Il palazzo comunale di Anagni (foto di Simona Pampanelli)

L’amministrazione comunale di Anagni, chiamata in causa nei giorni scorsi dalla redazione di questo giornale, volutamente tace ed evita di rispondere al quesito che da queste pagine era stato lanciato; dell’impianto – intanto – ad Anagni si continua a parlare, tanto nei luoghi di ritrovo cittadini quanto sui social-network dove in realtà sono molti quelli che ritengono che questo progetto “contro ogni logica porterà problemi di inquinamento e di salute, anche in virtù della scelta del sito dove verrà realizzato”.

E se una parte c’è il silenzio – che vale più di mille parole – della maggioranza capitanata dal sindaco Daniele Natalia – il quale nei giorni scorsi aveva inviato una lettera aperta ai cittadini pubblicata anche da questo giornale – dall’altra tutti gli esponenti della opposizione, come già avevano fatto più volte in altre occasioni, colgono l’occasione per ribadire ancora una volta la loro posizione.

Eccole, riportate integralmente:

ANTONIO NECCI

Antonio Necci

“Come espresso anche in consiglio comunale sono contrario ad un biodigestore anaerobico di siffatta portata 84000 tonnellate all’anno, ricordo che da tempo ne parlo del rischio sul nostro territorio comunale dell’arrivo di immondizia dalla regione; infatti dal 2017, primo articolo, a cui sono seguiti altri articoli (l’ultimo a dicembre 2020…) il sottoscritto, attraverso l’associazione Medici di famiglia per l’Ambiente di Frosinone e provincia – di cui sono referente per Anagni – ha allertato sui rischi concreti che sul nostro territorio potesse arrivare l’immondizia da altri comuni della regione (articoli pubblicati anche dal vostro giornale). La mia contrarietà è sopratutto da medico, ho partecipato alla conferenza dei servizi della regione Lazio prima dell’approvazione della VIA esprimendo parere negativo alla dott.ssa Tosini nonchè al dott. Migliorelli e al dott. Borgomeo, vista la situazione sanitaria del territorio le patologie ambiente correlate sono percentualmente molto più alte che altrove (tumori, infarti miocardio, bpco, asma, tumori pediatrici, ischemie cerebrali etc; ultimo studio scientifico pubblicato infertilità dei giovani della calle del sacco), quindi non possiamo tollerare neanche un microgrammo di sostanze tossiche in più nell’ambiente aereo che aumenterebbe esponenzialmente siffatte malattie gravi. Dovremmo invece pensare alla bonifica di questo territorio; inoltre mi preoccupa non poco che dopo l’autorizzazione regionale di un tale mostro dovessimo sopportare un altro progetto travestito da economia circolare o come viene definita erroneamente green sulla polveriera che invece visti i sacrifici fatti per acquistarla dovrebbe diventare un fiore all’occhiello per la nostra città”.

VALERIANO TASCA

Valeriano Tasca

“la mia posizione è chiarissima. Sono contro il Biodigestore e contro l’arrivo di 84000 tonnellate di rifiuti nella nostra città. Anagni non può diventare città baricentrica in un sistema di trattamento dei rifiuti perché non può essere la sua vocazione. Non lo è né dal punto di vista industriale né da quello naturalmente turistico. Esiste una moratoria ben precisa che afferma la contrarietà non della politica ma della città alla nascita di certi impianti e andava e va fatta rispettare. Il sindaco non se la cava con le letterine o i comizi davanti qualche bar ma deve, anzi doveva, venire in Consiglio Comunale a riferire perché non ha detto no a questo impianto. Ci sono molti dubbi sul suo operato che andranno chiariti nelle sedi opportune”.

GUGLIELMO VECCHI

Guglielmo Vecchi

Come Consigliere Comunale del gruppo Idea Anagni confermo la mia posizione fortemente contraria alla realizzazione di un biodigestore da 84.000 tonnellate sul nostro territorio di Anagni.

Questo territorio ha già pagato tanto in termini ambientali.

Anagni è la “Città dei Papi” ricca di storia, arte, cultura ma anche di insediamenti industriali essendo stata in passato agevolata dalla ex Cassa del Mezzogiorno portando benessere e qualità della vita.

Anagni industrialmente ha ormai vocazione nei settori logistica, farmaceutica e elicotteristica, nei quali eccelle, dobbiamo insistere su questi segmenti industriali.

Personalmente non sono contrario al progresso tecnologico ma questo territorio, il nostro territorio ha già dato tanto in termini ambientali.

Con un biodigestore di tale portata diventeremo in poco tempo un riconosciuto “distretto dell’immondizia”.

Pertanto, si tratta di fermare un’azione violenta nei confronti dei cittadini, un biodigestore da 84.000 tonnellate è un mostro che non meritiamo.

La mia preoccupazione principale è legata alla salute dei cittadini!

alla distanza che dovrebbe essere prevista dalle civili abitazioni

alle emissioni odorigene e di gas nell’atmosfera

al futuro controllo in opera del biodigestore

alla ricaduta fortemente negativa che si avrebbe sull’immagine della città

L’Associazione Medici per l’Ambiente ci evidenzia la crescita di patologie legate all’inquinamento della nostra area, patologie respiratorie, cardiocircolatorie e tumorali.

Il controllo delle emissioni del mostro è una mia forte preoccupazione.

Chi controllerà le emissioni, dopo che sarà stato realizzato il Biodigestore quale Ente controllerà? O il controllo verrà affidato al controllato? E dopo 6 mesi quando i riflettori saranno spenti chi controllerà?

Sono troppi gli interrogativi ai quali non abbiamo risposta.

Il territorio oltretutto non ha alcun vantaggio, non lo intravedo da alcun punto di vista, né di occupazione, né economico nell’uso locale del biogas e nemmeno nelle tariffe comunali.

Stiamo assistendo di nuovo a degli “scarica barile” della politica, io non ci sto e nemmeno il mio gruppo politico.

La politica è l’arte del possibile è vero e dietro la dialettica politica si esprimono sempre ampie posizioni come le dichiarazioni a cui stiamo assistendo in questi giorni, adesso però è il momento della responsabilità.

Dobbiamo soffermarci sui fatti oggettivi, quelli che ci permettono di focalizzare la situazione e conseguentemente agire.

Personalmente non siamo scesi in strada, non crediamo sia quella la soluzione (Ospedale docet), le passerelle politiche le lasciamo agli opportunisti del momento e a chi vuol nascondere delle responsabilità con una semplice riunione in piazza alzando la voce da un microfono.

Il progetto del biodigestore parte da lontano come ci ha illustrato il Dott. Borgomeo durante il Consiglio comunale aperto ed una grande impresa è venuta ad investire ad Anagni, per me il segnale è chiaro: hanno già avuto tutte le autorizzazioni necessarie.

Gli elementi cardine su cui agire sono sostanzialmente due:

l’autorizzazione rilasciata dalla Regione Lazio con una specifica guida politica.

il nostro Sindaco, che è di tutti i cittadini, ed è la massima autorità sanitaria del comune e il Consiglio comunale tutto.

Questi sono a mio avviso dei punti cardine, chiedo ai nostri concittadini di fare delle riflessioni sull’argomento basandosi sui fatti già accaduti.

Per bloccare il biodigestore bisogna agire a livello della Regione Lazio, sollecitando quel Partito Democratico che tanto bene vuole al nostro comune di Anagni e al nostro territorio e che, ancora una volta, se volesse potrebbe fermare subito la realizzazione del biodigestore.

È indubbio che esiste a livello regionale e nazionale il problema dei rifiuti ma la soluzione non è quella di promuovere mostri del genere ma di installare mini biodigestori ad uso e fabbisogno della città, una soluzione sempre più attuata in europa.

Personalmente e come gruppo politico, sono sempre più convinto che ogni città dovrebbe smaltire la propria immondizia con un biodigestore specifico che occuperebbe oltretutto poco spazio.

A settembre presenteremo un progetto in tal senso come siamo abituati a fare: proporre soluzioni.

Ribadisco pertanto la mia contrarietà al progetto biodigestore, solleciterò il nostro Sindaco a negare, per quello che è di sua pertinenza, ogni eventuale autorizzazione comunale e di attenersi al criterio di precauzione per la salute dei cittadini.

FERNANDO FIORAMONTI

Fernando Fioramonti

Non sono favorevole alla realizzazione, sul territorio di Anagni, di un impianto di biodigestione dei rifiuti organici della portata di 84000 tonnellate annue. È una posizione che ho sostenuto da sempre e che oggi ribadisco. I motivi li ho già espressi nei miei precedenti interventi. Vorrei nuovamente far presente che, per risolvere lo stretto fabbisogno dei nostri rifiuti organici, basterebbe fare una compostiera aerobica di prossimità, che non ha impatto inquietante e per di più produce compost di alta qualità garantendo un notevole risparmio sulla TARI, anche perché tale compost non ha bisogno di alcun ulteriore trattamento.
Ho espresso la mia totale contrarietà nel consiglio comunale del 24 giugno scorso convocato da noi consiglieri di minoranza, in primis perché il nostro Sindaco non ha rispettato la moratoria approvata all’unanimità nel 2017, la quale è chiarissima nell’indicare al Primo cittadino le giuste scelte: una sorta di scontato algoritmo da dover applicare alla lettera. Eravamo fiduciosi che Natalia, favorevole a suo tempo alla moratoria stessa, esprimesse in conferenza di servizi la propria contrarietà alla realizzazione del biodigestore; invece, con serafica tranquillità, ha sparato un SÌ da 84000 tonnellate. Adesso ciò che più mi preme è chiedere ai colleghi Consiglieri di maggioranza una motivazione argomentata del loro SÌ visto che, come sempre, hanno fatto scena muta in consiglio comunale, limitandosi ad alzare pedissequamente la mano.

ALESSANDRO CARDINALI

Alessandro Cardinali

“come già espresso in consiglio comunale ed in altre sedi sono contrario alla realizzazione dell’impianto di biodigestione. Le motivazioni sono molteplici ma sicuramente va sottolineato il rilascio di cattivi odori che renderanno invivibile un area molto vasta e l’impatto del traffico di mezzi pesanti che ne conseguirà al funzionamento dello stesso e questo non lo dice il sottoscritto ma la stessa Regione nella Valutazione di impatto ambientale per non parlare del fatto che si va ad inserire in un ecosistema già compromesso come quello della Valle del Sacco”.

SANDRA TAGLIABOSCHI

Sandra Tagliaboschi

“Il 30 marzo 2017 ho votato a favore della delibera di moratoria approvata all’unanimità da tutto il consiglio comunale; a maggio 2018, in campagna elettorale, ho ribadito la mia posizione sugli impianti industriali di smaltimento rifiuti, tossici e non tossici sul nostro Comune. Oggi la mia posizione resta ferma al 2017: no a impianti di smaltimento rifiuti!”.

NELLO DI GIULIO

Nello Di Giulio

“Contrario senza se e senza ma. Nel ruolo di consigliere comunale e come cittadino anagnino mi sento di mettere a disposizione il massimo impegno affinché si eviti questo ulteriore schiaffo allo sviluppo sostenibile della città ed alla qualità della vita dei concittadini”.