Dal 1972, in tutto il mondo, il 5 giugno si celebra il World Environment Day, la giornata dedicata all’Ambiente proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e celebrata per la prima volta due anni dopo, nel 1974, con lo slogan Only One Earth.

Eventi ed iniziative sono organizzate in questo giorno – in Italia e nel resto del mondo – al fine di promuovere politiche economiche ed ambientali corrette e sostenibili e per contribuire positivamente al ripristino degli ecosistemi.

Per l’occasione, in Italia, il Ministero dell’Ambiente ha rilanciato il Programma Nazionale di prevenzione degli sprechi alimentari (qui disponibile in formato .pdf), con l’introduzione di nuovi consigli per contenere l’accumulo di rifiuti e per il risparmio di risorse preziose.

anagnia.com ha scelto di partecipare a questa giornata così importante intervistando Tessa Gelisio, conduttrice televisiva, blogger e ambientalista, che ringraziamo molto per la gentile collaborazione e disponibilità.

Tessa Gelisio

Tessa, dopo aver partecipato attivamente a progetti promossi da diverse ed importanti associazioni ambientaliste, nel 2004 ha fondato ed ha assunto la presidenza dell’associazione forPlanet Onlus che sviluppa progetti di conservazione ambientale per contrastare il continuo deterioramento degli ecosistemi naturali e promuove pratiche e prodotti che mirano ad uno sviluppo sostenibile della società. I sistemi di tutela riguardano soprattutto le foreste tropicali.

Tessa, oggi la parola d’ordine è sostenibilità, esiste uno stile di vita sostenibile che ciascuno dovrebbe seguire per non impattare sull’Ambiente?

Ci sono tantissime piccole azioni che ciascuno può fare per non impattare sull’Ambiente, non a caso ho dedicato un blog a riguardo. Sono 20.000 piccole azioni che se vogliamo possiamo semplificare in poche semplici regole. Prima di tutto bisogna avere un occhio di riguardo all’alimentazione, che è il settore che impatta di più a livello ambientale. Il consiglio in questo caso è quello di seguire la dieta mediterranea, quella vera, quella che non facciamo più e che è la migliore dal punto di vista della salute e dal punto di vista dell’Ambiente; quindi frutta e verdura di stagione, possibilmente biologica, prodotti italiani, pochi derivati, pochi animali, pochi dolci, però la base è: frutta, verdura e cereali. Ritornare dunque ai prodotti biologici di stagione, filiera corta e a km zero. Poi attenzione alle proteine che sono un’altra fonte di impatto ambientale nonché di fonte di tortura legale verso gli animali da allevamento, io consiglio di mangiarne meno e meglio, da allevamenti estensivi e biologici.

Poi altra regola è nel “riduci, riutilizza, ricicla” per quanto riguarda gli oggetti in generale, perché tanto tutto quello che viene prodotto è destinato a diventare un rifiuto, quello che si deve fare è ridurre la quantità a monte di materiale, riutilizzarlo il più possibile e poi quando non si può più riutilizzare o aggiustare, riciclarlo. Ciò che non si può neanche riciclare non dovrebbe nemmeno essere prodotto, da bandire il più possibile. Ridurre il più possibile il consumo di plastica, perché, di quella prodotta, ne viene riciclata meno del 20%.

Poi ancora: scegliere un fornitore di energia elettrica per la casa da fonti rinnovabili, non si spende si più, si tratta solo di cambiare il contratto; ridurre la quantità di acquisti di vestiti e migliorarne la qualità, puntando sui tessuti naturali, possibilmente made in Italy, al massimo made in Europe; per la casa scegliere prodotti sostenibili eco bio, gli altri prodotti chimici oltre a fare male alla salute impattano sull’ambiente; scegliere prodotti eco bio anche per la cura/cosmesi di se stessi; ridurre l’impatto ambientale anche con la mobilità, sostarsi quindi con mezzi pubblici, biciclette, mobilità elettrica, car sharing, car pooling; ogni volta che si acquista un prodotto è un po’ come un premio a quell’azienda ed incentiva la produzione di quel determinato oggetto richiesto. Quindi scegliere sempre aziende che hanno minore impatto ambientale; informarsi costantemente.

A cosa sta andando incontro il Pianeta? Cosa bisogna modificare fin da subito?

La cosa più urgente da affrontare sono i cambiamenti climatici a cui il Pianeta sta andando incontro, che poi si portano dietro una serie di conseguenze. Il punto è che abbiamo modificato talmente tanto l’atmosfera che anche se smettessimo ora di emettere gas serra avremmo comunque impattato gravemente sull’Ambiente per i secoli a venire. Quindi dobbiamo cercare, oltre quanto prima di diventare una società a zero emissioni, di prepararci comunque perché tutto questo avrà comunque un’impatto sulla nostra salute, oltre che sulla nostra economia e sulla società.

Come sensibilizzare e convincere le persone ad adottare uno stile di vita sostenibile? A chi bisogna fare appello e come?

Bisogna riportare tutto all’individuo: si pensa sempre che le problematiche ambientali colpiranno altri, e si pensa sempre di non essere corresponsabili. Quello che invece bisogna far capire alle persone è che questi problemi non sono problemi che ci saranno fra 100 anni e che riguardano gli altri. Sono problemi che vanno ad intaccare la nostra salute, la nostra vita già presente ed il nostro immediato futuro. Quindi i problemi ambientali colpiscono tutti e tutti siamo corresponsabili. Quindi tutti dobbiamo fare la nostra parte per ridurre il nostro impatto ambientale.

Trovo che sia fondamentale, prioritario direi, inserire dei corsi di educazione ambientale (ecologia e problematiche ambientali), soprattutto nelle scuole, dove la situazione sembra essere migliorata – per quanto sia ancora a spot – in base soprattutto alla sensibilità degli insegnanti e degli istituti.

Sappiamo che Lei ha partecipato attivamente a diversi progetti, con diverse associazioni ambientaliste. Come è stato fondare una vera e propria associazione ambientalista tutta sua?

E’ stato un percorso naturale, semplicemente perché volevo impegnarmi di più. Dal momento in cui non facevo attivismo ma solo comunicazione ambientale, sentivo la necessità di fare qualcosa di concreto. ForPlanet, fondato con un gruppo di amici, nasce proprio con lo scopo di fare qualcosa di semplice e concreto per l’Ambiente. Siamo tutti volontari, ma quello che riusciamo a raccogliere con questa associazione è come una goccia nel mare, seppure una bella goccia.

Qual è stata la molla che ha fatto scattare in Lei il desiderio di partecipare attivamente a tutto ciò che riguarda l’Ambiente?

Sono cresciuta così. Non c’è stato un momento per cui è scattata una molla. Fin da piccola ho avuto una particolare sensibilità, unita a conoscenza e consapevolezza per queste tematiche. Quindi mi è difficile capire cosa è scattato perché ce l’ho sempre avuta questa propensione. Penso sia per una questione di senso di giustizia. Trovo profondamente stupido quello che stiamo facendo, è irrazionale (una cosa che odio), stiamo distruggendo il pianeta su cui viviamo. La trovo una cosa da folli.

intervista a cura di Chiara Tarquini