellati, cinque ci hanno fornito le risposte che di seguito riportiamo; due hanno dichiarato di non sapere che ad Anagni si stesse per realizzare questo impianto; tre hanno preferito non rispondere.

Antonio Corsi, sindaco di Sgurgola

Antonio Corsi

A fornire un giudizio tutt’altro che positivo sull’impianto è il sindaco di Sgurgola prof. Antonio Corsi, il quale dichiara ad anagnia.com di “essersi sentito tradito” dalla SAF: “sarebbe stato più corretto interpellare prima i sindaci del comprensorio; tutti noi, del resto, alla SAF abbiamo votato all’unanimità (ad esclusione del Comune di Frosinone) per un piano industriale con fondi che andavano investiti per l’ambiente. Nel nostro territorio, è cosa risaputa, c’è un problema ambientale importante e i soldi andavano spesi per riambientalizzare e bonificare e non per mettere un impianto di questo genere.

Maurizio Padovano, sindaco di Fumone

Maurizio Padovano

Meno perentorio ma comunque fermo e deciso il giudizio del sindaco di Fumone Maurizio Padovano: “innanzitutto, occorre fare una premessa importante – spiega – è fondamentale individuare siti per trattare i rifiuti perché, visto che li produciamo dobbiamo anche impegnarci a smaltirli nel modo corretto. Detto ciò, scegliere come sito l’area di Anagni, considerando che è un’area di ristagno dell’aria, è – a mio avviso – una scelta poco indovinata, poco felice. Per questo motivo penso che ci sarà un impatto ambientale poco gradevole per la cittadinanza, considerando anche che in quest’area c’è una importante densità di popolazione”.

Andrea Lepri, sindaco di Gorga

Andrea Lepri

Di tutt’altro avviso il sindaco di Gorga Andrea Lepri che in una lunga nota inviata alla nostra redazione, spiega: “il tema dei rifiuti è – ahimè – un argomento che genera sempre tanto clamore e posizioni discordanti all’interno di una comunità ma in questo caso,avendo avuto modo di documentarmi non posso che essere d’accordo con la scelta fatta dal collega Daniele Natalia e dalla sua amministrazione ricordando a tutti che è iniziato l’iter amministrativo in Regione per il rilascio delle autorizzazioni (in tale materia è la regione che ha competenza e il comune è chiamato ad esprimere solamente un parere non vincolante) mentre Natalia viene eletto a giugno 2018 (lo dico per precisione e non perché a Daniele serva un avvocato difensore). Detto questo, però, entrando nel merito sono favorevole perché l’impianto così come pensato garantisce alti standard qualitativi: assenza di emissioni nocive, assenza di maleodori, un piano trasporti che esclude le zone urbanizzate, rilascio di pareri preventivi da parte di Arpa e ASL sulla sicurezza e salubrità dell’impianto.

Ci sono altre due cose che però mi fanno propendere per il sì: la costruzione di questo impianto scongiura la possibilità che nell’area di Anagni (ex polveriera?) venga allestita una discarica (conosciamo tutti i problemi di Roma…) che sarebbe una vera iattura per il nostro comprensorio.

L’altra è data dal fatto che dobbiamo smettere di demonizzare questo tipo di impianti (siano biodigestori e/o termovalizzatori) che vengono già usati nel nord Italia da allevatori o in grandi città quali ad esempio Parma, Brescia o per andare all’estero Vienna e Copenaghen. Il discorso semmai è un altro: per garantire che siano salubri DEVE essere fatta una manutenzione degli impianti precisa e puntuale (i filtri) ed è in questo che il Comune di Anagni non dovrà farsi cogliere impreparato vigilando in modo preciso e costante attraverso gli organi di controllo. Un’ultima considerazione: questo impianto aiuta a chiudere un processo di economia circolare e genera anche risorse con la produzione di energia”.

Augusto Agostini, sindaco di Acuto

Augusto Agostini, sindaco di Acuto

Un giudizio simile, nell’ordine di idee, è quello dato dal sindaco di Acuto Augusto Agostini, il quale si dichiara “non pregiudizialmente contrario” al progetto del biodigestore nella zona industriale di Anagni “se i rifiuti li produciamo, sono necessari anche gli impianti per smaltirli, fermo restando la necessità di tutti gli approfondimenti necessari per un impianto di grandi dimensioni come è questo di Anagni”.

Sandro Onorati, sindaco di Montelanico

Sandro Onorati

Per Sandro Onorati, sindaco di Montelanico, “lo smaltimento dei rifiuti costituisce senza dubbio un problema molto sentito. Tutti – spiega il primo cittadino – dobbiamo impegnarci come amministrazioni e come cittadini per rendere la situazione meno grave e difficile. Ritengo comunque che qualsiasi soluzione si adotti debba essere rispettosa del territorio e della salute pubblica e deve essere tenuta nel giusto conto della situazione dei vari territori. In questo senso non può che evidenziarsi che la Valle del Sacco ha dato molto”.

Antonio Pompeo, sindaco di Ferentino

Antonio Pompeo

“In questo particolare momento storico – fa sapere invece il sindaco di Ferentino Antonio Pompeo – il tema della sostenibilità ambientale è il riferimento di ogni azione e di ogni progettualità. Adeguarci a questo nuovo modello di sviluppo lo richiedono sia la necessaria responsabile verso le nuove generazioni, sia le risorse che il Pnrr mettono a disposizione per la transizione ecologica. La capacità di saper realizzare progetti funzionali ed efficaci non può dunque prescindere dal tenere insieme sviluppo e rispetto dell’ambiente. Da questo perimetro di fattibilità non si può uscire”.