da sinistra: Nello Di Giulio, Alessandro Cardinali, Fernando Fioramonti, Valeriano Tasca e Sandra Tagliaboschi

Un “no” secco: questa la risposta del territorio intero al progetto di realizzare – nella zona industriale di Anagni – un impianto di biodigestione di rifiuti secondo quanto riferito dai consiglieri comunale di opposizione (ad esclusione dei due consiglieri del gruppo idea Anagni Antonio Necci e Guglielmo Vecchi) che ieri pomeriggio – mercoledì 30 giugno – hanno chiamato a raccolta i giornalisti locali per una conferenza stampa che si è svolta all’aperto sulle scalinate del parco della Rimembranza.

Scrive sulla sua pagina di Facebook il giornalista Paolo Carnevale:

SANDRA TAGLIABOSCHI, Partito Democratico

“Sandra Tagliaboschi del Partito Democratico ha stigmatizzato il fatto che il consiglio comunale sul tema è stato aperto, e dunque non vincolante; “nessuno ci aveva detto che avremmo trovato i tecnici”. La Tagliaboschi poi ha ricordato un punto su cui si è dibattuto molto negli ultimi giorni, ovvero la moratoria del 2017 contro gli impianti di trattamento rifiuti. Moratoria votata all’unanimità dal consiglio di allora, dunque anche con la presenza dell’allora consigliere di minoranza ed attuale sindaco Daniele Natalia. La Tagliaboschi ha ricordato poi la nota inviata dal sindaco il 24 dicembre scorso alla Regione, nella quale si diceva che il sindaco aveva votato a favore dell’impianto del biodigestore.

VALERIANO TASCA, Casapound

Tasca di CasaPound ha detto che “Anagni non può avere un impianto così”; ha ricordato che “noi volevamo un consiglio comunale e non una passerella. Sarebbe stato almeno più corretto- ha detto-chiamare altri tecnici”. Per Tasca la città rischia di diventare “un territorio baricentrico rispetto ai rifiuti, una battaglia che il sindaco ha abbandonato”. A proposito dei tecnici che in consiglio hanno legittimato la bontà dell’impianto Tasca ha detto che “altri tecnici hanno fornito invece dati allarmanti; tanto è vero che, ad esempio, anche il sindaco di Frosinone Ottaviani si è opposto ad un impianto del genere sul suo territorio”. Tasca ha parlato di una “operazione privata, legittima, ma alla quale ci opponiamo; ci arrivano voci che non ci rassicurano e temiamo che ci possa essere un coinvolgimento della zona dell’ex Polveriera “.

FERNANDO FIORAMONTI, Cittàtrepuntozero

Per Fioramonti di Cittatrepuntozero “quello che è accaduto in consiglio è l’opposto di una vera e propria democrazia partecipata: il nostro sindaco non può essere il padre padrone di una città; viviamo in una zona inquinata, nella quale l’impianto del biodigestore sarà fatalmente impattante”. Proprio per questo, ha detto, “stiamo pensando ad una grande manifestazione di protesta per venerdì prossimo”.

ALESSANDRO CARDINALI, Fratelli d’Italia

Sulla moratoria è tornato il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Cardinali, che ne ha ricordato la validità ancora oggi, ed ha esortato il consiglio comunale, soprattutto nella parte della maggioranza ad esprimersi.

NELLO DI GIULIO, Anagni cambia Anagni

Per Di Giulio “il biodigestore, se arriverà, sarà devastante per la nostra città, che ha altre potenzialità che non sono mai state sfruttate; il sindaco non conosce, evidentemente la sua città che non aveva questa necessità di sviluppo”. Di Giulio ha poi ricordato l’arrivo qualche giorno fa del sindaco di Assisi “un sindaco che sa davvero voler bene alla sua città; il nostro invece è un pessimo sindaco: noi ad Anagni potremmo vivere di turismo; la nostra potrebbe essere la città della eccellenza industriale, ma questo biodigestore ci distruggerà”. Per il consigliere, “Anagni diventerà polo dei rifiuti, cosa che penalizzerà le eccellenze agricole e vitivinicole “.

I consiglieri hanno poi ribadito, come era già emerso nei giorni scorsi, la possibilità del ricorso al Tar, “ è una questione che va affrontata bene perché è complessa – hanno detto – la battaglia però deve essere fatta non soltanto dalla minoranza ma da tutti i cittadini. Perché, come ha detto Di Giulio alla fine della conferenza “Anagni non può diventare una città dei rifiuti”.