il palazzo comunale di Anagni

“La maggioranza consiliare che sostiene la giunta Natalia fa fallire, in prima e seconda convocazione, la prima riunione della Commissione cultura indetta dopo ben tre anni dal suo insediamento”; è quanto si legge in una nota inviata a questa redazione dal gruppo civico “Anagni cambia Anagni”.

Degli otto componenti (cinque della maggioranza, tre della minoranza) si sono presentati stamane in seconda convocazione solo in tre: Nello Di Giulio e Chiara Grossi – delegata dal consigliere Fioramonti – della minoranza ed il solo presidente Riccardo Ambrosetti della maggioranza “che non ha fatto cenno, malgrado l’imbarazzo – è scritto ancora nella nota – ad alcuna preventiva giustificazione da parte dei colleghi di maggioranza assenti”. Presente l’assessore e due consiglieri in qualità di capogruppo non membri di commissione.

“Il vuoto di idee ed il costante mancato coinvolgimento degli organi di Consiglio su un tema così importante per Anagni, che dovrebbe fare della cultura e del turismo il fulcro del suo rilancio economico – si legge ancora nella nota di Anagni Cambia Anagni – si è platealmente evidenziato nella totale assenza di ciascun componente della maggioranza. Del resto, va detto, nessuno slancio politico o ideale aveva contraddistinto questa prima convocazione (ripetiamo: la prima dopo tre anni) della Commissione cultura, sport, turismo e spettacolo di questa inconcludente consiliatura”.

“Essa, la commissione, è stata probabilmente vissuta come atto obbligatorio a cui  non potersi  sottrarre dopo la formale richiesta da parte del dir. Responsabile della Biblioteca comunale per il dovuto aggiornamento regolamentare scaturente dall’atto costitutivo del Sistema Bibliotecario della Valle del Sacco. Insignificante atto formale per alcuni amministratori, roba di poco conto dimenticando il ruolo propulsivo di centro culturale che la Biblioteca comunale rappresentava nella visione del suo fondatore, compianto prof. Stella. Altri tempi. Altri spessori. Oggi, anche mozioni aperte al Consiglio comunale, presentate dal sottoscritto a nome del gruppo Anagni cambia Anagni  nei tre anni amministrativi, giacciono su tavoli di amministratori estranei alla città, indifferenti verso la sua storia e le potenzialità di sviluppo vero e  sostenibile. Nessuno di loro che sfrutti industrialmente, in chiave moderna, i nostri pozzi di petrolio che non inquinano né il territorio e, tanto meno, i nostri polmoni. Anagni merita essere amministrata sul serio e non cosi tanta superficialità”.

La replica del consigliere Riccardo Ambrosetti

Gentile direttore,

in merito a quanto da voi pubblicato a firma del consigliere Nello Di Giulio, credo sia opportuno fare delle precisazioni.
Alle 9:30, orario della prima convocazione della commissione Cultura, erano presenti, oltre al sottoscritto ( presidente della commissione stessa), il consigliere Magno D’Angeli ( componente effettivo della commissione ), il consigliere Luigi Pietrucci (in qualità di capogruppo), l’assessore Marino, per relazionare sui punti all’ordine del giorno, e la signora Chiara Grossi ( consulente del consigliere Fioramonti).
Poiché, da regolamento, nella formazione del numero legale si conteggiano solo i componenti effettivi, la commissione era rimandata alla seconda convocazione.
Alle 10:30, orario di seconda convocazione, oltre alle persone sopra citati, si aggiungeva il consigliere Di Giulio, ma ugualmente non si riusciva a raggiungere il numero legale, che in seconda convocazione corrisponde a 4 componenti effettivi.
Quindi la seduta non era valida.
Nonostante ciò, l’assessore Marino, per rispetto dei presenti intervenuti, si diceva disponibile a discutere ugualmente i punti all’ordine del giorno, pur in maniera informale.
Il consigliere Di Giulio a questo punto, riferiva ai presenti di non essere disponibile a partecipare alla discussione in quanto aveva un impegno, e abbandonava l’aula.
Per correttezza di informazione, preciso che mentre si accingeva ad alzarsi, giungeva in aula il consigliere Naretti, componente effettivo della commissione, e quindi se fosse restato in aula anche Di Giulio, il numero legale sarebbe stato raggiunto.
Adesso non è mia intenzione fare polemica, ma credo che quando si scrive un comunicato da mandare alla stampa, bisogna raccontare i fatti per come effettivamente accaduti. Per rispetto dei cittadini, ma anche per rispetto di sé stessi, in quanto tutto è facilmente riscontrabile dal verbale di commissione.
Probabilmente il consigliere Di Giulio, visibilmente turbato dalle notizie arrivate dal tribunale di Frosinone circa la vicenda Urban waste, ha ritenuto opportuno ritirarsi a riflettere su quanto scritto nei mesi passati e ora, per distogliere l’attenzione dal suo ingiustificato giustizialismo-scandalistico, cerca di strumentalizzare l’assenza di due consiglieri di maggioranza. Dimenticando di porre l’accento pure sull’assenza dei due consiglieri di minoranza.