Intensa attività di controllo del territorio, nelle ultime ore, per i Carabinieri della Compagnia di Pontecorvo, impegnati a pattugliare le aree di competenza. Nel pomeriggio di ieri ad Aquino, i militari della locale Stazione hanno denunciato in stato di libertà un 44enne di Pontecorvo (già gravato da vicende penali per reati contro la persona) poiché resosi responsabile di porto di armi ed oggetti atti ad offendere. Nello specifico, il personale è intervenuto nel centro del Comune di Esperia, ove era stata segnalata una rissa, ed ha identificato soltanto il prevenuto che è stato trovato in possesso di un pugnale dalle dimensioni complessive di circa 32 centimetri. L’arma è stata sottoposta a sequestro.

Questa mattina – invece – a Pastena, i Carabinieri della Stazione di Ceprano, hanno denunciato in stato di libertà un 22enne di Castro dei Volsci (incensurato), poiché resosi responsabile di guida in stato di ebrezza. In particolare, l’uomo, coinvolto in un sinistro stradale nel territorio del Comune di Pastena, è stato sottoposto al test dell’etilometro risultando positivo con un tasso alcolemico pari a tre volte il limite consentito. Nei confronti del giovane si è proceduto altresì al ritiro della patente di guida.

Sempre oggi, ad Ausonia, i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato in stato di libertà due persone, un 29enne (già gravato da vicende penali per reati contro il patrimonio) ed un 37enne (già gravato da vicende penali per reati contro il patrimonio e la persona), entrambi di Napoli, poiché resisi responsabili di truffa in concorso.

Le verifiche svolte dai militari operanti, scaturite dalla querela sporta da una 28enne di Castelnuovo Parano, hanno consentito di accertare che la stessa, dopo essere stata contattata telefonicamente da un sedicente assicuratore che le offriva la stipula di un contratto assicurativo ad un prezzo estremamente vantaggioso per la sua autovettura, ha effettuato il pagamento tramite bonifico bancario di euro 300 senza però ottenere la copertura assicurativa.

Ulteriori accertamenti hanno permesso di appurare che i prevenuti erano rispettivamente intestatari dell’utenza telefonica e del conto corrente bancario utilizzati per la truffa.