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Colleferro. Ieri nuova manifestazione degli ex lavoratori somministrati Adecco/Amazon

Di seguito pubblichiamo integralmente e senza modifiche la nota giunta a questa redazione dal comitato manifestazione ex lavoratori somministrati Adecco/Amazon di Colleferro

Ieri 05 luglio 2021 si è svolta la manifestazione degli ex lavoratori Amazon di Colleferro davanti al magazzino di Amazon. Si è deciso di non manifestare davanti alla filiale di Adecco, come preavvisato, poiché di nuovo volutamente chiusa per tutta la giornata, per cui resta comunque plausibile a breve manifestare nuovamente davanti alla filiale Adecco di Colleferro, pur nella consapevolezza di ritrovarla quasi sicuramente chiusa.

Amazon ha rifiutato qualsiasi dialogo, come da prassi aziendale che non prevede alcun atteggiamento civile verso esseri umani che hanno pur lavorato per l’azienda, anche se per pochi mesi. In verità, non ci si aspettava diversamente, la manifestazione davanti al suddetto magazzino era stata organizzata con il preciso scopo di mostrare a tutti, al di là della risaputa disumanità dell’azienda, che gli ex lavoratori non hanno alcuna intenzione di smettere di denunciare l’uso vergognoso che fa l’azienda del precariato locale utilizzato come usa e getta con giustificazioni aziendali irrealistiche.

Sembra invece ancor più incredibile il comportamento di Adecco che preferisce chiudere le sue filiali per evitare qualsiasi domanda. In questo caso specifico, appare quasi ovvio che Adecco non voglia far trapelare notizie delle nuove assunzioni precarie che ha in programma, mentre altri lavoratori contemporaneamente vengono mandati via. Ci si chiede il perché di tanta omertà, anche se nasce spontaneo il sospetto che l’azienda voglia nascondere proprio i dati che confermano l’uso spregiudicato del precariato dei lavoratori svantaggiati somministrati ad Amazon per scopo di puro lucro, indifferente a qualsiasi considerazione etica.

Gli ex lavoratori sono ben consci che purtroppo i loro “nemici” non si fermano ad Amazon e Adecco, ma a quanto pare vanno annoverati anche il sindaco di Colleferro e la giunta comunale che, incuranti delle denunce, non certo anonime, ma rese pubblicamente su stampa e di cui si è occupato anche la trasmissione Report, continuano strenuamente a difendere in consiglio comunale Amazon e tutto il suo sistema scellerato di precariato. Purtroppo c’è da dire che non è stato né sarà l’unico sindaco entusiasta dell’arrivo di Amazon nel proprio territorio, con le suadenti promesse elettorali di fantomatici posti di lavoro per i cittadini, soprattutto in un periodo difficile come questo, in cui le persone hanno estremamente bisogno di lavoro. Ma tutto viene ben presto trasformato in qualche centinaio di posti di lavoro stabili a fronte di migliaia e decine di migliaia di precari usati e gettati via, con l’escamotage di selezionare lavoratori svantaggiati.

Perché questi sindaci italiani, questi rappresentanti delle istituzioni locali, al di là della politica becera che speriamo non riguardi loro,
non si domandano se è davvero questo il mondo del lavoro che vogliamo per le future generazioni? Una società di lavoratori schiavi del precariato delle aziende che si arricchiscono e del “caporalato” legalizzato delle agenzie per il lavoro.

Gli ex lavoratori auspicano invece una società migliore, più umana, e per questo si stanno impegnando a formare un nuovo comitato che possa coadiuvare le legittime denunce e proteste non solo contro Amazon, ma verso le altre realtà precarie che purtroppo attanagliano il territorio locale e l’Italia in generale. Nel caso di Amazon e Adecco, pur nell’evidente difficoltà di combattere non solo contro tali aziende, ma contro le amministrazioni locali che consapevolmente o inconsapevolmente le spalleggiano, gli ex lavoratori continueranno la loro battaglia sempre disponibili a sostenere e alimentare qualsiasi altro focolaio nasca negli altri stabilimenti di Amazon in cui i lavoratori ed ex lavoratori alzeranno la testa per rivendicare i loro diritti umani contro un sistema che vuole considerarli semplici ingranaggi di un macchinario che impoverisce la società e arricchisce pochi privilegiati.

Gli ex lavoratori, con la speranza che il DPCM attuale, che obbliga lo svolgimento delle manifestazioni in maniera solo statica, scada il 31 luglio e non venga prorogato, consentendo finalmente le manifestazioni tramite cortei, appena possibile organizzeranno una manifestazione in corteo a Colleferro per diffondere ai cittadini distratti cosa davvero accade nei pressi della loro città, mentre si sbandierano al sole successi politici illusori e invece nell’oscurità si “uccide” la dignità dei lavoratori.

La nota del Partito Comunista

Al fianco dei lavoratori dei lavoratori assunti e poi licenziati anche il Partito Comunista che ieri mattina ha incontrato una delegazione davanti al polo logistico di Colleferro
per denunciare il ricorso dell’azienda “all’uso sfrenato di lavoratori precari, utilizzati per uno, due mesi nel polo logistico con la promessa che allo scadere del contratto sarebbero stati assunti a tempo indeterminato”.

“I contratti – si legge in una nota inviata a questa redazione – invece non sono stati riconfermati, per assumere dopo poco tempo altri precari in particolare lavoratori svantaggiati. È ora di finirla con questa macelleria sociale, è ora di finirla di utilizzare i lavoratori come merce. Dove sono le istituzioni?”.