I Carabinieri della Compagnia di Pontecorvo particolarmente attivi nelle ultime nel proprio territorio di competenza; nella giornata di ieri a Pontecorvo, infatti, i militari della locale Stazione in collaborazione con il personale del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Frosinone, nel corso di specifici controlli hanno sanzionato un 35enne originario del Bangladesh, titolare di un autolavaggio sito in quel centro. Nel corso delle verifiche gli operanti hanno accertato la mancata applicazione del protocollo di prevenzione del contagio da Covid-19 e l’inosservanza dell’obbligo di retribuzione dei dipendenti con strumenti di pagamento tracciabili, elevando nei suoi confronti sanzioni amministrative per complessivi euro 3.432.

Gli stessi militari, poi, hanno deferito in stato di libertà per truffa in concorso due giovani, un 23enne ed un 27enne, entrambi residenti nella provincia di Taranto e già censiti per reati contro il patrimonio. I due, mediante la pubblicazione di un annuncio per la vendita di una play-station 5 sul profilo Instagram, hanno indotto la vittima, un giovane residente a Pontecorvo, a versare la somma di euro 510 su un conto corrente intestato ad uno di essi, senza mai ricevere la merce.

Un’altra importante operazione degli stessi militari ha portato poi al deferimento in stato di libertà per truffa di un 27enne residente nella provincia di Salerno, già censito per reati contro il patrimonio ed in materia di stupefacenti.

Dalle verifiche svolte a seguito della denuncia formalizzata da una 39enne del luogo, è emerso che la stessa, dopo aver visionato sul sito subito.it un annuncio della vendita di un telefono cellulare, versava la somma di euro 460 in favore dell’indagato, ricevendo però un pacco contenente solo sassi e polistirolo.

A Pico, infine, i militari della locale Stazione, al termine di attività investigativa avviata dopo la denuncia formalizzata da un 46enne del luogo, hanno deferito in stato di libertà per truffa un 39enne residente nella provincia di Lecce.

Dalle verifiche scolte dai militari operanti è emerso che l’indagato, in qualità di legale rappresentante di una società, previa pubblicazione su un portale internet di un annuncio per la vendita di un autocarro al prezzo di euro 13.000, ha indotto la vittima a versare come acconto, mediante due distinti bonifici, l’importo di euro 3.000 su un conto corrente intestato alla citata società. Una volta intascata la somma il 39enne oltre a non consegnare il mezzo che nel frattempo era stato venduto ad una terza persona estranea ai fatti, ha omesso anche di restituire l’anticipo ricevuto.