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Due persone sono state poste agli arresti domiciliari questa mattina, venerdì 21 maggio, dagli agenti della Polizia di Stato e dai militari della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Latina a seguito delle presunte irregolarità nel concorso della Asl pontina.

Tali provvedimenti hanno riguardato rispettivamente un dirigente e un funzionario dell’azienda sanitaria. La misura è stata adottata dal gip del tribunale di Latina Giuseppe Cario; i reati contestati sono quelli di falsità ideologica in atti pubblici e rivelazione di segreti di ufficio, entrambi nella forma aggravata.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Carlo Lasperanza e dal sostituto procuratore Valerio De Luca, sono state svolte dalla sezione Anticorruzione della squadra mobile e dal nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della guardia di finanza ed hanno riguardato due concorsi pubblici indetti, rispettivamente nel settembre 2019 e nel dicembre 2020, e svolti in forma aggregata tra le Aziende Sanitarie Locali di Frosinone, Latina, Viterbo e Roma 3, con la Asl di Latina individuata quale ente capofila, entrambi caratterizzati da un elevato numero di partecipanti. Le selezioni si sono tenute nei mesi di agosto e dicembre del 2020: la prima, relativa a 23 posti da collaboratore amministrativo professionale categoria D, ha visto la presentazione di quasi 1.300 istanze di partecipazione, mentre per la seconda, relativa a 70 posti con qualifica di assistente amministrativo categoria C, sono state presentate più di 2.900 domande.

Le procedure concorsuali ritenute irregolari erano state caratterizzate in entrambi i casi dalla presenza dei due indagati nelle rispettive commissioni esaminatrici in qualità, rispettivamente, di presidente e segretario. Le indagini hanno consentito di accertare che gli indagati, nei giorni prima delle prove scritte e orali, hanno rivelato i quesiti del concorso e le domande che sarebbero state poste in sede di esame, attestando falsamente la regolarità della procedura dei verbali della commissione.

E’ emerso dunque come, in entrambi i concorsi, le procedure previste dai bandi a tutela dell’imparzialità della pubblica amministrazione, siano state falsate in favore di rapporti di conoscenza più o meno diretta dei candidati. Solo in cinque casi è stato possibile identificare i candidati che avevano beneficiato delle informazioni e delle anticipazioni delle domande del concorso, accertando come i membri della commissione, in particolare il dirigente finito ai domiciliari, abbiano contattato i candidati e fornito appunto le domande che sarebbero state poste nell’esame orale.