Si è tenuta nel pomeriggio di ieri la conferenza stampa del Sindaco, Nicola Ottaviani, a seguito delle notifiche avvenute ieri per la fissazione dell’udienza preliminare (il prossimo 26 ottobre) del procedimento a carico dei vertici Acea Ato5 degli ultimi anni, che hanno gestito gli impianti in provincia di Frosinone, riconoscendo il Comune capoluogo e gli altri Comuni quali parti offese per vari reati in danno degli enti locali e degli utenti.

“La notifica dell’atto dell’autorità giudiziaria pervenuta oggi, con la fissazione dell’udienza preliminare che vede coinvolti nel procedimento penale alcune personalità di spicco che hanno gestito o che rivestivano un ruolo di controllo nella gestione di Acea sul territorio della provincia di Frosinone nel corso degli ultimi anni – ha dichiarato il sindaco Ottaviani – testimonia come le rimostranze sollevate dal comune di Frosinone e da molte associazioni di volontariato, negli scorsi anni, fossero motivate rispetto alla gestione del servizio idrico. È giusto che la cittadinanza sia informata di quanto avvenuto, senza alcuna pretesa di volerci sostituire a quella che sarà la sentenza sotto il punto di vista processuale, ma utilizzando in ogni sede le consulenze tecniche e gli accertamenti effettuati dall’autorità giudiziaria”.

Le contestazioni riguardano il falso in bilancio “che va a incidere necessariamente sul risultato di esercizio, sui costi richiesti come rimborso alla collettività tramite tariffa, che esprime la sommatoria dei costi per portare avanti il servizio”, ha detto il sindaco, e la frode in pubbliche forniture. “Quando il Comune di Frosinone nutriva dubbi sulle singole voci di costo per la formulazione della tariffa, o per l’alto tasso di dispersione idrica (a cui corrisponde, evidentemente, il mancato investimento da parte della società e l’assenza di interventi significativi sulla rete), allora probabilmente non aveva tutti i torti. Se le ipotesi coltivate dalla autorità giudiziaria, corroborate da consulenze tecniche e contabili, fossero confermate, significherebbe dover riscrivere la storia della gestione idrica della provincia di Frosinone degli ultimi anni”. La vicenda riguarda tre Amministratori Delegati di Acea, 2 revisori, 2 firmatari della relazione di revisione, insieme ad alcuni membri del collegio sindacale e a due responsabili della Sto.  

 “A prescindere dal profilo di responsabilità penale diretta, ciò che interessa all’amministrazione comunale e alla cittadinanza è il profilo della responsabilità di Acea Ato5 nella gestione del servizio idrico in provincia. È chiaro, dunque, che il Comune di Frosinone si costituirà parte civile per evidenziare le richieste di ristori e di risarcimento della collettività, poiché le consulenze tecniche ipotizzano che i costi esorbitanti, del mantenimento e gestione del servizio, possano essere confluiti nelle bollette, gravando così sulle tasche delle famiglie della nostra provincia. Queste consulenze rappresentano gli elementi di novità che non possono essere trascurati in tutti gli altri giudizi attualmente in piedi, di carattere amministrativo, civilistico o di conciliazione.

Ringraziamo, doverosamente, la Procura della Repubblica di Frosinone che ha messo a disposizione della collettività gli strumenti per l’esercizio del diritto: ciò non significa anticipare le sentenze, che vengono emesse in altra sede, ma significa usufruire di mezzi processuali nel contraddittorio con il gestore idrico. Del resto, come ha ricordato la trasmissione Report qualche settimana fa, la dispersione idrica della nostra provincia è vicina alla percentuale del 74%, la più alta in Italia: qui l’acqua si paga tanto, troppo, ma addirittura viene addebitata alle famiglie senza che la usino”.

Il sindaco ha concluso: “Se queste consulenze fossero state acquisite tempo addietro, la storia dei nostri contenziosi con Acea sarebbe stata sicuramente diversa e già definita da tempo, dando ragione alle battaglie che il Comune di Frosinone e i nostri cittadini hanno promosso in questi anni, per la difesa dei loro diritti”.