L'ingresso dello stabilimento Saxa Gres in località Selciatella di Anagni
L'ingresso dello stabilimento Saxa Gres in località Selciatella di Anagni

La Direzione regionale del Capitale regionale, parchi e aree protette della Regione Lazio ha espresso pronuncia di compatibilità ambientale sul progetto “Impianto di biodigestione e compostaggio sito in località Selciatella, Anagni; l’atto, che reca il numero di protocollo G07071, è stato firmato dal direttore Vito Consoli ieri l’altro, 10 giugno 2021, e riguarda appunto la proposta di realizzazione di un impianto di biodigestione e compostaggio in un’area che si trova a circa 4 km a sud ovest dal centro abitato di Anagni e a 4.7 km a nord-ovest di Sgurgola.

Il sito destinato all’impianto è ubicato nell’area dell’ex stabilimento Marazzi, oggi Saxa Gres, in una zona a destinazione d’uso industriale denominata zona industriale Paduni Selciatella, caratterizzata da una significativa concentrazione di attività produttive industriali ed artigianali.

Il progetto prevede la realizzazione di una sezione dedicata alla digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU); una sezione dedicata al compostaggio e alla produzione di compost di qualità; un impianto di upgrading a biometano per la trasformazione del biogas, prodotto nella fase di digestione anaerobica, in biometano e un cogeneratore per la produzione combinata di
energia elettrica e termica.

Nella fattispecie la FORSU in ingresso all’impianto, viene indirizzata alla sezione di digestione anaerobica, laddove a valle degli opportuni pre-trattamenti ed una volta miscelata con rifiuto “verde” triturato, viene trattata in appositi digestori ove avviene la fase di bio-trasformazione anaerobica delle sostanze volatili.

Dai reattori si generano sottoprodotti di lavorazione nella fase gassosa e solida/liquida. La fase gassosa, sottoforma di biogas, viene estratta dai digestori mediante idoneo sistema e va ad alimentare, da una parte, l’impianto di upgrading per la produzione di biometano e dall’altra la centrale di cogenerazione. Il biometano viene ceduto interamente alla rete di distribuzione nazionale mentre la centrale di cogenerazione sarà costituita da un motore a combustione interna per la produzione combinata di energia elettrica e termica: l’energia termica verrà reimpiegata all’interno dell’impianto in progetto sia nel processo per il riscaldamento delle biomasse all’interno dei digestori, sia per il riscaldamento dell’aria all’interno dei biotunnel, nonché nelle strutture annesse all’impianto per il riscaldamento e produzione di acqua calda dei locali (uffici, spogliatoi, refettorio, servizi igienici, etc.).

L’energia elettrica verrà invece ceduta interamente alla rete. Le due fasi solida e liquida del sottoprodotto in uscita dai digestori non vengono separate: il digestato tal quale viene inviato alla sezione di compostaggio.

COSA COMPORTA LA REALIZZAZIONE DELL’IMPIANTO

Secondo quanto riportato nel documento della Regione Lazio, in fase di esercizio la realizzazione dell’impianto genererà “emissioni di odori e di eventuali aerosol biologici dai rifiuti/biomasse in stoccaggio e/o in lavorazione; emissioni convogliate in atmosfera dai camino del motore del cogeneratore e dell’impianto di upgrading a biometano e dalla torcia d’emergenza posta sulle coperture dei digestori; emissioni diffuse in atmosfera in uscita dai biofiltri a servizio dell’intera area di processo; implementazione del livello di rumore e vibrazioni per l’entrata in funzione di una serie di macchinari tra i quali il cogeneratore; emissioni da gas di scarico legate alla presenza dei mezzi conferenti rifiuto in impianto; emissioni diffuse ingenerate dalla sezione di triturazione all’aperto dei ligno-cellulosici”.

LE AZIONI DI PREVENZIONE

L’insieme delle azioni di prevenzione e di mitigazione che il progetto prevede di mettere in campo sono le seguenti, così come riportato sul documento sopracitato: “tutte le sezioni di impianto risulteranno sviluppate sotto capannone, quindi in ambiente confinato ed aspirato; i tre digestori anaerobici risulteranno lavorare in condizioni completamente confinate, con flusso automatico e continuo della miscela in alimentazione (FORSU+ligno-cellulosico). Le uniche uscite convogliate dai digestori saranno costituite dal biogas da termovalorizzare nel cogeneratore, dal biogas da trasformare in biometano nell’apposito impianto di upgrading e dal digestato da avviare alla fase di produzione di compost. In assenza di rotture del sistema, pertanto, dai digestori nulla verrà direttamente immesso nell’ambiente: unica eccezione, ma solo in condizioni di emergenza, sarà costituita dai prodotti della combustione del biogas eventualmente prodotto in eccesso e, pertanto, direttamente termodistrutto nella torcia d’emergenza. La torcia stessa rappresenta, in tal
senso, la garanzia di assenza di accumulo del biogas con conseguente impossibilità di una sua accidentale esplosione e conseguente combustione incontrollata; dai tre digestori, un sistema di tubazioni consentirà il diretto afflusso del biogas alle sezioni di cogenerazione e di upgrading. Il motore a scoppio del cogeneratore genererà energia elettrica dalla combustione del biogas. I fumi immessi in atmosfera saranno caratterizzati da un carico inquinante già ben ridotto e rispettoso dei limiti imposti dal dispositivo autorizzativo che sovrintende alla loro entrata in esercizio. In merito all’altezza del camino di fuoriuscita dei fumi depone a favore di una loro corretta dispersione la disposizione ad un’altezza 7 m dal suolo tale
da non interferire con gli addetti d’impianto; tutte le aree delle sezioni di impianto, risulteranno pavimentate ivi compresi i piazzali di manovra
e la viabilità interna (“T08_ENEANA – Particolari costruttivi opere ed impianti ausiliari”): tale accortezza progettuale costituisce la necessaria premessa affinché si possa fattivamente procedere; per quanto riguarda il controllo del corretto funzionamento dei dispositivi di depurazione delle arie di processo (scrubber e biofiltri) verrà previsto un sistema di campionamento dell’effluente gassoso in uscita dal medesimo con conseguente verifica di rispondenza o meno della concentrazione degli inquinanti ai limiti prescritti”.