Giovani e meno giovani, ieri pomeriggio – giovedì 8 luglio 2021 – in piazza ad Anagni per far sentire la propria voce nella manifestazione organizzata dall’opposizione consiliare ma aperta a tutti, indipendentemente dal colore politico: “Anagni non si arrende e ribadisce il suo “no” al biodigestore che dovrà essere realizzato in località Paduni, zona industriale, ed è pronta a lottare con ogni mezzo”.

Molti cittadini e altrettante associazioni della zona – stanchi di aspettare risposte e di pagare l’assenza di una politica trasversale e duratura per il risanamento e il rilancio del territorio – hanno deciso di scendere il piazza.

Fernando Fioramonti, cittàtrepuntozero

L’iniziativa si è svolta a partire dalle ore 18.00 in piazza Innocenzo III; il primo a prendere la parola è stato il dott. Fernando Fioramonti il quale nel suo breve ma appassionato intervento si è più volte chiesto, rivolgendo la stessa domanda ai tanti presenti, “qual è il vantaggio di avere dentro casa un impianto di biodigestione di rifiuti da 84mila tonnellate all’anno? Per quale motivo si deve realizzare un impianto che smaltisce tanti rifiuti quanti ne vengono prodotti da 40 città grandi come Anagni? In effetti – ha ricordato il dott. Fioramonti – 84mila tonnellate corrispondono per massa e volume a ben 13 cattedrali di Anagni”.

Nello Di Giulio, Anagni cambia Anagni

E’ stata poi la volta di un altro consigliere comunale, il dott. Nello Di Giulio, capogruppo, in assise civica, del gruppo “Anagni Cambia Anagni”, che ha ricordato l’assoluta inopportunità di realizzare un siffatto impianto che, tra le altre cose, prevede la possibilità di stoccare il materiale in attesa di lavorazione per 5000 tonnellate; senza parlare, poi, dell’ndirivieni di macchine e mezzi pesanti sulla nostra area industriale: un camion ogni otto minuti”, ha affermato Di Giulio. “Cambierà tutto il contesto ambientale, cambierà il traffico: una montagna di camion che trasporta monnezza. Anagni potrà tranquillamente dire “addio” al turismo: non uno “schiaffo” alla città ma un vero e proprio “pugno allo stomaco” ad Anagni e agli anagnini.

Valeriano Tasca, Casapound

Valeriano Tasca (Casapound), nel corso del suo intervento, ha citato due fatti: “il primo è che è un dato di fatto che ad Anagni arriveranno i rifiuti e per tale motivo diventerà baricentra nella gestione dell’immondizia; il secondo – ha poi affermato puntando il dito direttamente contro l’attuale maggioranza guidata dal sindaco Daniele Natalia – è che oggi noi ci troviamo a dover combattere dei nemici che non vengono solo da fuori Anagni ma che sono nella nostra città: fanno parte della maggioranza che non ha ritenuto opportuno informare adeguatamente i propri cittadini“.

Alessandro Cardinali, Fratelli d’Italia

Alessandro Cardinali, consigliere comunale eletto nelle fila di Fratelli D’Italia da pochi mesi migrato all’opposizione, ha parlato di “numeri e conseguenze” derivanti da un siffatto impianto: “il numero, altissimo, è quello dei camion che ogni giorno percorreranno le strade della città per portare i rifiuti nell’impianto; le conseguenze sono le emissioni di odori fastidiosi per tutti i cittadini”, lasciando desumere sia un mancato rispetto delle norme vigenti in materia di emissioni sia l’inadeguatezza degli organismi deputati al controllo e delle norme che stabiliscono le modalità ed i termini per garantire un elevato livello di tutela della salute delle persone.

Sandra Tagliaboschi, Partito Democratico

Sandra Tagliaboschi (Partito Democratico) ha ripercorso le tappe della campagna elettorale dell’allora candidato a sindaco Daniele Natalia: “in base a quanto da lui dichiarato, in base agli impegni da lui presi nei confronti della città, io mi sarei aspettata che ad Anagni arrivassero bus turistici. A leggere invece la determina dell’impatto ambientale, sono invece camion carichi di rifiuti ad arrivare: ne arriveranno 13 ora il sabato mentre dal lunedì al venerdì ne arriveranno 8 ogni ora; la nostra visione di città – ha concluso la Tagliaboschi – è quella di una città turistica. E turismo e immondizia non vanno assolutamente d’accordo”.

Andrea Fiorito

Terminati gli interventi dei consiglieri comunali di opposizione, è stata la volta dei semplici cittadini e dei rappresentanti delle associazioni locali; in tal senso, il primo a prendere la parola è stato Andrea Fiorito. Appassionato, puntuale e molto chiaro il suo intervento Fiorito, tra le altre cose, ha ricordato che nel progetto di realizzazione dell’impianto è riportato che “la presenza di odori sgradevoli è considerato un serio fattore di alterazione del benessere psicofisoco e può provocare malesseri fisici negli addetti all’impianto e nella popolazione residente nei dintorni”. Secondo Fiorito è importante esercitare ogni tipo di pressione sul mondo politico, sindacale, associativo e imprenditoriale perché si schieri dalla parte giusta.

Luca Santovincenzo, Quartiere Cerere

Interessante e ben articolato l’intervento dell’avv. Luca Santovincenzo, presidente del Quartiere Cerere: “con questo progetto, come abbiamo già detto, c’è il rischio di incendio, di esplosioni, ci sarà traffico, ci sarà la svalutazione degli immobili, ci sarà un depauperamento del patrimonio artistico ed architettonico della nostra città. Posso però dire di essere profondamente convinto che ce la faremo, perché siamo nel giusto. Analizzando l’operato di questa amministrazione, ci sono gravi inadempienze nei confronti dei cittadini“.

Letizia Roccasecca e Lorenza Missori

Significative, anche dal punto di vista umano, le testimonianze di Letizia Roccasecca, attivista, e di Lorenza Missori, che da semplice cittadina ha lanciato un appello a tutti i presenti affinché sensibilizzino “gli amici, i conoscenti, i colleghi di lavoro, i vicini” ad aderire al fronte del “no” al biodigestore. La stessa Lorenza, da residente qual è nel quartiere periferico di Osteria della Fontana, ha poi ricordato che “la parte bassa di Anagni fa parte di un territorio già devastato dal punto di vista ambientale: la nostra valle – ha detto – ha pagato e sta pagando moltissimo in termine di salute”.

Ha concluso, poi, Lorenza: “Mi rivolgo alla politica, agli amministratori: il vostro mandato di cinque anni non vi dà il diritto di decidere senza il consenso della cittadinanza tutta e del futuro a lungo termine della nostra città”.

Rita Ambrosino, presidente di Legambiente Anagni

All’intervento della signora Lorenza è seguito quello di Rita Ambrosino che, nella sua qualità di presidente di Legambiente Anagni, ha seguito fin dall’inizio la vicenda del biodigestore anagnino e che ha ribadito sostanzialmente gli importanti concetti già espressi nei giorni scorsi in una nota stampa inviata anche a questo giornale.

Viviana Cacciatori, Sinistra Italiana

Viviana Cacciatori, Sinistra Italiana, ha poi ricordato che “Anagni ha già dato, per quarant’anni, tra l’altro in una situazione sanitaria disastrosa: abbiamo un ospedale a metà, non ci possiamo permettere più di morire, questo territorio è stato svenduto abbastanza. Questo deve essere chiaro a chi vuole venire qui a speculare e deve essere chiaro a chi ci governa”.

Antonio Necci e Guglielmo Vecchi

Antonio Necci e Guglielmo Vecchi

Sulla questione del biodigestore sono intervenuti, con una nota inviata a questo giornale, anche i due consiglieri comunali Antonio Necci e Guglielmo Vecchi con una presa di posizione nettamente distinta rispetto a quella dei loro colleghi di opposizione. La nota è disponibile qui.