Prosegue – anche in provincia di Frosinone – la mobilitazione di CGIL, CISL e UIL nell’ambito della campagna che rilancia il tema della Sicurezza sul lavoro: al grido di “persone, non numeri” si è tenuta questa mattina davanti al palazzo della Prefettura di Frosinone una manifestazione partecipatissima per rimarcare ancora una volta – qualora ce ne fosse bisogno – l’esigenza di elaborare una strategia nazionale su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che deve essere sostenuta anche con il PNRR e con il Fondo di Coesione e finalizzata a ottenere piene garanzie in materia di salute e sicurezza”.

Il documento:

Alla manifestazione hanno preso parte – tra gli altri – per la Cisl Enrico Capuano, per la Cgil Giovanni Gioia e per la Uil Anita Tarquini, firmatari del documento consegnato nelle mani del prefetto di Frosinone dott. Ignazio Portelli e di seguito riportato:

La mobilitazione di oggi, sotto il palazzo della Prefettura di Frosinone, fa seguito ad altre analoghe manifestazioni che si sono già svolte e che si svolgeranno. Il prossimo 27 maggio saremo a Roma, sotto la sede della giunta regionale, per chiedere a gran voce l’approvazione della legge regionale sulla salute e sicurezza e più risorse economiche per i servizi ispettivi di competenza regionale.

Cgil, Cisl e Uil di Frosinone sono impegnate affinché in tutto il Paese cresca e si diffonda una nuova cultura della salute e della sicurezza sul lavoro. Fermare l’attuale conta di donne e uomini, che escono di casa per lavorare e che a casa la sera non tornano, è un dovere morale che ci unisce. E’ per questo che, conoscendo la Sua spiccata sensibilità verso questo come altre problematiche che interessano il nostro territorio, siamo certi che condividerà la nostra iniziativa e che metterà in campo per quanto nelle sue competenze tutti gli strumenti utili affinché di lavoro non si muoia più.

Fermare questa strage si può, si deve, serve un salto di qualità. I punti del nostro impegno sono chiari:

1 – Formazione come diritto fondamentale, bisogna partire dalla consapevolezza che nessuna persona può essere impegnata in un lavoro senza una preparazione adeguata.

2 – Inserire nei programmi scolastici, almeno nelle scuole superiori, la materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la Scuola può fare molto educando i giovani di oggi e futuri lavoratori di domani al rispetto delle norme di sicurezza.

3 – migliorare le ispezioni in quantità, qualità, integrare le banche dati, investire risorse

4 – Investire tramite l’Inail, risorse sulla ricerca, per proteggere i lavoratori e le lavoratrici utilizzando la tecnologia innovativa

5 – Generalizzare e rafforzare la rappresentanza sindacale dei lavoratori in tutti i contesti e settori, RLS/RLST IN TUTTE LE AZIENDE!

6 – Valorizzazione della contrattazione come misura preventiva, contrattare orari, turnazioni, organizzazione del lavoro

7 – Qualificazione delle imprese e patente a punti, per contrastare le gare al massimo ribasso che si ripercuotono sulla salute, sulla retribuzione e sulla sicurezza delle persone che lavorano.

La sicurezza non è una questione burocratica, ma rispetto della vita propria e degli altri. Non dimentichiamo che dietro ogni infortunio ci sono persone, ci sono affetti, emozioni. Ci sono storie quotidiane. Ci sono ‘Persone, non numeri’, come recita lo slogan scelto per questa settimana di mobilitazione.