Fino a Frosinone per smascherare il protagonista di numerose truffe: lui è Fabrizio Pignalberi, serronese e fondatore del movimento “Più Italia” che nei mesi scorsi avrebbe stipulato un patto federativo con il partito di Fratelli d’Italia; dall’altra parte Giulio Golia, inviato de Le Iene.

Pignalberi, secondo quanto si evince dal servizio andato in onda ieri sera – martedì primo giugno – avrebbe truffato diverse persone. Tutto ha inizio quando due coniugi vengono a Serrone per ristrutturare un casale dei genitori di lei. Per risolvere alcuni piccoli problemi burocratici si rivolgono a Pignalberi il quale si sarebbe fatto consegnare assegni per 10mila euro affermato alla signora che, via via che avrebbe pagato in contanti, glieli avrebbe restituiti.

“Ma a detta della donna, che si é rivolta all’avvocato Monica Nassisi , quegli assegni erano andati in protesto perché l’avvocato li aveva consegnati ad altre persone per i suoi affari. Da questa truffa per la signora si é aperto un mondo. Tanti infatti coloro che ha conosciuto tramite internet e che rivendicano denaro che avevano perso a causa dell’avvocato Pignalberi”, scrive il collega giornalista Gianni Magni su Frosinone Web.

“Da indagini portate avanti dai giornalisti delle “Iene” – si legge ancora su Frosinone Web – l’uomo risulta anche radiato dall’albo degli assicuratori. A suo carico risulta un rinvio a giudizio per truffa ed esercizio abusivo della professione. Sembra che anche la laurea in giurispudenza conseguita in una università straniera non sia riconosciuta in Italia. Ma la “specialità’ dell’avvocato sarebbe “il saldo e stralcio”: lui risolveva tutte le situazioni di chi aveva problemi con l’agenzia delle Entrate. Facendo credere ai clienti di aver rateizzato il debito si faceva dare loro un congruo anticipo.

“Tutto documentato dalle ricevute rilasciate dall’ente di riscossione – prosegue, poi, Gianni Magni – ma quando questi si sono visti recapitare a casa l’atto di pignoramento ed hanno portato all’agenzia delle Entrate la documentazione relativa alla rateizzazione, hanno scoperto di essere stato vittime di una truffa perché quella documentazione era falsa ed era stata realizzata con Photoshop”.

“Ma la cosa più sconvolgente che avrebbero scoperto “Le Iene” è che l’uomo che avrebbe cominciato a fare comizi sui casi si bambini che venivano strappati ai genitori e messi in case famiglia, avrebbe chiesto del denaro a tante madri disperate che volevano riavere a casa i loro bambini”.

“Una donna avrebbe riferito di aver dato all’avvocato 250 euro. Altre 250 avrebbe dovuto consegnarle a cosa fatta. Ma ovviamente tutto si è concluso con un nulla di fatto. Pignalberi dal canto suo avrebbe respinto fermamente tutte le accuse annunciando delle contro querele”.

Le parole di Fabrizio Pignalberi

Lui, intanto, prova a difendersi, in una nota inviata a questa redazione: “ho le prove e i documenti con i quali sono in grado di far emergere la realtà dei fatti”. E aggiunge: “documenti alla mano chiedo opportunità di replica al fine di ristabilire la verità altrimenti mi incateno davanti a Mediaset perchè non sono né un truffatore né un furbetto”.

Aggiunge, poi, Pignalberi: “sono stato attaccato come uomo, come professionista e come politico ma ciò che mi addolora di più è il fatto che i miei figli siano costretti ad affrontare tutto questo; presenterò tutti i documenti e i testimoni per dimostrare chi sono veramente e come sono andati i fatti di cui mi accusano, intendo anche chiarire le circostanze dell’auto non consegnata di cui si è parlato durante la trasmissione e che invece è stata consegnata alla moglie di quel signore con la testimonianza dell’interessata”.

“Per quanto riguarda la dichiarazione rilasciata da Giorgia Meloni, il Presidente di Più Italia Fabrizio Pignalberi sottolinea: “capisco la sua posizione ma credo sia giusto precisare che il patto federativo con Fratelli d’Italia esisteva fino al 1 febbraio 2021”.