Il tribunale di Frosinone

Un chiarimento “necessario e definitivo” giunto al culmine di una vicenda che ha reso protagonista negativo anche “il nostro Comune”, con accuse di corruzione rivolte “alla mia persona” smontate dal giudice dell’udienza preliminare che ha ravvisato la sussistenza delle condizioni del “non luogo a procedere“, ritenuto e accertato che ci siano degli elementi incompleti o contraddittori riguardo alla causa di estinzione del reato, di improcedibilità dell’azione, al fatto che non costituisce reato, che l’imputato non lo ha commesso o che il fatto non sussiste.

A parlare e a sfogarsi è il prof. Antonio Corsi, da diversi anni stimato primo cittadino di Sgurgola, all’indomani della sentenza che ha visto lui e diverse altre persone coinvolte nell’inchiesta Urban Waste (tra questi, anche il sindaco di Anagni Daniele Natalia) essere definitivamente scagionate dalle accuse contestate loro nei mesi scorsi.

“Ho sempre avuto fiducia nella Magistratura anche se in questo lungo anno e mezzo ho passato dei momenti difficili, per la mia famiglia e per chi crede in me – ha affermato con una punta di emozione il prof. Corsi – ringrazio la mia squadra amministrativa per essermi stata al fianco, a tutti i cittadini e soprattutto alla mia famiglia che si è caricata, insieme a me, di un fardello che non rispecchia i nostri valori“.

L’ANNUNCIO: “MI CANDIDO A SINDACO PER IL TERZO MANDATO”

il prof. Antonio Corsi, sindaco di Sgurgola

Chiarita definitivamente la sua posizione, il prof. Antonio Corsi coglie l’occasione per fare un importante annuncio: “dopo aver sentito anche il parere della mia famiglia, mi metto nuovamente a disposizione la mia esperienza da Sindaco per il terzo mandato in vista delle prossime amministrative che si terranno nel nostro paese probabilmente ad ottobre prossimo, con trasparenza, onestà e soprattutto per il bene di Sgurgola”.

LE PAROLE DELL’AVV. GIAMPIERO VELLUCCI

l’avv. Giampiero Vellucci

Nella rosa dei legali facenti parte del collegio difensivo coinvolto nell’inchiesta, oltre agli avv. Antonio Grillea, Vincenzo Galassi, Domenico Marzi, Mario Di Sora, Filippo Misserville, Dell’Anno e Romagnino, anche l’avv. Giampiero Vellucci, difensore di più di qualche imputato, tra cui lo stesso sindaco Antonio Corsi: “il provvedimento del GUP – ha spiegato il legale – ha più che dimezzato le risultanze dell’inchiesta non soltanto prosciogliendo più della metà degli imputati, in quanto più della metà di loro escono di scena (come ad esempio i due sindaci Corsi e Natalia) ma anche perché con riferimento a quelli che restano ancora invischiati nel procedimento e che dovranno affrontare il processo pubblico il 2 novembre prossimo, gran parte delle contestazioni nei loro confronti risultano essere venute meno con un conseguente, notevolissimo alleggerimento delle loro posizioni”. Spiega, poi, Vellucci: “tale provvedimento ha inferto un durissimo colpo all’inchiesta dei Carabinieri Forestali: il dato da prendere in considerazione riguarda – dunque – non solo il numero degli imputati, metà dei quali sono usciti di scena, ma soprattutto le imputazioni relative ai singoli imputati che sono rimasti nel processo che sono state notevolmente ridimensionate”.