Anagni “che nel medioevo è stata baricentro delle rivalità tra Papato e Impero, dove si sono scritte pagine fondamentali per la nostra storia europea” come ha ribadito il Presidente del Parlamento Europeo On. David Sassoli, è stata capitale per tre giorni del messaggio per la pace tra i popoli, grazie all’iniziativa promossa dall’Accademia Bonifaciana indetta per la cerimonia per i primi conferimenti nazionali ed internazionali della XIX edizione del Premio Bonifacio VIII 2021 e della II edizione de “Il Dantesco”.

Già dalle prime ore della mattina, quando è giunto il picchetto d’onore dei Lancieri di Montebello in uniforme storica, Anagni tutta imbandierata a festa, ha accolto nella Città dei papi l’On. David Sassoli, Presidente dell’assise degli Europarlamentari, giunto appositamente per ricevere il Premio Internazionale Bonifacio VIII, a cui è spettato il compito di aprire solennemente questa edizione del Bonifacio VIII ed i festeggiamenti indetti dall’Accademia, per i 700 anni della morte di Dante Alighieri.

Non poteva esserci occasione migliore per la consegna dei primi conferimenti nazionali ed internazionali della XIX edizione del Premio Bonifacio VIII 2021, splendida opera bronzea del Maestro Cav. Egidio Ambrosetti, fin dalla sua I edizione nel 2003. La cerimonia come sempre, si è aperta con i saluti istituzionali dell’ Avv. Daniele Natalia, Sindaco della città di Anagni, di S.E. Mons. Enrico dal Covolo, Presidente del Comitato Scientifico ed Assessore del Pontificio Comitato di Scienze Storiche e del Gr. Uff. Dott. Sante De Angelis, Rettore Presidente dell’Accademia Bonifaciana. Ospite d’eccezione il maestro tenore pop Giuseppe Gambi, noto artista televisivo, che ha offerto alla prestigiosa platea l’Inno di Mameli e “Mamma” la nota canzone popolare italiana composta nel 1940 da Cesare Andrea Bixio e Bixio Cherubini e interpretata inizialmente da Beniamino Gigli, in memoria della signora Lea Zegretti, mamma del Rettore Presidente, scomparsa appena sei mesi fa. La Santa Sede come sempre, è stata ben degnamente rappresentata a partire da Sua Eminenza il Cardinale Fernando Filoni, Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e Prefetto emerito della Congregazione per l’evangelizzazione dei Popoli, che ha tenuto la Lectio Magistralis: “L’invito ad accettare il Premio Internazionale Bonifacio VIII è stato per me una sorpresa. A tanta attenzione non potevo dire di no. Ma questo non mi ha impedito di chiedermi: Perché? Cosa ho a che fare con un Premio che nei diciannove anni di sua vita annovera personalità religiose e civili, prima fra tutte un santo Papa, Giovanni Paolo II?

Mi sovviene che questo Premio – ha sottolineato il noto Porporato – gli fu conferito il 1° ottobre 2003, un anno in cui mi trovavo a Bagdad come Rappresentante Pontificio; in quell’anno, nella notte tra il 19 e il 20 marzo, era cominciata la cosiddetta 2° Guerra del Golfo, che avrebbe dato vita agli innumerevoli attentati che per anni non hanno risparmiato né chiese, né moschee, né mercati o luoghi pubblici. Giovanni Paolo II mi aveva assicurato la sua vicinanza, la sua preghiera ed il suo incoraggiamento e nelle sue parole percepivo che tutta la Chiesa non faceva mancare al popolo iracheno la propria solidarietà. Dico per inciso, che fu una guerra ingiusta, fondata su false premesse con l’accusa che l’Iraq possedesse armi chimiche e riserve di uranio; fu distruttiva, e ancor peggio, carica di prospettive terribili, che noi abbiamo imparato a conoscere in questi anni. La recente visita di Papa Francesco in Iraq voleva essere un tributo ad un popolo terribilmente tormentato dalle violenze. Ma ora torniamo alla questione iniziale – ha continuato Filoni – circa il perché di questo Premio a me attribuito. In verità, non ho una risposta, ma, essendo un uomo di Chiesa che ha trascorso oltre cinquant’anni di sacerdozio nel servizio di Dio, tra vita pastorale, servizio diplomatico e nel Dicastero delle Missioni, ho pensato che proprio questo potrebbe aver indotto all’attribuzione. Mi sono poi chiesto: visto che avrei dovuto tenere una Lectio, di che cosa avrei potuto parlare? Cosa si sarebbe atteso da me l’ascoltatore? Poiché il Premio è intitolato a Bonifacio VIII, mi permetto di parlare sull’evento, dal punto di vista ecclesiale, più significativo del suo pontificato e su alcuni risvolti che si ebbero nella vita della Chiesa… Come Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme abbiamo ricevuto dai Sommi Pontefici di sostenere anche finanziariamente quella ‘Chiesa madre’. Nel momento in cui l’impero ottomano, dopo sette secoli cominciava a scricchiolare e emergeva l’irredentismo di molti popoli nel suo interno, il Beato Pio IX intuì che ripristinando il Patriarcato Latino di Gerusalemme (1847) era necessario sostenerlo con il concorso di tutta la Chiesa, affidando ad un Ordine cavalleresco, sub collatione pontificia, il compito principale di inviare oblazioni erogate da Cavalieri e Dame. L’Ordine ha come scopo la santificazione dei propri membri, l’impegno per la Terra Santa e la partecipazione alla vita delle Chiese locali. Esso agisce in comunione con il Papa, in sintonia con il Patriarcato Latino e in collaborazione con i Vescovi. L’Ordine non trae la sua gloria da casati o da privilegi, ma dal Mistero della morte e risurrezione di Cristo; non esiste un privilegio maggiore di questo, mentre dagli antichi Ordini cavallereschi eredita quelle virtù che onorano l’uomo: la difesa della verità e della giustizia, l’attenzione ai poveri e all’infanzia, la sacralità della vita, la nobiltà d’animo, la generosità e la carità. In Terra Santa non siamo gli architetti della pace; basta per ogni Dama e Cavaliere, in un nuovo e adeguato ruolo rispetto ad un passato storico, essere operai di essa, costruendola attraverso l’educazione nelle scuole, aperte a tutti, le opere di carità, la vita dei giovani nelle università, il sostegno alle famiglie e alla vita pastorale del Patriarcato latino.

In questo senso l’Ordine permette che la Comunità cristiana diventi la ‘memoria viva’ del Signore risorto e della pace da lui donata. Essere minoranza non impedirà la testimonianza di fede, di appartenenza e l’impegno per la pace e il bene comune”.

Così come quella del giorno successivo, del Cardinale Giuseppe Versaldi, Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, con la prolusione dal tema: “Le Facoltà ecclesiastiche e le Università cattoliche come luoghi privilegiati del dialogo tra fede e ragione per una formazione umana integrale”. Un tema molto caro allo stesso Sommo Pontefice Francesco. Ha detto tra l’altro l’eminente Prefetto: “…Riprendendo il discorso del Card. Ratzinger a Subiaco, il quale, di fronte alle difficoltà odierne del dialogo tra fede e ragione auspicava che “tutte e due le parti riflettano su stesse e siano pronte a correggersi” ed invitava i credenti “a vivere una fede che proviene dal logos, dalla ragione creatrice e che è perciò anche aperta a tutto ciò che è veramente razionale “. E ai non credenti fa la provocatoria proposta di capovolgere l’assioma illuministico di pensare ed agire etsi Deus non daretur, che ha portato alla mutilazione della stessa ragione, con l’opposto assioma, cioè di vivere veluti si Deus daretur in quanto Dio non limita affatto la libertà di nessuno, “ma tutte le nostre cose trovano un sostegno e un criterio di cui hanno urgentemente bisogno”. E faccio mie le sue ultime parole che sono un appello ricco di speranza: “Ciò di cui abbiamo soprattutto bisogno in questo momento della storia sono uomini, che, attraverso una fede illuminata e vissuta, rendano Dio credibile in questo mondo”.

Presenti anche per il ritiro del “Bonifacio VIII” S.E. Rev.ma Mons. Antonios Aziz Mina Eparca emerito di Giza e Canonico della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore in Roma eMons. Inos Biffi, teologo di chiara fama internazionale, che ha magistralmente commentato i versi del XX canto del Purgatorio, inerenti lo “schiaffo” a Bonifacio VIII: “Siamo di fronte a versi in cui traspare tutta la fede cristiana di Dante; una fede quindi che oltrepassa le vicissitudini interiori della vita di Bonifacio VIII e fa vedere al poeta , nel trattamento riservato al Papa anagnino, il rinnovarsi della passione e della morte di Cristo”.Così come l’atteso intervento di Mons. Hilary Franco, Consigliere presso la Missione permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite di New Jork: “…La cultura della pace è senza dubbio la parte centrale del messaggio cristiano espresso splendidamente nell’iniziativa straordinaria ideata da Papa Bonifacio con l’indizione del primo Giubileo della Cristianità nel lontano 1300. Erano tempi burrascosi non solo per la Chiesa, ma per il mondo intero che a quel tempo si identificava in gran parte con la sfera geografica che noi oggi chiamiamo Europa, un mondo dilaniato da guerre locali e tra nazioni, lotte fratricide che contribuivano ad una continua lacerazione degli insegnamenti del Profeta di Nazareth. C’era bisogno di ricordare a quel mondo quel che Egli aveva gridato: “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” per poi aggiungere:“Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” (Matteo, 5). Ed è proprio dalla Beatitudine appena citata che nasce l’idea della perdonanza Bonifaciana, come anche il Giubileo Straordinario della Misericordia proclamato da Papa Francesco. Per dirla con il Sommo poeta, di cui stiamo celebrando il settimo centenario dalla dipartita da questo mondo, che aveva posto sulle labbra di Piccarda Donati quelle parole pregne di grande fede teologica: E ’n la sua volontade è nostra pace:ell’è quel mare al qual tutto si move ciò ch’ella cria o che natura face. (Par. 3.85-87). L’uomo anela alla pace, una pace che non può essere acquisita se non come risultato di quella pace interiore che proviene dall’accettare “la sua volontade”. Dobbiamo purtroppo constatare che questa “volontade” è stata tradita da un mondo che sembra oggi più che mai incline al conflitto più che alla distensione ed alla pacifica soluzione di problemi atavici o recenti che hanno annubilato il concetto fondamentale che noi tutti abbiamo un comune denominatore che si chiama “Umanità”. Ce ne siamo scordati!” e di S.E. Mons. GianCarlo Maria Bregantini, Arcivescovo metropolita di Cambobasso-Baiano, famoso per il suo impegno anti ndrangheta.

Da ricordare per quanto concerne la rappresentanza del Parlamento e del Governo l’ On. Alberto Pagani, Capogruppo PD e membro della Commissione Difesa alla Camera dei Deputati;l’On. Prof.ssa Elisabetta Trenta, già Ministro della Difesa;l’ On. Riccardo Molinari, Presidente del gruppo della Lega e componente della XIV commissione (politiche dell’Unione Europea)alla Camera dei Deputati; l’ On. Giorgio Mulè, Sottosegretario di Stato alla Difesa; S.E. il Dott. Giovanni Salvi, Procuratore Generale della Corte Suprema di Cassazione; l’ On. Ilaria Fontana, Sottosegretario di Stato alla Transizione Ecologica; il Gen. C.A. Rosario Castellano, Comandante di Roma Capitale; il Sen. Francesco Urraro, Commissione Giustizia ed Antimafia al Senato. Molto interessante l’intervento del Prof. Giulio Tarro, noto virologo candidato anni fa al nobel, che ha detto la sua riguardo la situazione pandemica attuale e padre GianMaria Polidoro OFM, Fondatore di Assisi Pax International. Nella seconda sessione del primo giorno ad aprire con il suo appassionato intervento è stato il Generale C.A. Luciano Portolano, Comandante del COI Difesa, a cui è seguita la premiazione al Reggimento Lancieri di Novara (5) e del premio nazionale Bonifacio VIII al Comandante Col. Tommaso Magistretti. Ha ritirato l’internazionale anche l’alto funzionario dell’ ex Sismi e saggista di successo, il Generale dei Carabinieri Antonio Federico Cornacchia, il Gen. Div. Giampaolo Mirra, Comandante del Genio con sede in Romaed il Generale B. Fabrizio Argiolas, Comandante della Artiglieria Contraerea con sede in Sabaudia.

Il Conferimento del Premio Internazionale Bonifacio VIII alla Città di Alessandria e del premio nazionale Bonifacio VIII al Sindaco Prof. Gianfranco Cuttica di Revigliasco è statoinvece preceduto dalla lettura del messaggio della principessa Maria Gabriella di Savoia.

Il moderatore del premio, il prof. Gaetano D’Onofrio, coadiuvato dalla dottoressa Paola Zanoni, ha poi presentato i “nazionali” della giornata: al giovane Tiziano Ciotti studente e sportivo “alla memoria”, originario di Anagni (FR) nel decennale della prematura scomparsa; al Cav. Dott. Marco Zibardi, Direzione Public Affairs and External Communication Responsabile Eventi Aeroporto Milano Linate; al Col. Cc Antonio Zaccaria Ufficiale Addetto presso la Procura Generale militare presso la Corte Suprema di Cassazione di Roma; all’ Avv. Hilarry Sedu, Membro della Commissione Diritti Umani del Consiglio Nazionale Forense (CNF) di Napoli; al Col. Fabrizio Pianese, Capo di Stato Maggiore della Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo; al Col. Fabio Cippitelli, Ufficiale Medico Psichiatra SME, Capo Ufficio Psicologia e Psichiatria Militare – Roma, al Comm. Primo Lgt GdF Giuseppe Ligorio, Segretario Particolare del Procuratore Generale militare presso la Corte Suprema di Cassazione – Roma; alla Prof.ssa Gabriela Capriotti, Docente di Diagnostica per Immagini presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia II Azienda Ospedaliera Universitaria “S. Andrea” di Roma; al Prof. Alberto Signore Direttore U.O.C. di Medicina Nucleare presso Azienda Ospedaliera Universitaria “S. Andrea” di Roma. al prof. Don Cosimo Schena, poeta, docente di Filosofia di Brindisi, al Dott. Michele Masucci, Caposcuola 10° Dan di Kempo Dankan; al Cav. Uff. Prof.ssa Filomena Maggino, Ordinario di Statistica Sociale presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma; al Dott. Marco Iuffrida, Dottore di Ricerca in Storia Medievale,Biblioteca dei Musei Vaticani; al Magg. Dott. Cristian Vito Benegiamo, Capo Sezione Medicina e Chirurgia Sperimentale Dipartimento Scientifico Policlinico Militare Cardiochirurgo U.O.C. Emodinamica e Cardiochirurgia di Roma; al Prof. Gabriele Severini, Docente a contratto in Scienze e tecnologie cosmetologiche, facoltà di Medicina e Chirurgia “A. Gemelli” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma;al Prof. Vincenzo Viola, Direttore F.F. UOC Chirurgia Generale di Formia, Medico volontario della Protezione Civile, Docente Master Interfacoltà di Primo livello – Assistenza infermieristica e strumentazione in sala operatoria, presso Università degli Studi “La Sapienza” di Roma e il prof. Giovanni dal Covolo, noto Dantista e docente di materie letterarie di Bergamo.

Sono stati presenti alla cerimonia anche numerosi accademici, provenienti da moltissime parti d’Italia e i Delegati sia di settore che di competenza territoriale che per l’occasione, hanno ricevuto la nomina dell’ufficio per cui sono stati proposti. Tra queste ricordiamo quella del nuovo Membro del Comitato Scientifico a Mons. Luigi Mistò, Presidente del Fondo Assistenza Sanitaria dello Stato della Città del Vaticano. il Ten. Generale Gerardo Restaino, Vice Comandante di Roma Capitale e Mons. Sergio Maurizio Soldini, Assistente Morale dell’ Accademia Bonifaciana. Un parterre di tutto rispetto quello che ha assiepato come sempre la Sala della Ragione per assistere alla cerimonia dell’Accademia Bonifaciana, condotta come sempre in modo ineccepibile dal Cav. Prof. Gaetano D’Onofrio ed accolto, oltre che dal Rettore Presidente della stessa Gr.Uff. Sante De Angelis, anche dal Sindaco della Città Avv. Daniele Natalia, dall’Assessore alla Cultura Dott. Carlo Marino e dal Consigliere delegato al centro storico Elvio Giovannelli Protani, che in alcuni momenti della cerimonia ha rappresentato in forma ufficiale l’amministrazione.