la valle del Sacco e, sullo sfondo, Anagni

Il 30 settembre 2016 al Convegno Scientifico organizzato dall’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente alla Villa Comunale a Frosinone, è intervenuto quale relatore il dott. Luigi Montano, uro-andrologo coordinatore del progetto “EcoFoodFertility”.

Quel giorno ha avuto inizio la collaborazione scientifica tra l’Associazione dei Medici per l’Ambiente ed il dott. Montano per cui la Valle del Sacco è stata inserita, insieme alla Terra dei Fuochi ed a Brescia-Caffaro, nel progetto finanziato dal Ministero della Salute all’Asl di Salerno con la partecipazione dell’Istituto Superiore di Sanità, delle Università di Brescia, Milano, Napoli, del CNR e dell’ENEA. Referenti, nel progetto, per l’Associazione Medici di Frosinone la dott.ssa Marzia Armida ed il dott. Benedetto Iannello.

A febbraio 2021 pubblicati i primi dati del Trial Multicentrico randomizzato su circa 350 giovani maschi sani dai 18 ai 22 anni, non fumatori, non bevitori, non esposti professionalmente e omogenei per indici di massa corporea di tre aree ad alto inquinamento d’Italia (Terra dei Fuochi,Valle del Sacco, Brescia). Riportati nella pubblicazione importanti rischi riproduttivi nella popolazione giovane sana di queste aree, dove almeno un parametro seminale risultava alterato nella maggioranza dei casi, con il dato della motilità progressiva media degli spermatozoi inferiore rispetto ai parametri fissati dal manuale dell’OMS. “Un dato – dichiara Montano – già di base particolarmente preoccupante, dal momento che i criteri rigidi di selezione hanno permesso di scegliere i migliori, fra l’altro giovanissimi”. In particolare, i parametri peggiori in termini di qualità seminale sono stati riscontrati proprio nella Valle del Sacco.

Il 24 maggio 2021, su una delle più autorevoli riviste scientifiche internazionali in temi ambientali “Enviromental Pollution”, pubblicati i risultati della ricerca che ha comparato la presenza di Composti Organici Volatili (VOCs) nei liquidi biologici: sangue, urine e sperma degli adolescenti della Terra dei Fuochi e della Valle del Sacco. I composti più tossici si ritrovano maggiormente nel liquido seminale rispetto a sangue ed urine e tra questi, i peggiori, quelli particolarmente pericolosi per la salute si ritrovavano in concentrazioni maggiori nel liquido seminale dei ragazzi della Valle del Sacco rispetto a quelli della Terra dei Fuochi. Infine, dallo studio emerge che la maggiore presenza di tali inquinanti nel liquido seminale dei ragazzi provenienti dalla Valle del Sacco coincide con una qualità peggiore del liquido seminale degli stessi. “Questo preoccupa molto se si pensa che sono ragazzi all’inizio del loro periodo fertile”. Prosegue Montano: “considerando che la più bassa qualità del liquido seminale riscontrata in quest’area possa rappresentare uno specchio molto fedele della Salute Ambientale del territorio ed anche un indicatore di salute con potenzialità predittive per patologie non solo riproduttive, indicano quanto sia veramente urgente una vasta opera di bonifica della Valle del Sacco”.

Se i giovani nati e vissuti nella Terra dei Fuochi, assurta da decenni alle cronache nazionali ed internazionali come uno dei territori più inquinati in assoluto per ogni tipo, genere e modalità di dismissione di sostanze tossiche ed emblema nell’immaginario collettivo della distruzione ambientale criminale, presentano indici biologici di compromissione da inquinanti migliori rispetto a quelli riscontrati nei giovani figli della Valle del Sacco, cosa è successo di peggiore, più grave, occultato e non considerato nella Valle del Sacco rispetto la Terra dei Fuochi, se questi sono i risultati?

Se il 10 giugno 2021 la Regione Lazio ad Anagni, nel cuore della Valle del Sacco ritiene compatibile con l’ambiente la costruzione di un bio digestore anaerobico per il trattamento di 84.000 tonnellate di rifiuti organici e prevede nel disposto a pag. 28 che: “I flussi gassosi in uscita dalla superficie dei biofiltri possono contenere principalmente, in termini di sostanze inquinanti, S.O.V. (sostanza organica volatile) [nota: la stessa ritrovata nello sperma dei ragazzi ammalati], S.I.V. (sostanza inorganica volatile), polveri, ammoniaca, acido solfidrico, composti inorganici del cloro e del fluoro…l’attività temporale di tali emissioni…. praticamente per 365 giorni l’anno ed h24”, chi sono e chi sono stati i decisori ed in conto di quale considerazioni rilasciano le autorizzazioni?

Se a Frosinone ed a Patrica vogliono insediare similari biodigestori di rifiuti organici per trattare rispettivamente 50.000 e 100.000 tonnellate annue, alla luce dell’evidenze scientifiche ultime in cui l’infertilità riscontrata, oltre che ineluttabile castigo, rappresenta una condizione patologica indotta, quale la responsabilità in capo ai Sindaci nell’accettare tali insediamenti nel territorio? I giovani maschi della Valle del Sacco devono restare oppure andar via e preservare la capacità riproduttiva?

nota stampa a cura della dott.ssa Marzia Armida – Presidente Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente e del dott. Giovambattista Martino Coordinatore Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente