Home Provincia “Chiese aperte” ad Alatri

“Chiese aperte” ad Alatri

parte il progetto Diocesi Anagni-Alatri e Associazione Gottifredo

la chiesa di Santa Maria Maggiore, ad Alatri (grazie a Pietro Antonucci per questa foto)

L’iniziativa è frutto di un progetto voluto dal vescovo di Anagni-Alatri Lorenzo Loppa, condiviso dal vicario foraneo don Antonio Castagnacci e dal parroco don Giuseppe Ghirelli ed elaborato dall’Ufficio diocesano per i Beni culturali e l’edilizia di culto e dall’Associazione Gottifredo di Alatri. Si tratta di un progetto di rilevanza nazionale, previsto e finanziato dai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica.

L’intento è quello di “far entrare e rendere intelligibili i contenuti storico-culturali e le istanze spirituali” custodite negli edifici di culto in modo da proporre, secondo l’insegnamento di Benedetto XVI, “un nuovo modo di vedere e percepire l’invisibile attraverso il visibile”.

L’iniziativa riguarderà cinque chiese del centro cittadino e il Museo della Concattedrale di Alatri che, grazie a un gruppo di volontari (minimo 12) selezionati e formati da docenti storici dell’arte e guide turistiche della città, saranno accessibili con orari prolungati anche nelle ore serali.

Le chiese prescelte sono: San Paolo con il Museo della Concattedrale (dove sarà possibile ammirare anche lo splendido affresco del Cavalier d’Arpino), Santo Stefano, Santa Maria Maggiore, San Francesco, San Michele.

I volontari frequenteranno un corso di formazione di 51 ore, che si terrà in parte nelle chiese individuate e in parte nei locali della Diocesi e dell’Associazione Gottifredo, oppure in modalità da remoto se il perdurare dell’emergenza sanitaria lo imporrà.

Gli interessati potranno segnalare la propria candidatura scrivendo alla mail: chieseapertealatri2021@gmail.com fino al 25 giugno prossimo.

La formazione, coordinata dalla società specializzata People Training § Consulting, prevede, in aggiunta alle discipline storico-artistiche, un modulo di 8 ore (con un massimo di 20 iscritti) dedicato alla sicurezza sul lavoro, al termine del quale verrà rilasciato un attestato di un organismo paritetico.

Il progetto – come è sottolineato nel documento presentato alla CEI – “intende creare le condizioni per una partecipazione attiva e replicabile delle comunità nella comprensione e nella valorizzazione del patrimonio ecclesiastico” cittadino, utilizzando i canali social e gli strumenti digitali ma anche dotando le chiese di totem informativi provvisti di QR-code che indirizzeranno gli utenti a contenuti digitali, video e audio, con una finestra in lingua italiana segni che ne permetterà la fruizione a non vedenti e non udenti.

Un logo contrassegnerà tutta la campagna di informazione e attuazione del progetto che, per la parte social, troverà collocazione su una pagina Facebook appositamente costituita e in spazi dedicati all’interno dei siti internet dell’Ufficio per i Beni culturali e l’Edilizia di culto della diocesi di Anagni-Alatri e dell’Associazione Gottifredo. Una convenzione, sottoscritta dal vescovo mons. Lorenzo Loppa e dal presidente dell’Associazione Gottifredo prof. Tarcisio Tarquini, regolerà l’attuazione del progetto e gli obblighi delle parti.